nuove iniziative editoriali

per garantire una professionalità adeguata

TANEXPO 2004 ha proposto soluzioni diverse, ma legate da un denominatore comune: una qualificazione professionale degli Operatori al passo con i tempi, pronta a recepire e a soddisfare le sempre più evolute richieste dei cittadini.
Sarà ricordata dalla grande massa di operatori accorsi a Modena anche per essere stata la vetrina in cui, presso il meeting point OLTRE MAGAZINE, sono stati presentati strumenti innovativi ed efficaci per una migliore qualificazione professionale.

Introdotto dal nostro direttore Carmelo Pezzino, don Claudio Magnoli, docente di Liturgia presso il Seminario Arcivescovile di Milano, ha brevemente illustrato contenuti e finalità di un volume, "Vedi come lo amava!", nato per offrire alle famiglie dei defunti un piccolo ma concreto aiuto psicologico in un momento particolarmente drammatico.
"Si muore per ritornare al Padre, per ritrovare quelli che abbiamo amato", ha detto don Magnoli. "Questa raccolta di testi è stata pensata per coloro che sono in lutto per la morte di persone care e vivono l'angoscia della separazione, domandandosi se ci sarà mai parola di consolazione per ciò che pare sciagura senza rimedio e senza speranza. Lo scopo non è quello di impedire al dolore di erompere o di reprimere il pianto perché non trabocchi. La tristezza, lo sbigottimento e persino la disperazione che accompagnano il trauma della morte dei nostri cari ha bisogno di trovare sollievo nello sfogo del lamento e delle lacrime e nel cordoglio partecipe di molti. Ma l'umanissimo sfogo del lamento e delle lacrime, che Gesù stesso ha conosciuto davanti alla tomba dell'amico Lazzaro, chiede l'aiuto di parole che scendano come balsamo sulla ferita e, a poco a poco, con molta pazienza, l'aiutino a cicatrizzare".
Il volume si propone come un amico discreto ma fidato, per suggerire al cuore, alla mente e alla voce le parole adatte alla meditazione, alla preghiera e alla condivisione. Alla meditazione, perché la morte pone interrogativi che attendono la luce di una risposta che persuade l'intelligenza. Alla preghiera, perché di fronte alle spoglie mortali o alle ceneri dei nostri cari nasce l'urgenza di un dialogo con Dio, intessuto di domanda, di supplica e di ringraziamento. Alla condivisione, perché la meditazione e la preghiera rinsaldano il vincolo di coloro che partecipano al lutto.
"Ciò che abbiamo tra le mani – ha concluso don Magnoli - vuole essere un tenerissimo atto di amore che ricuce in certo modo la dolorosa separazione. Quando videro Gesù in pianto sulla tomba dell'amico Lazzaro, alcuni commentarono così: ‹‹Vedi come lo amava!››. Questa frase campeggia nel titolo come augurio per tutti coloro che useranno i testi e le preghiere come atto d'amore e di speranza per i propri cari e come atto di fede verso Dio, che custodisce tutti nella sua mano paterna perché nessuno vada perduto".
Il libro gode del nihil obstat quominus imprimatur del Servizio per la Pastorale Diocesana dell'Arcidiocesi di Milano e si propone di offrire un piccolo contributo alla solidarietà: infatti, per ogni copia venduta verrà devoluto un euro alla Caritas Ambrosiana, Organismo Pastorale dell'Arcidiocesi di Milano.
Proposto a cura della Fondazione Ariodante Fabretti di Torino, "Il rito del commiato" intende costituire il primo testo di riferimento per coloro - amministratori pubblici, enti morali, operatori funerari - che vogliono accostarsi alla tematica del rito del Commiato, alla sua celebrazione mediante l'allestimento di Sale del Commiato e alla formazione di cerimonieri in grado di gestire rituali. "In Italia, - ha detto Marco Navarino - dove ancora molte poche sono le realizzazioni in questo senso, vi è tuttavia un fermento nel mondo civile che, sempre più secolarizzato, benché non antiritualista, chiede ai suoi amministratori di dargli la possibilità di celebrare riti non religiosi, personalizzati, volti a commemorare la vita di chi è scomparso". Il libro nasce da una duplice esperienza: da un lato l'ormai decennale tradizione di rituale del Commiato al Tempio Crematorio, curato dalla Fondazione Fabretti per incarico della Socrem di Torino; dall'altra il PROGETTO CARONTE, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, che ha permesso di mettere a punto un ampio programma di formazione per una nuova figura in ambito funerario, quella del cerimoniere, e di valutare tale percorso mediante uno specifico corso sperimentale.

