DALLA ASSEMBLEA GENERALE DI FEDERCOFIT ZAFFARANO RICONFERMATO

Ai vertici della Federazione

Giovedì 27 febbraio si è svolta, a Milano, la annuale Assemblea di Federcofit per il rinnovo delle Cariche Sociali. Il Presidente Piero Maurizio Zaffarano, nella sua relazione, ha ricordato le tante iniziative della Federazione ed i buoni risultati riscontrati in ogni parte di Italia.

"Federcofit è cresciuta in maniera esponenziale, non solo nel numero degli Associati, ma, soprattutto, nella rappresentatività, a livello politico, istituzionale, culturale, di una categoria che, oggi più che mai, ha bisogno di forza, coesione, visibilità". Zaffarano ha ricordato i tanti progetti dei quali Federcofit è protagonista: dal tavolo di lavoro con molte Regioni italiane al Progetto Caronte, dall'impegno al fianco delle altre categorie interessate nel contribuire ad arrivare presto ad un nuovo Ordinamento Giuridico ad una attività sociale e culturale attenta ai reali bisogni del cittadino, dalla ricerca di nuovi modelli che esasperino i valori etici alla tutela ed allo sviluppo della professione. Zaffarano ha sottolineato inoltre come si stia dimostrando felice il rapporto con Tanexpo e con Oltre Magazine che "ha permesso alla Federazione di incrementare le proprie relazioni internazionali, di rapportarsi con importanti Istituzioni, di avere una cassa di risonanza efficace per fare informazione". Il Presidente ha concluso il suo intervento dando appuntamento a Tanexpo 2004, dove la Federazione sarà presente con diverse iniziative e dove verrà convocato il Congresso Nazionale di Federcofit.

Nel corso dell'Assemblea Giovanni Caciolli ha presentato un documento su "imprenditoria funebre e strutture sanitarie" a proposito del quale abbiamo raccolto il pensiero del Segretario Generale.

"Il complesso rapporto fra Imprese Funebri e Strutture Sanitarie, Ospedali, Case di Cura, Cliniche, Ospizi, costituisce uno snodo fondamentale, se non il principale, nei processi evolutivi del comparto funerario. I mutamenti dei costumi e le convinzioni culturali maturate, ed in ulteriore evoluzione nel paese, favoriscono la scelta dei dolenti di eleggere, in qualche modo, la struttura sanitaria come luogo fisico della morte. Le Camere Mortuarie degli ospedali stanno assolvendo ad ulteriori funzioni rispetto all'osservazione della salma, loro funzione istituzionale. La Camera Mortuaria della struttura sanitaria si è trasformata in sala del commiato e dell'ossequio; sempre più frequentemente si passa direttamente dalla Camera Mortuaria alla Chiesa per il rito funebre. Le conseguenze di questa centralità della Camera Mortuaria ospedaliera sono sotto gli occhi di tutti, con gravi danni per le onoranze, sempre meno importanti. I più accorti stanno rilevando un uso sempre più frequente dei locali dell'ospedale per effettuare anche il Rito Funebre utilizzando la Cappella dell'Ospedale, in genere ben curata dagli ordini religiosi. Il cerchio, quindi, si chiude con un depauperamento progressivo dei contenuti dell'ossequio e del commiato. Si impone una riflessione su due problemi: quale rapporto si deve instaurare con le Strutture Sanitarie, dove si concentra il nostro mercato; come riappropriarsi, per un recupero ed un ulteriore sviluppo, delle funzioni tipiche della nostra attività: l'ossequio e l'onoranza".

Quale è la situazione attuale?

