In mostra a Brescia le singolari fotografie di Paolo Novelli

vita brevis, ars longa. sguardi da un camposanto

Da sabato 20 settembre al 6 ottobre 2003 ha avuto luogo a Brescia, nella Sala Santi Filippo e Giacomo di via delle Battaglie 61, la mostra "Vita brevis, Ars longa. Sguardi da un Camposanto" di Paolo Novelli, risultato di una suggestiva ricerca fotografica dedicata ad affascinanti e singolari sculture dei più importanti cimiteri storico-monumentali italiani.

Gioielli della scultura italiana dell'800 e del ‘900 vengono proposti in una nuova veste di bellezza e di spiritualità, attraverso un originale studio fotografico. Sono immagini di forte impatto, capaci di far riscoprire una sorprendente "poetica del mondo della pietra"; la poetica di un patrimonio artistico che, per la propria collocazione, rischia di essere presto irrimediabilmente compromesso. Un evento nato, non a caso, nella città che ospita il "Vantiniano", il camposanto monumentale creato nel 1814.
La mostra è stata promossa dalla Scuola di Scultura "Rodolfo Vantini" con il patrocinio del Comune di Brescia, della Provincia di Brescia, del Comune di Botticino, del Comune di Rezzato e del Comune di Serle. Nel catalogo testi di Paolo Corsini, Sindaco di Brescia e di Roberto Zini, Direttore della Scuola.
È Paolo Corsini a sottolineare con forza l'originalità del lavoro dell'artista bresciano, i "bianco/neri di rara poesia" con i quali "le immagini di Paolo Novelli, giunto alla prima rassegna personale dopo un tirocinio creativo comunque assai ricco di significative presenze ad eventi e mostre, si spingono (…) assai oltre il pur importante intento di valorizzare e divulgare le ricchezze artistiche esistenti presso i più importanti cimiteri cittadini del nostro Paese, delle sculture e degli apparati decorativi delle maggiori necropoli italiane, fra cui spicca il Cimitero Vantiniano di Brescia, considerato uno fra i più interessanti cimiteri monumentali d'Italia, certamente il più omogeneo dal punto di vista architettonico ed artistico".
Interessante, nel testo di Roberto Zini, la descrizione del back ground del cimitero bresciano: la Scuola di Scultura dedicata a Rodolfo Vantini, che nel 1839 disegna il Monumentale e poi fonda la Scuola di Disegno Industriale, per "istruire gratuitamente i giovani scalpellini di Rezzato nel disegno ed ornato alla perpetuità" (dal testamento); scelta "resa specialmente opportuna dalle cave di marmo che vi occupano gran numero di operai". "Dalla scuola Vantini – prosegue Zini - sono usciti nel corso degli anni migliaia di artigiani, artisti ed imprenditori che hanno contribuito a potenziare il già fiorente settore della lavorazione del marmo".
 
Roberta Balboni


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