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Un crematorio monumentale per gli animali

Nato in un ex bunker militare, è stato progettato per mantenere la continuità visiva con la natura.

Gli amici animali fanno parte della nostra quotidianità, ci accompagnano per la vita come membri speciali della nostra famiglia e fedeli compagni di viaggio.
Sono con noi nei momenti belli, in quelli difficili e spesso ci aiutano a sopportare la solitudine. è normale che quando un animale domestico viene a mancare spesso si debba riorganizzare la propria vita in funzione della perdita e sicuramente un rito funebre è d’aiuto per la razionalizzazione del lutto.

Da tempo ormai ci sono strutture e luoghi dedicati a questo servizio e sono numerose anche le onoranze funebri che forniscono assistenza nella perdita del proprio amico a quattro zampe. I cimiteri e i crematori dedicati alla cura e alle cerimonie per gli animali sono ormai cosa comune: se ne trovano numerosi anche in Italia e sono in crescita in tutto il mondo.

Un interessante progetto in merito ai crematori per animali è quello del Hunting Grounds Pet Crematorium in Repubblica Ceca, ad opera del visionario architetto Petr Hajek. Non lontano dalla meravigliosa Praga, all’interno dell’area di Dronov, sono collocati diversi bunker militari sotterranei che furono costruiti per il Drnov Air Defence Site. Il sito militare venne però chiuso nel 1993 e destinato ad altri scopi. La struttura principale è diventata un museo ma le altre più piccole sono state trasformate in luoghi di lavoro e sono dedicate alla tecnologia mobile. Proprio in uno di questi bunker è stato realizzato il crematorio per animali domestici.

La parte esterna

L’area in cui è innestato il progetto è decisamente insolita ma il paesaggio naturale circostante è un’oasi selvaggia in cui non si nota il passaggio dell’uomo e secondo l’architetto era sicuramente in linea con la nuova destinazione d’uso della struttura. Il visitatore si trova letteralmente catapultato in un paesaggio onirico in cui, tra i cespugli incolti e i rami degli alberi, è installato un enorme specchio che dà una profonda continuità visiva al paesaggio allungandone la prospettiva. Il crematorio Hunting Grounds più che una struttura architettonica sembra un’opera d’arte la cui ispirazione con ogni probabilità deriva dalle opere di Anish Kapoor e Richard Serra.

La parte principale dell’esterno del crematorio è costituita da un imponente specchio con una dimensione di sei metri d’altezza e undici metri di lunghezza. Metaforicamente è l’immagine di una porta che collega due dimensioni poste su piani differenti e richiama la rappresentazione sacra della porta che divide il mondo dei vivi da quello dei morti.
La superficie dello specchio non è continua ma realizzata in piccoli blocchi esagonali, incastrati tra loro a formare un reticolo, che accolgono la luce per rifletterla modularmente sullo spazio circostante. Il visitatore è immerso in una sensazione mistica che si fonde profondamente con lo spirito del luogo e l’immagine riflessa nello specchio appare tremolante proprio grazie al taglio esagonale dei piccoli blocchi da cui è costituito.

Percettivamente sembra di muoversi in uno spazio liquido senza tempo e dimensione. Il clima surreale che si respira è proprio quello di uno spazio temporale diverso da quello terreno. Ai lati dello specchio si possono vedere due strutture quadrate in calcestruzzo che sembrano essere gli unici tratti rappresentati dalla mano dell’uomo in una vegetazione incolta.

La struttura interna

La struttura attuale del crematorio è sotterranea; esternamente infatti sono visibili solo lo specchio e l’ingresso laterale. L’edificio preesistente è stato mantenuto intatto ove possibile e sono stati realizzati nuovi ingressi con un diverso schema dei flussi. Il sistema di entrate e percorsi è stato creato in modo che i visitatori e gli addetti ai lavori non si incontrino, grazie anche ai due ingressi separati della struttura.
Il forno e gli uffici sono divisi dalla parte dedicata agli ospiti e non sono visibili dall’area dei visitatori. All’interno è stata modificata la pianta in base all’idea del progetto dell’architetto che prevedeva la realizzazione di un nuovo ingresso laterale. La mappa della struttura è semplice e gli spazi sono divisi tra loro a seconda della singola destinazione d’uso ma comunque pensati per ospitare una cerimonia funebre alla volta.

L’interno è stato progettato per accogliere in modo discreto i “familiari umani" degli animali e il crematorio è stato dipinto di bianco con arredi lineari. L’atmosfera è quasi ovattata e anche i mobili sono stati scelti con cura per mantenere questa sensazione di tranquillità: l’arredamento è caratterizzato da materiali semplici; le panche e le porte sono realizzate in legno chiaro; la luce è modulata con criterio. Ogni oggetto inserito all’interno del crematorio fa parte del progetto ed è quindi stato pensato in materiali poveri e facili da lavorare. Tutte le murature sono realizzate in blocchi di cemento intonacato, il lucernario è in policarbonato così come lo specchio esterno che è incollato su una parete in mattoni.

Varcando la soglia del crematorio si dimentica tutto quello che c’è fuori e ci si sente accolti in un luogo caldo e rassicurante che in qualche modo ha il compito di aiutare a superare il dolore per la perdita del proprio animale domestico.
 
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