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Million Dollar Baby

Morire per un sogno

Dal debutto di Clint Eastwood dietro la macchina da presa, nel lontano 1971, sono passati quasi quarant’anni. Ma è con Million Dollar Baby (2004) che il regista sancisce la sua maturità espressiva: il film era atteso da tempo da critica e pubblico, e non ha tradito le aspettative.
La voce narrante di Scrap (Morgan Freeman) racconta la vicenda controversa che vede protagonisti Frankie Dunn (lo stesso Eastwood) e Maggie Fitzgerald (Hilary Swank). Frankie è un anziano allenatore di pugilato, molto religioso, diviso tra un lavoro senza sbocchi e una situazione familiare ormai irrimediabilmente deteriorata. La vita lo ha reso un uomo cinico e privo di illusioni, ma ancora speranzoso di redenzione. L’occasione arriva con l’entrata in scena di Maggie, una donna non più giovane che ha superato la trentina e che vorrebbe gareggiare sul ring per rifarsi di una vita che non le ha mai regalato nulla. Sulle prime Frankie rifiuta categoricamente. Troppi pregiudizi. Ma la determinazione di Maggie è tale da convincerlo a rischiare e il sodalizio tra i due dà fin dall’inizio risultati insperati: Maggie vince tutti gli incontri e ben presto diventa la “pugilessa” più famosa e più richiesta del momento.
Ma non finisce qui: Million Dollar Baby non è il classico film sportivo che mette in scena successi atletici e riscatti personali a lieto fine. Eastwood sa perfettamente che la boxe ha già avuto abbastanza eroi cinematografici. Il trionfo e la popolarità diventano allora aspetti marginali di trattazioni ben più profonde: il film parla di coraggio, di vergogna, di scontro generazionale, di religione. Ma, soprattutto, affronta un tema molto critico e delicato: l’eutanasia. Durante un incontro Maggie cade malamente su una sedia spezzandosi l’osso del collo e rimane paralizzata a vita. La sua permanenza in ospedale diviene un supplizio: è ormai ridotta a un vegetale e tenta più volte il suicidio. Così, disperata e rassegnata, si appella all’unica persona che le è sempre e comunque stata vicino: chiede a Frankie di staccare le macchine che la tengono ancora in vita.
In situazioni come queste non si sa mai cosa è giusto e cosa è sbagliato. La responsabilità è schiacciante e la decisione potrebbe modificare le carte in tavola in maniera irreversibile. Cosa fare quando è la persona stessa, delusa dalla vita, a confessarti di voler morire e a chiederti un aiuto? Cosa fare quando quella persona non ha più possibilità di salvezza? Si può davvero parlare di omicidio? Eastwood rappresenta con coraggio la propria scelta, chiedendo implicitamente al pubblico di non giudicare. Non è un moralista, ma affronta un tema tanto complicato con la gravità e con il peso adeguato. Il film infatti, sorprendentemente, non ha sollevato alcuna polemica nemmeno tra i critici più accaniti. Anzi, è stato il protagonista indiscusso degli Oscar 2005 guadagnando quattro dei premi principali: miglior film, miglior regia, miglior attrice protagonista (a Hilary Swank) e miglior attore non protagonista (a Morgan Freeman).
 
Laura Savarino


MILLION DOLLAR BABY
(Usa, 2004)
 
di Clint Eastwood
Durata: 132 minuti
Cast: Clint Eastwood, Hilary Swank, Morgan Freeman, Mike Colter, Lucia Rijker

 
CITAZIONI
“Frankie amava ripetere che la boxe era qualcosa di innaturale, che nella boxe si fa tutto al contrario. A volte, per tirare un colpo vincente, bisogna arretrare. Ma se arretri troppo, non combatti più”.
Eddie “Scrap-Iron” Dupris (Morgan Freeman)
 
“Ti riposerai da morta!”
Frankie Dunn (Clint Eastwood)
 
“Se c’è una magia nella boxe è la capacità di combattere battaglie aldilà di ogni sopportazione, aldilà di costole inclinate, reni fatti a pezzi e retine distaccate. È la magia di rischiare tutto per un sogno che nessuno vede tranne te”.
Eddie “Scrap-Iron” Dupris (Morgan Freeman)
 
“La gente muore ogni giorno Frankie, mentre lucida il pavimento o lava i piatti”.
“Sai qual è il loro ultimo pensiero? Non ho mai avuto una occasione”.
“Invece grazie a te Maggie l’ha avuta, e se morisse oggi sai quale sarebbe il suo ultimo pensiero? Ho avuto l’occasione che volevo”.
“Morirei in pace se fossi in lei”.
Eddie “Scrap-Iron” Dupris (Morgan Freeman) e Frankie Dunn (Clint Eastwood)

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