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Tossani a sostegno di Nexum

L’infortunistica bolognese insieme al campione Max Sontacchi per dare una seconda opportunità ai macro lesi.

La Infortunistica Tossani è da sempre un punto di riferimento nel mondo del risarcimento.

Dal lontano 1952, anno in cui il fondatore prof. Michele Tossani decise di dare vita al primo servizio di risarcimento in Italia e in Europa, ad oggi l’infortunistica bolognese si occupa di fornire assistenza e di garantire il massimo indennizzo nel minor tempo possibile ai propri clienti. Ma l’Infortunistica Tossani, che conta filiali e agenti in tutta Italia, non è solo questo. La Tossani infatti si impegna attivamente a sostenere e promuovere progetti per l’integrazione e il ritorno attivo all’interno della società di chi ha subito uno stop di percorso, ma che ha ancora molto da dire.

Tra le iniziative di cui l’Infortunistica Tossani è sostenitrice c’è anche il Nexum Racing Team, l’ambizioso ed encomiabile progetto del campione di motociclismo Max Sontacchi che si propone di formare e aiutare giovani piloti. Abbiamo incontrato Max, Omar Scilli, uno dei giovanissimi centauri del suo team, e Alberto Cappai, Responsabile Marketing della Infortunistica Tossani, per capire come è nato e come si sviluppa Nexum.

