Con il contributo di ASCE

GRANDE SUCCESSO DELLA MOSTRA

SCULTURE A MEMORIA

di Carlo Santachiara

Oltre quindicimila visitatori a Palazzo d'Accursio per le sculture della Certosa di Bologna
Si è chiusa con un grande successo di pubblico - oltre 15mila visitatori - la mostra "Carlo Santachiara. Sculture a memoria", allestita a Bologna nella Sala d'Ercole del Palazzo d'Accursio dal 4 ottobre al 3 novembre 2002. L'esposizione è stata curata da Adriano Baccilieri (autore della monografia, Editrice Compositori) e Mauro Mazzali; fotografie di Guido Piacentini.

La mostra ha documentato il lavoro - si tratta soprattutto di sculture - compiuto da Carlo Santachiara (1937, Reggiolo - 2000, Bologna) in quaranta anni di intensa attività, dedicati anche al di- segno, all'incisione, ai comics ('Il Travaso', 'Eureka', 'Bologna incontri', 'Il foglio'), nonché all'insegnamento nel Liceo Arti- stico bolognese.

La figura e l'opera di Santachiara sono state presentate assumendo quale epicentro la sua 'scultura a memoria', ossia l'attività legata a finalità votive, e facendo ruotare al suo intorno il restante lavoro dell'artista.

"UN ESTREMO ATTO PROMETEICO CON GARBATA IRRIVERENZA".

Nucleo centrale dell'esposizione sono state perciò le sculture realizzate per la Certosa di Bologna (in particolare la Tomba Berselli (1970), la Cella Venturi (1979), la Tomba Fuzzi (1987) per il cimitero di Reggiolo, la Via Crucis nella chiesa dei Santissimi Saverio e Mamolo a Bologna, ancora a Reggiolo il Monumento ai Caduti della Grande Guerra, con gli altorilievi della Guerra e della Pace (2000), "nelle quali - scrive Adriano Baccilieri nel catalogo della mostra - Santachiara si è sentito come autorizzato ad imprimere nelle memorie dei campisanti, dei luoghi di culto e pietà, o di civile rimembranza, i segni dinamici della vitalità. In questa impresa, che costituisce tanta parte del suo lavoro, è come se Santachiara si fosse levato ad orgogliosa difesa della dignità umana contro la sorte ineluttabile; lui, paladino della lotta ad ogni forma di violenza con l'arma del segno e dei suoi temi, è come avesse compiuto un estremo atto prometeico con garbata irriverenza". "… Santachiara - prosegue Baccilieri - è artista poliedrico, un solista isolato fra le neoavanguardie del secondo Novecento, volte oltretutto, durante il primo decennio della sua attività a concettualismi ed azzeramenti, affatto contrari alla sua indole; disegni, grafica e sculture promuovono così una resistenza a difesa del figurale (figurazione potenziale, deliberatamente indefinita o sdefinita) con forti valenze simboliche, come l'artista ha sostenuto, facendo di lui un paladino della 'tradizione del moderno', all'avanguardia". Molta attenzione ha suscitato la presenza in mostra di un'opera di Piero Manai del 1971 nella quale l'artista, ai suoi esordi con una esposizione alla Galleria Forni, ritraeva Carlo Santachiara e Piero Raviola (Magnus), i suoi insegnanti preferiti.

Un incontro di pubblico e privato.

La mostra è stata promossa dal Comune di Bologna - Progetto Nuove Istituzioni per Comunicare la Città, dalla Associazione Francesco Francia e dalla Venturi Arte, con la collaborazione dell'Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali dell'Emilia Romagna, della SOCREM, del Comune di Reggiolo (RE), della Provincia di Bologna, della Provincia di Reggio Emilia, dell'Accademia di Belle Arti, del Liceo Artistico di Bologna, del FAI dell'Emilia-Romagna, di Italia Nostra, Cabaret Voltaire e Circolo Galileo Galilei.

Si è trattato dunque di una esperienza insolitamente positiva di collaborazione fra un insieme di istituzioni pubbliche, una impresa privata impegnata nel campo artistico (la Venturi Arte) e diverse associazioni (fra le quali spicca l'apporto della Francesco Francia e della SOCREM di Bologna), a testimonianza della stima e dell'affetto che Santachiara aveva saputo conquistarsi nella città. Un percorso nella Certosa di Bologna.

In occasione della mostra è stato redatto un pieghevole che permette di rintracciare tutte le sculture di Carlo Santachiara nella Certosa di Bologna (in vendita all'Emporio della Cultura in Piazza Maggiore, a Bologna, 60 centesimi). Il pieghevole è il primo di una collana che permetterà ai bolognesi e ai turisti di visitare la Certosa secondo diversi percorsi: seguendo un autore, come nel caso di Santachiara; o un tema, come il pieghevole di prossima pubblicazione dedicato ai musicisti; o un periodo o uno spazio particolare, come il pieghevole che sarà presto dedicato all'Ossario dei Caduti della Grande Guerra, di recente restaurato.
 
Roberta Balboni

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