"Le disposizioni di legge, interpretate dai vari TAR, i Tribunali Amministrativi Regionali, in merito alla gestione delle Camere Mortuarie dell'Ospedale sicuramente non sono omogenee. A Milano le tradizionali convenzioni ospedaliere sono state bocciate dal TAR che, invece, non ha bocciato l'appalto all'Istituto dei Tumori; a Genova sono in funzione numerosi appalti, alcuni rinnovati in epoca molto recente; a Pietra Ligure non solo si è riconosciuto valido l'appalto, ma il TAR, su ricorso dell'interessato, ha obbligato la Amministrazione Comunale a concedere, all'interno dell'area ospedaliera, una autorizzazione commerciale; in Toscana l'accordo sottoscritto tra la Regione e le organizzazioni del volontariato, che pure svolgono attività di onoranze funebri, prevede la possibilità di affidare a queste organizzazioni il trasferimento delle salme dai reparti ospedalieri alle Camere Mortuarie; a Modena il TAR ha condannato anche i turni nella Camera Mortuaria; a Reggio Emilia tali turni sono invece permessi ai soli operatori residenti in città. Per non parlare, poi, di casi particolari quali cliniche e strutture private".

Quale è la posizione di Federcofit?

"Chiariamo bene: noi non siamo un Partito Politico, guidato da una sorta di fede ideale, come non siamo una congregazione religiosa con una sua fede certa ed inamovibile. Siamo una Federazione di Categoria con obiettivi concreti ed il più possibile pragmatici, rispondenti agli interessi degli operatori ed in ossequio alla disposizioni di legge, che possiamo così riassumere: perseguire norme e regole uguali per tutti, indipendentemente dalla dimensione aziendale; garantire la libertà dei cittadini, nelle loro scelte, al pari di qualsiasi altro settore commerciale o di servizio; garantire condizioni di libertà di impresa senza l'intromissione di terzi capaci di orientare e condizionare i dolenti; definire regole applicabili e non teoricamente giuste ma inapplicabili. Per la realizzazione di questi obiettivi non esiste una formula magica e risolutiva. Si deve costruire un percorso di progressivo avvicinamento alla soluzione di un problema particolarmente complesso per gli interessi, legittimi o meno, in gioco, per i soggetti coinvolti, per le condizioni particolari dei contraenti. Non convincono, infatti, posizioni tanto giuste nei principi quanto inapplicabili nei fatti, se non in uno stato di polizia che è bene non avere mai. La tesi di 'tutti a casa', fra le mura della propria agenzia, rischia di essere una pia illusione, come in effetti è, salvo rarissime ed encomiabili eccezioni".

Cosa ha fatto la Federazione fino ad oggi?

"Sicuramente è partendo dagli interventi messi in atto nel passato che possiamo costruire un percorso coerente ed una posizione in grado di evolvere con l'evoluzione della situazione generale. La Federazione è intervenuta in numerosi casi, in alcuni anche con grandi forza ed evidenza, ottenendo, come a Chieti, risultati concreti. Non è degno di risposta chi ha tentato maldestramente di accreditare alla Federazione una posizione finalizzata alla occupazione delle Camere Mortuarie da parte degli Operatori. Tante sono le manifestazioni di una linea totalmente diversa. Gli unici scesi in piazza, a Chieti, contro la concessione ad una sola Impresa Funebre della Camera Mortuaria ospedaliera siamo stati noi, con una imponente manifestazione che ha visto la partecipazione di gran parte degli operatori, iscritti e non, con i propri automezzi in piazza Garibaldi. Tanti altri interventi abbiamo promosso, nei confronti delle Direzioni Sanitarie degli Ospedali, finalizzati a ripristinare regole uguali per tutti e la fuoriuscita della commercializzazione dei funerali dagli ospedali. Abbiamo lavorato, insieme a giuristi, avvocati ed esperti, per individuare per Milano soluzioni adeguate al rispetto di tradizioni operanti, nel passato, per lunghi periodi: le convenzioni ospedaliere. In tutti questi interventi i punti di riferimento sono sempre stati quelli di perseguire regole uguali per tutti e la estromissione di soggetti terzi non legittimati. Le vicende vissute dalla categoria in tutto il paese dimostrano la grande difficoltà ad individuare soluzioni eque e condivisibili, rispettose di tutti, dei dolenti e degli operatori, sufficientemente realistiche ed applicabili".

Quali potrebbero essere le soluzioni?

