a bologna la delibera per il recupero delle tombe abbandonate

Decine di tombe di famiglia storiche saranno riassegnate

Il primo caso è quello della tomba Uttini (1817)

Nel corso del 2004 almeno 42 tombe storiche della Certosa di Bologna rientreranno nella disponibilità del Comune per essere riconcesse a nuove famiglie interessate. Per 80 tombe, infatti, è stata di recente aperta la procedura di riconoscimento dello stato di grave degrado, che sarà certificato dalle Soprintendenze; per 42 di queste non è stato possibile identificare gli eredi dei concessionari e le tombe seguiranno quindi il percorso immaginato per sottrarre all'abbandono le aree storiche dei cimiteri; per 13 è in via di ultimazione la ricerca anagrafica; per 25 sono stati individuati gli eredi dei concessionari che ora potranno scegliere se provvedere al restauro o se retrocedere il sepolcro al Comune, alle condizioni economiche previste dal nuovo Regolamento.
Queste procedure sono l'avvio dell'applicazione dell'ultima delibera del Consiglio comunale di Bologna in materia cimiteriale. Nel giugno 2003, infatti, il Consiglio Comunale di Bologna, con la delibera per il recupero dei sepolcri abbandonati nell'area monumentale della Certosa, dava in modo netto l'indicazione di recuperare all'uso pubblico quelle tombe che, versando in gravi condizioni di manutenzione, non avessero più una famiglia in grado di provvedere.
A questo fine, mentre segnalava l'utilità di usare il vigente Regolamento di Polizia Mortuaria, provvedeva comunque a perfezionarlo per renderne più efficace l'azione. Ora gli uffici comunali ed Hera, la società a partecipazione pubblica che gestisce i servizi funebri e cimiteriali, sono impegnati ad applicare tale delibera.
Il primo atto è stata la pronuncia di decadenza della concessione per la tomba Uttini. La tomba della Famiglia Uttini, situata nel Chiostro Terzo della Certosa, fu realizzata nel 1817 da Giovanni Putti (1771-1847), uno dei più importanti scultori neoclassici italiani, per Gaetano Gaspare Uttini (1737-1817), illustre docente di Anatomia all'Università di Bologna. È dunque uno dei monumenti più interessanti del complesso monumentale.
A questo sepolcro è stata dedicata la massima attenzione, perché il suo restauro sarà finanziato dalla Commissione Europea, nell'ambito dei Laboratori del Restauro del Programma Cultura 2000, all'interno del progetto scene, promosso dal Comune di Bologna, nel ruolo di coordinatore, dai Comuni di Lubiana e Stoccolma e dal Dipartimento per i Beni Culturali della Lituania. Scene prevede il restauro con metodi innovativi di una tomba di particolare rilievo storico-artistico in ognuna delle città coinvolte. L'intervento sulla tomba Uttini si concluderà a metà aprile, grazie ad una convenzione con l'Accademia di Belle Arti che ne farà un cantiere scuola, coinvolgendo oltre trenta allievi del corso di restauro. Poi, una volta omologato il nuovo regolamento di Polizia Mortuaria del Comune che prevede tale istituto, la tomba Uttini restaurata sarà messa all'asta e un nuovo concessionario potrà utilizzarla. Visto che le osservazioni fatte dal Ministero della Salute al testo approvato dal Consiglio Comunale sono di portata limitata, è presumibile che omologazione e prima esperienza di riconcessione possano avvenire entro l'estate.
 
Roberta Balboni


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