Scacf spa - Cofani funebri italiani

Tra competenza e passione

La preziosa testimonianza di Alessandra Terzi, donna impegnata a tutto campo nel settore funerario.

Abbiamo incontrato Alessandra Terzi, responsabile della conduzione di una ditta di onoranze funebri, per approfondire in che modo sia entrata in contatto con il settore funerario e quanto questa esperienza l’abbia cambiata.

Nelle parole di Alessandra si percepisce una grande passione per il ruolo e per il lavoro che svolge, ma anche per le indubbie doti comunicative e di empatia. Approdata al settore funerario quasi per caso, ha saputo fondere le competenze già acquisite, inerenti alla gestione e all’organizzazione aziendale, con la formazione funeraria specifica, essenziale per poter svolgere al meglio il ruolo assegnatole.

Dal 2016, infatti, è responsabile dell’impresa Le Valli con sede a Felino e a Parma, con competenze che spaziano dall’organizzazione dei funerali alla gestione del personale fino alla conduzione di un gruppo A.M.A. - Auto Mutuo Aiuto per l’elaborazione del lutto, che lei stessa ha scelto di creare. Da quattro anni, infine, è diventata formatrice funeraria, un ruolo di cui va giustamente molto fiera. Abbiamo quindi voluto porle alcune domande, per raccogliere la sua esperienza nell’ambito del nostro settore.

In che modo e perché si è avvicinata al settore funerario?
Nel 2015 avevo chiuso un’attività e mi sono trovata senza lavoro. Il mio ex marito, da anni nell’ambiente funerario, mi fece presente che nell’impresa dove lavoro tuttora avevano bisogno di organico. L’ho ritenuta una grande opportunità e l’ho accettata con estrema gioia».
Si può dire che abbia dato un’impronta femminile alla gestione dell’impresa funebre?
Chi lavora nel settore funebre, soprattutto chi “organizza” i funerali, deve essere dotato di sensibilità, competenza, deve essere in grado di immedesimarsi nel dolore dei familiari, comprenderli, consigliarli, ascoltarli e credo siano doti comuni sia alle donne e sia agli uomini. Vero, non è un lavoro per tutti e sono molto felice nel vedere che in questi ultimi anni le donne non svolgono soltanto mansioni d’ufficio, ma si occupano anche dell’allestimento dei cofani, della preparazione delle salme, guidano i carri funebri, dimostrando come questo non sia un mestiere prettamente maschile. Non ritengo comunque di aver dato una particolare impronta femminile all’impresa dove lavoro. Il nostro è un impegno di squadra e lavoriamo in sinergia facendo del nostro meglio per offrire un servizio di alta qualità».
Ha dovuto fare delle rinunce per dedicarsi a un lavoro che non conosce giorni di festa?
Se fai qualcosa che ti piace, il sacrificio viene comunque ripagato dall’aver soddisfatto chi si è affidato a te».
Come donna, che accoglienza ha trovato da parte del settore e/o dei clienti?
Se quando ho iniziato in pochi credevano nelle mie possibilità, ora penso si siano ricreduti. Ho un rapporto molto amichevole sia con i miei colleghi, sia con chi lavora in altre imprese. Con i clienti mi ritengo fortunata e sono felice quando, alla fine della funzione religiosa o dopo una tumulazione o un’inumazione, i familiari mi abbracciano e mi ringraziano per il lavoro svolto. Negli anni mi è stato concesso lo spazio necessario a dimostrare le mie competenze, fino a diventare anche formatrice funeraria».
Ci tengo a evidenziare che ha scelto di seguire il corso di “Facilitatore Gruppo Auto Mutuo Aiuto per elaborazione lutto”. Come mai? Si riunisce ancora il gruppo da lei creato? Che cosa significa condurlo?
Nel 2017 con la Dott.ssa Maria Angela Gelati, che conoscevo già da tempo e che mi ha sempre dato grande fiducia, abbiamo offerto alla popolazione del paese dove principalmente lavoro delle serate in cui si parlava di lutto. Da lì, visto il grande interesse riscontrato, è nata l’idea di aprire insieme un gruppo A.M.A. - Auto Mutuo Aiuto, ma a me mancava la formazione. Un istituto della mia città decise di organizzare un corso per diventare facilitatore e ovviamente vi partecipai. Ho avuto docenti di tutto rispetto, da cui ho imparato molto e che ringrazio pubblicamente: il Dott. Nicola Ferrari, l’ideatore della metodologia di “Narrazione guidata”, Maria Angela Cavalli, esperta in lutti traumatici e la stessa Maria Angela Gelati, tanatologa, formatrice funeraria, scrittrice e death educator. Il gruppo è attivo dal 2018 e da alcuni anni lo porto avanti da sola. La conduzione ti fa capire che quello che succede all’interno di un gruppo A.M.A. è qualcosa di straordinario: le persone, che stanno cercando di sopravvivere alla perdita di qualcuno che hanno amato profondamente, qui trovano un luogo di ascolto e di comprensione, che al di fuori di esso non riescono ad individuare».
Sente di essere cambiata da quando lavora a stretto contatto con i defunti e con i dolenti?
Sicuramente mi sento arricchita. In questi anni ho conosciuto tantissime storie d’amore, ho aumentato la mia capacità di ascolto e mi sento utile nel dare supporto in un momento così delicato».
Riesce a integrare la sua passione per la fotografia con il suo ruolo di funeral director? In che modo?
Quella della fotografia è una passione che non ho mai mollato, anche se è ovvio che non mi ci dedico in orario di lavoro. Il mio interesse fotografico è principalmente rivolto al genere Urbex, che consiste nell'esplorazione di edifici, o siti urbani in generale, deteriorati o in stato di abbandono. Ma, giusto per rimanere in tema, adoro fotografare anche le opere d’arte che si trovano all’interno dei cimiteri e lo faccio sempre nel rispetto dei defunti e soprattutto richiedendo i permessi quando occorrono».
E ringraziando Alessandra Terzi per la disponibilità, è con piacere che presentiamo alcune delle sue foto più significative tra le molte scattate nei nostri incredibili cimiteri.
 
Alice Spiga

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