"Cerchiamo di individuare i vari percorsi da seguire. Stante l'attuale orientamento legislativo, si debbono abbandonare ipotesi di rapporti diretti tra imprese di onoranze funebri e strutture sanitarie. Si tratta, al di là di ogni personale giudizio, di una scelta chiara che, positivamente, unifica in un unico comportamento tutte le strutture, pubbliche e private, senza alcuna distinzione. È necessario riappropriarsi della funzione delle onoranze e dell'ossequio, riconoscendo agli ospedali la sola funzione istituzionale della osservazione della salma. Ne consegue la necessità e l'urgenza della approvazione del nuovo Ordinamento Giuridico, con la possibilità, per gli operatori, di gestire la funzione della osservazione della salma presso una struttura privata, la Casa Funeraria. Giusta ed opportuna è la soluzione prospettata nell'ultima versione del 'Regolamento': l'incompatibilità, cioè, tra la gestione delle Camere Mortuarie degli Ospedali, o dei Cimiteri, e le attività di Onoranze Funebri. Così si fa giustizia anche della atipicità degli appalti per la gestione delle Camere Mortuarie. Infatti solo in questo settore si fornisce un servizio senza essere pagati per farlo, anzi gli aggiudicatari degli appalti versano una una tantum per entrare, un canone per rimanere, e si impegnano anche a ristrutturare i locali. Infine, è necessario individuare strumenti e modalità per impedire le intromissioni di 'terzi' (personale sanitario, personale religioso, volontariato, …) abilitato ad operare nelle strutture sanitarie ed abituato a canalizzare le preferenze dei dolenti in cambio di favori e di prebende illegittimi.

Senza invocare uno stato di polizia, oggi impossibile oltre che incapace e pericoloso, e senza invocare formule magiche inesistenti, la soluzione è quella di favorire tanti interventi che riducano sempre più i vantaggi del ricorso a simili comportamenti. Voglio indicarne alcuni, con la consapevolezza che l'impegno e la ricerca non si debbano fermare: introduzione dell'iva, con aliquota ridotta, sui servizi funebri; aumento, almeno fino a cinquemila Euro, della cifra su cui opera la detrazione, per i servizi funebri, dai redditi degli aventi diritto; sviluppo della informazione pubblica ai dolenti nei locali delle strutture sanitarie; possibile istituzione di un ufficio per le esigenze dei dolenti, gestito e controllato da comitati congiunti pubblico/privato con la partecipazione delle associazioni di categoria".
 
Roberta Balboni
L'Assemblea Annuale di Federcofit ha rieletto all'unanimità

Piero Maurizio Zaffarano ai vertici della Federazione. Queste le nuove Cariche Sociali:



PRESIDENTE Piero Maurizio Zaffarano
VICEPRESIDENTE Piero Spagnoli
SEGRETARIO GENERALE Giovanni Caciolli
TESORIERE Giuseppe Bellachioma
CONSIGLIERI Rino Ballone (Piemonte), Riccardo D'Antoni (Lombardia),

Pier Paolo Di Rocco (Abruzzo), Sergio Francini (Toscana),

Athos Giannecchini (Toscana), Ugo Gionco (Lombardia),

Luca Lagasio (Liguria), Massimo Mattei (Toscana),

Romana Perotti (Piemonte), Silvana Ronchini (Emilia Romagna),

Alessandro Rotunno (Lazio), Franco Salvetti (Veneto),

Paola Sciannameo (Lombardia), Ivan Trevisin (Veneto),

Alvaro Valsecchi (Lombardia), Gianluca Vighi (Emilia Romagna),

Marco Viti (Toscana)
COLLEGIO DI GARANZIA Sergio Gasparin (Presidente), Paolo Vallini, Vincenzo Gammone


Un anno di lavoro insieme, la condivisione di molti progetti, una naturale identità di vedute sulle problematiche del settore, hanno cementato un rapporto nato professionalmente sulla base dell'impegno, della lealtà, della massima collaborazione, ed evolutosi nella direzione di una amicizia che ha trovato terreno fertile in una dimensione umana ricca di valori.

A Maurizio, a Giovanni ed alla loro squadra il più fervido augurio di buon lavoro. Sappiano che i loro successi, le loro soddisfazioni, i loro obiettivi raggiunti, li sentiremo anche un po' nostri.
c.p.

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