- n. 5 - Settembre/Ottobre 2025
- Eventi
Saper cogliere l’invisibile
“L’invisibile” è il tema della XIX edizione de Il Rumore del Lutto, in scena dal 27 settembre al 9 novembre.
È il 27 settembre la data che segna l’inizio dell’edizione 2025 de
Il Rumore del Lutto, il festival dedicato alle tematiche della perdita e della morte, che si protrarrà fino al 9 novembre.
Un format di grande successo, unico nel suo genere, nato 19 anni fa da un’intuizione di
Maria Angela Gelati (tanatologa, formatrice e giornalista) e di
Marco Pipitone (giornalista, critico musicale e fotografo) - oggi responsabili della direzione scientifica ed artistica della
kermesse - che si avvale dell’insostituibile collaborazione dell’associazione
Segnali di Vita.
Si tratta di una manifestazione culturale di forte impatto, rivolta al grande pubblico, che si prefigge un duplice obiettivo: superare il “tabù dei tabù” che circonda un argomento tanto scomodo quanto inquietante quale la morte e, al contempo, imparare a confrontarsi con essa in modo sereno e naturale.
Una rimarchevole opera di promozione sociale di death education che, attraverso modalità insolite e originali, intende offrire opportunità di riflessione per arricchire il proprio percorso interiore e acquisire una maggiore consapevolezza del valore della vita, al fine di “
Vivere intensamente e abbracciare ogni istante” come recita il claim che da sempre accompagna la rassegna.
Il punto di forza de
Il Rumore del Lutto è quello di trattare l’argomento morte fuori dai confini del cimitero o delle chiese, prediligendo piuttosto luoghi significativi della “città dei vivi”; una scelta coraggiosa che è stata ampiamente compresa, rispondendo ad una richiesta collettiva inespressa, ma evidentemente reale. All’inizio il tutto si teneva unicamente nella
città di Parma, che ancora oggi rimane la
sede principale di svolgimento degli eventi. Tuttavia da qualche anno, con l’istituzione della
sezione Il Rumore del Lutto Experience,
il festival coinvolge anche altre città. Quest’anno le località che ospiteranno iniziative “satellite” sono: Prato, Bologna, Torino, Reggio Emilia, l’Appennino modenese, Genova, Firenze e, per la prima volta si andrà addirittura oltreoceano, nella mitica città californiana di
Los Angeles!
Come di consueto, il programma prende forma partendo da un
tema guida, un canovaccio su cui elaborare una serie di idee che rappresenteranno il filo conduttore di tutti gli eventi. “
L’invisibile” è il concetto scelto per
Il Rumore del Lutto 2025.
«Invisibile» ci spiega Maria Angela Gelati «
non significa assenza, ma è una forma diversa di presenza, sottile e interiore. Uno spazio fragile e potente, una dimensione intima del sentire, che non si può toccare ma può toccarci profondamente. È memoria, ricordo, emozione, visione, spiritualità. È il tempo che ascolta, il luogo che custodisce, il gesto che resta. È ciò che ci attraversa, ci connette, ci rende umani».
Il festival si aprirà a Parma con il tradizionale Gala in Nero che vuole rievocare le atmosfere del banchetto funebre vittoriano. È uno degli eventi più gettonati dell’intera manifestazione: in una suggestiva chiesa sconsacrata i partecipanti, attenendosi ad un
dress code che richiama costumi d’epoca rigorosamente neri, diventano essi stessi protagonisti della scena, sperimentando una situazione assai singolare.
Seguiranno
sei settimane ricche di iniziative di vario genere: concerti, incontri,
death cafe, convegni, performance, presentazioni di libri, visite guidate, laboratori per le scuole e tanto altro.
Un approccio multidisciplinare che tocca diversi ambiti culturali servendosi di linguaggi e di registri differenti: dalla musica all’architettura, dall’arte al teatro, dalla letteratura al cinema, dalla psicologia alla medicina; il tutto
per esplorare l’argomento da ogni angolazione possibile in modo che ognuno possa trovare la chiave di lettura che gli è maggiormente congeniale.
Tra gli appuntamenti più significativi segnaliamo il
Concerto al Buio di
Teho Teardo (31 ottobre), un’esperienza altamente coinvolgente dove il pubblico ascolta l’esibizione disteso a terra nell’oscurità totale, evitando così qualsiasi tipo di distrazione per potersi lasciar andare completamente al flusso di sensazioni e di pensieri generati dalla musica. Assolutamente da non perdere le lectio magistralis del teologo laico e filosofo
Vito Mancuso (12 ottobre) e dello psicanalista
Massimo Recalcati che con “
Rendere sensibile l’invisibile”, concluderà le giornate di manifestazione. Per il programma completo consigliamo di consultare il sito
www.ilrumoredellutto.com, in costante aggiornamento.
Partito come un progetto sperimentale, oggi il festival è una realtà consolidata, che gode del
patrocinio e dell’appoggio della Regione Emilia Romagna e delle istituzioni locali che hanno compreso l’importanza sociale della manifestazione. Non manca poi
la collaborazione e il supporto da parte di numerosi sostenitori privati che ne condividono il valore e gli scopi e che rendono possibile anno dopo anno la realizzazione di un evento davvero speciale e di cui andare orgogliosi.
Raffaella Segantin