Rotastyle

Una mostra curata dall'Accademia di Belle Arti di Brera

"Saperi e sapori"

La condivisione degli elementi primari, prima sotto forma di osservazione individuale e poi attraverso la loro cottura e assunzione condivisa, rientra in un grande momento rituale e performativo. La convivialità, la goliardia, la sacralità della condivisione degli stessi sapori ha una origine remota quanto complessa nei suoi significati; così i sapori possono divenire ora un medium unificante ora, al contrario, un transfert nell’esagerazione bacchica o bulimica, come ampiamente raccontato ieri dalla stagione barocca italiana ed europea e oggi dal patrimonio dell’arte contemporanea, tra performance e documentazione, tra antropologia dell’arte e fotografia o cinema.
L’aspetto collettivizzante rappresenta quindi l’altra faccia della questione e, sebbene le opere presentate in Mostra siano costituite prevalentemente da pitture e da concezioni squisitamente individuali, è un dato comunque presente. Infatti il percorso esperienziale ha obbligato gli Artisti a liberarsi dalle sovrastrutture e ad affidarsi alla parte più sincera della propria espressività; a esperire la trasversalità sensoriale dove l’immagine ha un odore, un suono, una particolare resa tattile, materica e cromatica.
I giovani autori, verificando la propria sensibilità e la propria parte istintiva, hanno assunto se stessi come soggetto di una esperienza diretta, compiendo così un atto autenticamente conoscitivo. La stessa azione, verificatasi nel corso delle lezioni, di fare “inchiodare” a ciascun allievo dei polipi morti sul muro dell’aula come oggetto di studio, pur riprendendo una antica pratica accademica nel lavoro sulla “natura morta”, riafferma la necessità di “ripensare il vivente”, dove “appendere” significa “mettere al centro” del proprio sistema e della propria osservazione.
I lavori in mostra rappresentano l’espressione più autentica e vivace di questo clima: ogni opera presenta una propria spiccata specificità e una sincera impronta espressiva.


 
"SAPERI E SAPORI"
a cura di Stefano Pizzi e Nicola Salvatore
dal 18 giugno al 15 luglio 2010
(dal martedì al sabato, 16.00 - 19.00)
Galleria Accademia Contemporanea
Via San Calocero 27 - Milano - MM Sant’Agostino
 
Direzione artistica
Prof. Andrea B. Del Guercio
Accademia di Belle Arti di Brera
Testo in catalogo di Ida Chicca Terracciano
Accademia di Belle Arti di Brera
 
Olga Abramova, Vanessa Anzoni, Ciro Casale, Emanuela Castelli, Dino Cerchiai, Beatrice Cerminara, Matthew Constance, Pietro Ferri, Matteo Giagnacovo, Eneida Gjeci, Kim Sun Woo, Domenico Liguigli, Martina Lupi, Ottavio Mangiarini, Angela Martignoni, Erika Motta, Federica Murè, Francesca Nacci, Claudia Piatti, Noemi Quagliati, Wang Pan.

 
Venti studenti iscritti al corso di pittura dell’Accademia di Belle Arti di Brera, hanno partecipato al progetto sotto la duplice direzione dei professori Stefano Pizzi e Nicola Salvatore. Le opere offrono un’ampia visione sul sistema espressivo scaturito dal percorso iniziato circa vent’anni fa dall’idea del prof. Nicola Salvatore di scegliere il territorio della trasversalità percettiva come luogo dell’approfondimento creativo. All’interno di questo spazio occupa una posizione centrale il rapporto tra l’esperienza vissuta attraverso l’arte e il senso immaginifico originato dal rapporto con i sapori, portatori della molteplicità evocativa e sensoriale.
“Sgomberando il tavolo” da tendenze contemporanee in cui i sapori hanno assunto un rilievo importante quanto spesso effimero, il lavoro di ricerca è stato predisposto attraverso il “fare arte”. Le conoscenze si sono combinate quindi con i sapori aprendo il campo della ricerca alle implicazioni e alle relazioni simboliche, psicologiche, sociologiche, biologiche insieme, riaffermando così la valenza profondamente antropologica del soggetto. L’universo dei sapori-saperi sperimentati o da sperimentare rappresenta quindi un luogo di ricerca individuale, ma soprattutto e forse ancor prima collettiva. Ogni mercoledì, e per l’intero anno accademico, il frutto dell’osservazione degli studenti: carote, ceci, patate sono stati rivisitati da ciascuno e verso mezzogiorno raccolti e cucinati nella bottega alchemica dell’aula otto di Brera, dove trovano posto le cucine della Trattoria da Salvatore. Culmine di questo percorso è l’esperimento organizzato in collaborazione con uno staff composto da uno chef e un sommelier, giunti apposta per descrivere il menù per poi cucinarlo, mentre gli effluvi dei vapori che invadevano l’aula evocavano nei giovani artisti immagini e sintesi percettive.
Ida Chicca Terracciano

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