Sempre dal Progetto Caronte ha origine il primo testo pubblicato in Italia sulla Tanatoprassi. Scritto da Pierre Larribe, responsabile della formazione professionale in Les Alyscamps, struttura collegata alla cfpm – Confederazione delle Professioni Funebri e dei Marmisti – di Parigi, risponde alla esigenza di presentare, nel nostro Paese, una pratica attesa da tempo e diffusa in gran parte dell'Occidente. "Nel contesto delle innovazioni previste dalle nuove normative sulla funeraria, nazionale e regionali, giunte ormai ad una fase conclusiva, propedeutica al varo di nuove disposizioni di legge, l'istituzione delle sale del commiato e l'introduzione della tanatoprassi rappresentano forse gli elementi di maggior rilievo per implementare l'evoluzione dell'attività funebre e per offrire adeguate risposte alle esigenze delle famiglie colpite da un lutto. Si tratta di novità assolute che necessitano la formazione di nuove figure professionali destinate ad avere grande rilevanza: il cerimoniere ed il tanatoprattore", ha detto Giovanni Caciolli, Segretario Generale Nazionale di FEDERCOFIT. "La Tanatoprassi" propone un inquadramento generale della materia ed una dettagliata descrizione delle modalità e delle procedure adottate in Francia, paese all'avanguardia in Europa nella diffusione di questa disciplina e molto vicino al nostro per tradizioni e per cultura.
Ricorderete certamente che il Progetto Caronte, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, si proponeva di individuare il percorso di una adeguata formazione per il settore funerario, di sperimentarlo, di identificare in tale contesto i profili di nuove professioni. Esaurita la prima fase del Progetto, è stata presentata a Modena una collana di tre volumi, sintesi del lavoro svolto. Si parla di tanatoprassi e di Cerimonia del Commiato – argomenti, poi, ampiamente sviluppati nei due libri sopra presentati – e si parla anche degli "aspetti psicologico relazionali" propri della attività di Operatore Funerario. "Non si può ignorare infatti – è sempre Giovanni Caciolli che parla – che il lavoro funerario, costantemente a contatto con la morte e con il lutto dei dolenti, sia una vera e propria relazione di aiuto e che, come tale, richiede da un lato una consapevolezza delle dinamiche interiori che il contatto con la sofferenza può innescare, dall'altro una conoscenza dei vissuti di coloro che sono colpiti da una perdita recente". Il libro affronta, attraverso l'intervento di un team di psicologhe, diversi argomenti: la dimensione soggettiva e quella collettiva della morte, l'elaborazione del lutto, la famiglia e il rito funebre, l'ambiente di lavoro e i fattori di stress dell'operatore funerario, la relazione di aiuto.

A Modena è stato infine presentato un progetto editoriale, "All'ombra dei dolenti – Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità", che vedrà presumibilmente la luce nel prossimo autunno. Le tre autrici – Ilaria Bordone, Maria Angela Gelati e Antonella Angela Nardi – intendono compiere una analisi del lutto, delle sue componenti psicologico relazionali, della moderna ritualità funebre, dei suoi linguaggi e dei suoi luoghi. Una nuova e consapevole capacità di far fronte alla relazione di aiuto con il dolente e all'emergere di nuove esigenze di ritualità privata e laica, accanto a quella tradizionale e religiosa, daranno all'Operatore la possibilità di migliorare la qualità del proprio servizio, di comprendere meglio sé stesso sotto il profilo emozionale e relazionale, di offrire soluzioni adeguate in sintonia con le moderne richieste di personalizzazione dei riti funebri. "Una direzione innovativa sta rivoluzionando i modi di concepire la cerimonia del commiato, riscoprendo nuovi valori, nuovi strumenti, un nuovo linguaggio e soprattutto una nuova sensibilità a ciò che i dolenti esprimono attraverso la comunicazione non verbale, ovvero la postura, i gesti, la mimica. Il corpo, come il rito, è un veicolo di emozioni, è il contenitore del cordoglio. Saper leggere ciò che il corpo comunica apre una nuova prospettiva di rapporto con i dolenti basata sull'empatia e sulla profondità di ascolto", ha detto Maria Angela Gelati. "Oltre che fornire strumenti sulla logica rituale, vogliamo proporre una guida alla relazione d'aiuto con il dolente, partendo da una riflessione transculturale sul significato psicologico del cordoglio e della ritualità commemorativa, per giungere, nell'ultima parte, alla conoscenza di quella che è stata l'evoluzione dei luoghi della morte, fino alle ultime innovazioni, percorso necessario ad una riqualificazione dei luoghi e dei suoi tanti protagonisti, pubblici e privati".
 
Roberta Balboni


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