Max, come nasce il progetto Nexum?
Il progetto nasce l’anno scorso da un’idea che ho avuto insieme al mio socio Manuel Grandi, anche lui pilota. Dopo dieci anni di attività in pista da professionista mi sono reso conto che per quanto corressi in maniera ufficiale per un team, alla fine il rientro era davvero minimo. Era inutile che i miei sponsor investissero su di me se i fondi finivano sempre nelle tasche delle scuderie e a me non rimaneva niente per poter aiutare gli altri. Così insieme a Manuel abbiamo deciso di aprire un team nostro.
Per cominciare ci siamo messi in gioco noi, io come pilota di moto e lui come pilota di auto, poi abbiamo preso in squadra Francesco (Francesco Procopio, anche lui pilota di moto) che aveva già esperienza ma che non aveva budget per affrontare la stagione di gare».
Qual è il vostro ruolo verso i giovani che formate?
Quello che facciamo è insegnare a questi ragazzi come diventare dei veri piloti professionisti: come si corre, sì, ma anche come si fa a trovare gli sponsor e come si diventa campioni nella vita. Loro sono entusiasti perché gli regaliamo un sogno e imparano un lavoro e noi siamo soddisfatti perché riusciamo ad aiutare giovani che via via proseguono per la propria strada.
Il fattore umano è sempre stato quello che mi ha spinto in questo percorso: 10 anni fa ho realizzato il progetto della moto da corsa per paraplegici e da quando ho iniziato la mia attività, lo scopo è sempre stato quello di condividere questa cosa con i ragazzi come me.
Io e Manuel non prendiamo i nostri piloti in base a quanto forte vanno o alla loro età ma in base alle esperienze di vita che hanno vissuto e al loro merito come persone.
Inoltre, diamo la possibilità ad altri piloti disabili di appoggiarsi a noi per correre: i nostri prezzi sono sempre molto bassi».
La vostra è quindi una scuola completa
Sì, una scuola di pensiero, di atteggiamento e di pratica. Omar (Scilli, ndr) ad esempio, è salito in moto lo scorso anno grazie a un corso organizzato dal campionato in cui gareggiamo, ma adesso siamo noi che continuiamo a seguirlo. Nel tempo ci siamo anche strutturati: ci siamo specializzati nel racing e nell’insegnamento del lavoro del pilota quindi i ragazzi imparano prima ad andare in moto nei corsi organizzati dal campionato, poi se vogliono davvero mettersi in gioco professionalmente, si rivolgono a noi per il proseguimento».
Da chi è composta la vostra squadra?
Io e Manuel ci siamo divisi così: lui si occupa della auto, perché con il nostro team partecipiamo anche a gare di automobili, e io delle moto. Oltre a noi, nella squadra c’è Francesco Procopio, pilota di moto nato con l’amputazione del braccio sinistro, che sta andando molto forte. Infine, a giugno si unirà alla nostra squadra una ragazza, Dalila, anche lei reduce da un’incidente stradale e che gareggerà per il nostro team.
Il progetto Nexum è recentissimo perché siamo partiti a fine gennaio 2024 e in due mesi abbiamo messo su tutto. Abbiamo investito molto nel team, circa 150mila euro e quest’anno abbiamo preso anche il bilico per spostare mezzi e attrezzature. Puntiamo, l’anno prossimo, ad aprire un mutuo per comprare un capannone a Bologna dove stoccare moto e auto.
Un grazie particolare va sempre ai nostri sponsor che ci permettono di investire queste somme, e una menzione speciale va alla Infortunistica Tossani che è ormai nostro partner storico e che non cambieremo mai perché c’è un’amicizia profonda
e una stima reciproca che ci legano». Tra i nuovi acquisti del team c’è Omar Scilli, entrato a far parte di Nexum da pochissimo e che ha appena ricominciato ad andare in moto dopo un gravissimo incidente di cui è stato vittima nel 2021.
Omar come sei entrato nel progetto Nexum?
Quattro anni fa Max passava in centro a Bologna e mia mamma lo ha riconosciuto e lo ha fermato. Gli ha chiesto informazioni in merito a quello che fa con il suo team perché lei sa quanto sono appassionato di moto. L’incontro tra Max e mia mamma è stato fondamentale perché lui le promise che un giorno mi avrebbe portato in moto e quando ci siamo incontrati a dicembre a Montecatone, abbiamo parlato della nostra passione per le moto da corsa. Max ovviamente è un campione ma gli ho raccontato del mio interesse per le due ruote e lui mi ha chiesto se volevo entrare nel suo team: per me è stato come un sogno che si avvera!»
Prima eri un amatore e ora stai diventando un professionista: cosa richiede questo cambiamento?
Ci devi mettere tanto impegno, tanta volontà. Ma la cosa più bella è che siamo come una famiglia. A maggio ho fatto il primo corso per ritornare in moto dopo l’incidente che ho subito nel 2021 e adesso sto iniziando a prendere lezioni per imparare a gestire una moto da corsa. Le emozioni che mi dà la moto sono uniche. Posso tornare a sentirmi libero».
Il ruolo della Tossani all’interno di Nexum?
Il ruolo della Infortunistica Tossani all’interno del progetto Nexum è di supporto e vicinanza ai piloti ma anche di informazione, come spiega Alberto Cappai: «Ormai c’è un rapporto storico tra la Tossani e il lavoro di Max come pilota. Inoltre, da ormai 8 anni lui si è conquistato, non solo per le sue abilità di pilota ma anche per l’uomo che è, la fiducia della nostra presidente Francesca Marchesini Tossani e di tutti noi. La Tossani è sempre in prima linea per il sociale e per lo sport, quindi quale miglior modo di sostenere un campione, in pista e fuori, come Max nel suo progetto? Noi siamo i numeri uno dell’Infortunistica e ci piace poter aiutare anche a seguito a disgrazie avvenute, contribuendo attivamente per dare una seconda opportunità, per esempio, ai macro lesi. Per questo, durante le nostre manifestazioni fieristiche, abbiamo sempre esposto la moto di Max come trofeo, permettendo ai visitatori di ammirarla da vicino e scattare foto. Tuttavia, per chi non ha mai provato a salire su una moto da corsa, è difficile immaginare quanto impegno, tecnica e forza servano per guidarla davvero. È proprio da questa consapevolezza che nasce l’idea di portare un simulatore di guida che permetta di salire realmente sulla moto di Max e affrontare qualche curva. Dopo poche pieghe, chi prova capisce quanto sia complesso domare un mezzo così potente e quanto straordinario sia il lavoro che Max compie in pista. È anche grazie a esperienze come questa che si coglie fino in fondo il valore del progetto Nexum e la determinazione che lo anima». 
Infine, come ci tiene a ricordare Max: «La figura della Tossani è fondamentale per far conoscere cosa è l’infortunistica e cosa può fare per le vittime degli incidenti stradali come me e come gli altri ragazzi».
Un connubio forte e consolidato quello tra l’Infortunistica Tossani e Maximilian Sontacchi, sempre in pista verso nuovi successi.
 
Tanja Pinzauti

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