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La forza della gentilezza

Grande commozione per la scomparsa del Presidente del Parlamento europeo David Sassoli.

Della sua malattia pochi sapevano. E così la sua morte ha lasciato attonita tutta l’Europa delle istituzioni che, al di là degli schieramenti politici, nutriva un sincero sentimento di stima per il suo presidente.

Europeista convinto e appassionato - “l’Europa non è un incidente della storia” è una delle sue frasi più celebri - David Sassoli, con grande senso di servizio, ha lavorato fino all’ultimo, scomparendo nel pieno delle sue funzioni. Solo tre giorni prima dell’ultimo ricovero ospedaliero era andato in onda il suo messaggio per gli auguri di Natale, un messaggio di speranza, che ora ha il sapore di un testamento.

Ma chi era David Sassoli e perché la sua morte ha destato tanta commozione?
Classe 1956, si è formato nell’ambito della tradizione del cattolicesimo democratico, impegnandosi attivamente fin da giovanissimo nello scautismo, a cui era ancora molto legato, e più tardi nella Rosa Bianca, associazione di cultura politica di matrice cattolica. Inizia la carriera giornalistica negli anni ’80, collaborando con giornali e agenzie di stampa minori, per approdare poi al quotidiano Il Giorno e più tardi, nel 1992, alla RAI, dapprima come corrispondente del TG3 e successivamente del TG1, dove diventa presto conduttore e, dal 2007, vicedirettore. Lascerà il prestigioso incarico nel 2009 per dedicarsi alla politica, venendo eletto parlamentare europeo dal Partito Democratico per tre mandati consecutivi. Il 3 luglio 2019 diventa Presidente del Parlamento europeo.

Giornalista serio e preparato, politico fermo nei principi, rispettoso degli avversari e sempre disponibile all’ascolto. Così viene descritto all’unanimità da tutti coloro che lo hanno conosciuto. L’aggettivo che più ricorre nel definire la sua persona è “gentile”. È questo infatti il tratto saliente, assieme al suo immancabile sorriso, che lo ha caratterizzato, un atteggiamento che in questi tempi di modi sguaiati e di politica urlata, sembra una caratteristica assai rara. David Sassoli ha rappresentato ciò che manca oggi nel confronto politico e di cui evidentemente se ne sente il bisogno, ossia la competenza, il garbo, la coerenza delle idee che però non ha mai impedito l’apertura al dialogo, sapendo mediare con successo tra posizioni opposte. Un simbolo di equilibrio, insomma, che può spiegare il motivo di questa grande, e in parte inaspettata, ondata di commozione.

Nella politica, come nella vita, è sempre stato dalla parte dei più deboli, lottando per una società più giusta ed inclusiva (“il problema degli altri è il mio problema”, soleva affermare). Da Presidente dell’Unione si è battuto per una idea diversa di Europa spostando l’attenzione dai numeri ai valori, promuovendo una serie di iniziative a favore dei suoi cittadini. Fondamentale il suo apporto nella ridiscussione del trattato di Dublino per la gestione dei migranti, nell’adozione del green pass a livello comunitario e soprattutto nell’approvazione in tempi assai rapidi del pacchetto Next Generation EU, ossia il piano per la ripresa post pandemia. Credeva così tanto nell’istituzione europea che ha voluto tenere aperto il Parlamento anche durante la fase più critica del lockdown, per dare un segnale di vicinanza alla gente, un segnale che si è tradotto in gesti concreti come quello di mettere a disposizione la mensa interna ai senzatetto o di destinare le auto blu al personale medico in prima linea negli ospedali, o, ancora, di ospitare le donne vittime di violenze domestiche nei locali del Parlamento stesso.

Era un anti-divo per eccellenza David Sassoli, il classico “ragazzo della porta accanto” che arrossiva ai complimenti, che amava la musica classica e De André, la Fiorentina, il giardinaggio e le erbe officinali. Un compagno allegro dalla battuta pronta, così lo ricordano gli ex colleghi giornalisti, una persona alla mano, che tale è rimasta anche dopo che su di lui si sono accesi i riflettori internazionali. “Amico” è un altro termine ricorrente anche nei messaggi di cordoglio ufficiali a lui dedicati, a cominciare da quello, in lingua italiana, di Ursula von der Leyen: "La scomparsa di David Sassoli è un grande dolore. Perdiamo un politico di valore ma soprattutto un amico, un uomo che ha dedicato la sua vita al servizio degli altri, prima nel giornalismo e poi nelle istituzioni. Riposa in pace, caro amico”.

Al Presidente Sassoli sono stati riservati i funerali di Stato con il picchetto d’onore che, all’ingresso della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma, ha accolto il feretro avvolto nella bandiera dell’Unione Europea. Nonostante la solennità prevista dal protocollo, la cerimonia è stata pervasa da un clima quasi informale con diversi toccanti interventi, da parte delle autorità, dei familiari e di ex colleghi. Anche l'omelia officiata dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e suo amico d'infanzia, è stata particolarmente coinvolgente nel tracciare i tratti della sua personalità: “Di David credo che tutti portiamo nel cuore il suo sorriso, che è il primo modo per accogliere e rispettare l’altro […] David era un uomo di parte, ma di tutti, perché la sua parte era quella della persona. Per questo per lui la politica era, doveva essere per il bene comune e la democrazia sempre inclusiva, umanitaria e umanista…”.

Una scomparsa che ha colpito non solo gli “addetti ai lavori” ma anche tanta gente comune che gli ha reso omaggio presso la camera ardente allestita nei giorni precedenti in Campidoglio, che lo ha poi salutato con un lungo applauso all’uscita della chiesa lasciando anche tantissime testimonianze sui social.

Unanime il cordoglio del mondo politico e i messaggi, giunti numerosissimi sia dalle istituzioni nazionali che europee, sono tutti dello stesso tenore: “Sassoli, con gli altri leader europei, ha saputo accompagnare una svolta decisiva per il futuro dell'Europa […] Uomo del dialogo, ha fatto del metodo del confronto la cifra del suo rapporto con gli interlocutori, alla ricerca del bene comune…" (Sergio Mattarella); “Sassoli è stato simbolo di equilibrio, umanità, generosità” (Mario Draghi); “Un amico progressista, grande difensore dei valori europei, che negli ultimi anni ha lavorato fermamente per una UE più unita e sociale” (Pedro Sanchez); “Non era semplicemente il presidente del Parlamento Europeo: era un amico” (Emmanuel Macron). Non è mancato il riconoscimento del suo valore anche da parte degli avversari politici, come espresso da Giorgia Meloni: “Abbiamo perso un avversario temibile, perché capace e leale […] Era una persona di spessore, che credeva nelle istituzioni. Abbiamo perso una cosa preziosa”.

Un abbraccio bipartisan che si è rinnovato la settimana seguente a Strasburgo in una suggestiva cerimonia con tante rose bianche poste sui banchi del Parlamento Europeo e al centro davanti alla sua foto. Spetta ora alla nuova Presidente, la maltese Roberta Metsola eletta il 18 gennaio, raccogliere l’eredità politica di David Sassoli per una Europa più unita e attenta ai bisogni dei suoi cittadini, un impegno che, come ha dichiarato nel suo primo discorso ufficiale, intende perseguire.
 
Raffaella Segantin

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