Un importante Convegno promosso da Oltre

LA QUALITÀ ALLA FINE DELLA VITA

Analizzare i problemi, prendere decisioni, proporre modelli assistenziali e buone cure

"Recenti indagini americane ed europee mostrano come il trattamento del dolore oncologico sia tuttora trascurato, fatto sorprendente se si pensa alle attuali possibilità di controllo farmacologico del dolore.

Come Ministro mi ero impegnato a realizzare una legge finalmente mirata ai bisogni del paziente oncologico, svincolata dai forti condizionamenti delle normative pregresse ed in linea con le più avanzate legislazioni internazionali.

A diversi mesi dall'entrata in vigore della legge devo comunque riconoscere che sussistono ancora problemi. Alcuni, di carattere strettamente tecnico, più facilmente risolvibili. Penso alla mancata disponibilità dei nuovi ricettari e al tipo di confezionamento degli stupefacenti, non adeguato alla durata dei trattamenti.

Più di queste difficoltà tecniche, mi preoccupano i problemi di carattere culturale la cui soluzione non può che passare attraverso un adeguato programma formativo. L'Università non valuta ancora in modo adeguato il trattamento del dolore e dei sintomi collegati. I medici di famiglia, vero cardine dell'applicazione della Legge, non vengono adeguatamente sostenuti nelle loro necessità di formazione e di pratica clinica.

Un dato su tutti a conferma dell'arretratezza del nostro paese nell'uso della terapia del dolore è rappresentato dai consumi di morfina ed altri oppioidi, assolutamente inadeguato al numero di pazienti oncologici, non solo terminali. Da questo Forum mi aspetto, attraverso la vostra esperienza, di poter conoscere meglio lo stato di attuazione della legge, i suoi problemi, ma anche i vantaggi che sta portando nella pratica di ogni giorno."

Prof. Umberto Veronesi


Nell'ambito degli eventi collaterali a Tanexpo 2002 la nostra rivista, in collaborazione con la Fondazione Vaticana Maruzza Lefebvre D'Ovidio, proporrà, il 23 marzo 2002 a Bologna, una giornata di studio incentrata su temi di grande rilevanza per chi, coinvolto nella assistenza al malato oncologico nel periodo terminale della sua esistenza, vive una esperienza umana e professionale di grande intensità.

Quale attenzione formativa esiste per queste persone, medici, infermieri, terapisti, psicologi e volontari?
Chi e come garantisce che queste persone conservino la vitalità del proprio ruolo senza cadere vittime di emozioni, stress e burn out?
Nella qualità della vita residua di chi muore per un tumore, la qualità della formazione continua di chi lo assiste è fattore cruciale.

Questo convegno mira a tutelare le persone coinvolte nella assistenza domiciliare ai malati oncologici, fornendo loro strumenti per l'analisi dei problemi e capacità nel prendere decisioni.

I quattro temi principali del Convegno (la gestione del dolore e degli altri sintomi, la comunicazione, l'etica e l'assistenza psicosociale e religiosa, l'organizzazione ed il sistema assistenziale) sono strutturati secondo la tecnica del "problem solvine" e della "decision making", per garantire la migliore efficacia delle acquisizioni, in un percorso che analizza consensi e controversie di quanto oggi si fa al riguardo.

Medici, infermieri, terapisti, psicologi e volontari troveranno storie individuali presentate in modo da ottenere ogni possibile informazione su sintomi, dinamiche psicologiche, capacità di prendere decisioni, condivisione delle informazioni, valutazione delle condizioni sociali e delle istanze spirituali o religiose, riconoscimento di necessità pratiche, accertamento di un testamento di vita.

Nel confronto tra consensi e controversie, i partecipanti potranno conoscere o rivedere i criteri delle best practices (le buone cure), individuando gli spazi più o meno condivisi, raggiungendo un buon grado di aggiornamento e formazione sui temi sviluppati, in un evento il cui obiettivo è quello di fornire alcune (salde) certezze e di dichiarare una (incessante) necessità di riflessione individuale e collettiva perché le parole in esergo siano sempre meno attuali.
 
Roberta Balboni
Sappiamo con certezza che gran parte dei pazienti che muoiono in questo paese, muoiono con dolore, e non dovrebbero, nell'isolamento più spesso che assieme ai loro cari, oggetto inconsapevole di terapie che non vorrebbero e forse neppure necessarie…
(Donald M. Berwick, Institute Healthcare Improvement)

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