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UNA OCCASIONE PERDUTA!

L'INFORMASOCI n. 1 del 18 gennaio 2002 pubblicava il calendario delle manifestazioni fieristiche che si terranno nell'arco dell'anno, in ambito internazionale. Questo, riportato qui sotto, è lo specchietto, scansionato dall'INFORMASOCI, con le denominazioni e le date di svolgimento.
Manca TANEXPO, la fiera italiana organizzata da CONFERENCE SERVICE, svoltasi a Modena, dal 22 al 24 marzo, con un concorso di presenze espositive e di visitatori/operatori dell'intero comparto funerario senza precedenti.
Fra gli espositori vi erano, oltre che fabbricanti italiani e stranieri, anche le rappresentative di alcune di quelle fiere internazionali citate dall'INFORMASOCI, venute a Modena per promuovere le loro manifestazioni, come FUNERALL (Belgio), FUNERMOSTRA (Spagna), URALEXPO (Russia), HELLENIC FUNER (Grecia), FUNEXPO (Francia). E poi vi era FIAT/IFTA, la Federazione Internazionale delle Associazioni Nazionali di categoria.
Presenze significative che hanno conferito a TANEXPO l'investitura di mas-simo ed unico appuntamento fieristico nazionale di rilevanza europea e mondiale.
Del resto il riconoscimento lo aveva già acquisito nelle precedenti edizioni organizzate sempre da CONFERENCE SERVICE sotto gli auspici della stessa FENIOF. Ora che FENIOF ha metabolizzato il divorzio da CONFERENCE SERVICE, la stessa fiera, che in precedenza era riconosciuta e ufficialmente propagandata, viene ignorata e perfino esclusa dal calendario delle manifestazioni settoriali.

Un gesto settario da parte della più importante organizzazione sindacale di categoria che ne mette in luce tutti i limiti coniugati ai difetti della gestione personalistica da parte di chi, in sostanza, nella Federazione riesce a dare e a togliere a suo insindacabile giudizio, indirizzando opportunata- mente - esperto nocchiero - gli organi collegiali decisionali.
Un gesto di incredibile gravità per chi, come la FENIOF, da mezzo secolo, aspira o pretende di rappresentare tutti gli impresari di pompe funebri, associati e non, che nel contesto delle manifestazioni fieristiche sono sicuri visitatori e potenziali acquirenti.
Un comunicato stampa di FENIOF inviato ai soci ai primi di marzo per enumerare le fiere realizzate dal 1970 al 1996, per sconfessare TANEXPO e per promuovere TH.EXPO 2003, prevista per il prossimo anno in quel di Carrara, non può che indurre allo stupore! Una metodologia capziosa per invitare i soci a non visitare la TANEXPO di Modena, tacciata di intempestività e di inopportunità, e dissociarsi anche dalle iniziative congressuali collaterali.
Che, comunque si siano sviluppate, da chiunque siano state organizzate e chicchessia ne siano i relatori e partecipanti, hanno affrontato tematiche e problematiche coinvolgenti la categoria, motivo in più, ineludibile, per esserci, con lo scopo di correggere, ove necessario, eventuali discorsive argomentazioni; e tanto nell'interesse della categoria.

A TANEXPO 2000 la FENIOF c'era e fu parte attiva, così come nelle precedenti edizioni organizzate da CONFERENCE SERVICE. E nel non lontano 2000 era già in programma l'edizione di questo anno, né la FENIOF si premunì di sconfessarla.
Si è affrettata a farlo alla vigilia dell'inaugurazione dell'edizione 2002, precisando che essa (FENIOF) è "titolare" di TH.EXPO che, con la prossima, raggiungerà la settima edizione. Ora, a prescindere dalle sottigliezze legate alla denominazione, TH.EXPO (di cui la FENIOF rivendica la titolarità) o TANEXPO, mi sembra legittimo chiedersi: quelle del 1998 e del 2000, realizzate a Modena da CONFERENCE SERVICE in stretta collaborazione con la FENIOF, e da questa propagandate con tutte le fanfare disponibili, si sono svolte oppure no?
E che cosa furono? Fiere settoriali oppure gite dopolavoristiche?
Alcuni rinomati fabbricanti italiani hanno rinunciato a partecipare a TANEXPO 2002 e quindi ad esporre la loro prestigiosa produzione. Perché? Uno di questi, in tutta sincerità, mi ha confidato che: "il divario fra gli oneri necessari per affrontare l'impegno fieristico e la 'probabilità' di acquisire nuovi clienti è notevole; oneri che non si limitano all'acquisizione e gestione dello stand espositivo, ma si estendono alla sistemazione logistica e al soggiorno di tutto lo staff coinvolto; così come per gli eventuali nuovi clienti, successivamente al periodo fieristico, si rende necessaria una accurata selezione.
Negli ultimi anni - aggiunge - il comparto funerario ha subito una invasione da parte di soggetti non sempre affidabili, non sempre corretti, non sempre onesti, e non parlo solo dal punto di vista della deontologia. Per noi fabbricanti è diventato oltremodo pericoloso esporci troppo. È necessario espandersi, ma con molta prudenza".
Altri, con un pizzico di malcelata ipocrisia, hanno dichiarato che i loro prodotti sono talmente conosciuti ed apprezzati da non richiedere la messa in mostra nella vetrina fieristica. "Il vino buono si vende anche senza le frasche", ha precisato uno di questi, appropriandosi dell'antico adagio.

Sarà anche vero, ma tutti gli industriali sono protesi alla espansione del loro mercato ed i momenti fieristici sono proprio l'occasione più propizia per ampliare il bacino della clientela; rinunciare aprioristicamente alle grandi occasioni di incontro (e di confronto con altri produttori) è limitativo della propria visibilità e della propria sfera di influenza.
Nessuna politica isolazionista collima con le ambizioni espansionistiche di ogni tipo di insediamento industriale, che sia di modeste o di grosse dimensioni. Sta di fatto che queste rimangono delle giustificazioni peregrine, tese a sottacere la verità vera: anche il comparto produttivo è attanagliato da una crisi profonda (in particolare quello dei cofani), che non consente distrazioni, meno che mai, però, dovrebbe consigliare di agire come quel tizio che per fare dispetto alla moglie si privò - amputandoseli - degli attributi di virilità.
Molti anni fa - venti o forse venticinque - il referente di FENIOF in Venezia Giulia organizzò una assemblea delle imprese funebri operanti in quella regione. All'epoca facevo parte del Comitato Direttivo Nazionale della Federazione ed ero anche il direttore editoriale de L'INFORMATORE (amabilmente il presidente Parenti mi appellava "il pennaiolo"), sicché non potei mancare a quella riunione.
Come al solito mi misi in macchina e raggiunsi Bologna (lo facevo una o due volte al mese), dove mi aggregai ad una comitiva di altri tre colleghi con i quali feci rotta verso Trieste. Quasi mille chilometri di viaggio, metà in riflessiva solitudine, metà in piacevole compagnia.
A Trieste, nella sala predisposta per l'assemblea, c'era un solo impresario, dico uno alla lettera, oltre il referente FENIOF ed una nutrita schiera di dirigenti. Rimasi male e me ne rammaricai, ma l'estroverso e simpaticissimo Sandro Samoggia, segretario FENIOF, quasi quasi mi redarguì, comunque mi zittì con una delle sue estemporanee, fulminanti battute: "Caro Alfonso - mi disse - la FENIOF preferisce essere sempre presente, anche in una sala vuota, piuttosto che essere assente da una sala piena".
A Modena, dal 22 al 24 marzo, vi è stata la più grande concentrazione di impresari che io ricordi nei miei trenta anni di esperienza professionale e sindacale: TANEXPO.
Non la sala, ma le sale, anzi i padiglioni, erano pieni, ma che dico pieni, erano gremiti di operatori dell'intero comparto funerario, provenienti non solo da tutta l'Italia ma dall'Europa intera ed anche dagli altri continenti.
Oltre che concludere affari ed ammirare il meglio della produzione made in Italy, si è parlato e dibattuto di importantissime problematiche settoriali. Ma la FENIOF non c'era, anche se, bisogna riconoscerlo, la sua assenza non brillava. Semplicemente non c'era…
Ha perduto una occasione…, una grande occasione…
 
Alfonso De Santis

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