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Una struttura che si erge verso il cielo

Zorgvlied, il crematorio olandese che mette in comunicazione la terra e le stelle.

Amsterdam è la città dai mille colori, famosa in tutto il mondo per la sua bellezza, ma anche per i tulipani del suo caratteristico mercato dei fiori, per i mulini a vento e per i diamanti.
Costruita su una serie di canali poligonali su cui si affacciano le caratteristiche case strette con copertura a capanna, ospita la più grande collezione di opere del pittore olandese Vincent van Gogh e non a caso è riconosciuta come uno dei principali centri museali e culturali d’Europa.

Il nome Amsterdam deriva dal fiume Amstel che la attraversa. Proprio al confine sud della città, verso il fiume, innestandosi perfettamente con il contesto urbano, sorge lo storico cimitero Zorgvlied in attività dal 1870. Il progetto del cimitero, inaugurato proprio il 1 di Novembre, prende spunto dallo stile del giardino inglese con prati, alberi e boschetti che si sviluppa su un'area abbastanza vasta ampliata più volte nel corso degli anni. è un luogo eclettico e insolito in cui tombe decorate, bizzarre ed originali coesistono regalando al campo santo la bellezza di un giardino di sculture.
La particolarità principale del cimitero di Zorgvlied riguarda il suo essere un luogo vivo, colorato e leggero in cui vige l’assoluto rispetto per ogni tipo di sepoltura e credo religioso. È un perfetto mix delle differenti concezioni della morte degli abitanti della città ed è aperto ad un approccio che lascia ampio spazio di vivere il fine vita in maniera assolutamente intima, libera e personale.
Non a caso, alla luce di questi valori nel 2016, proprio entro i confini del cimitero, è stato realizzato il progetto di un crematorio, ad opera dei visionari architetti dello studio GROUP A.

Zorgvlied è stato il primo cimitero dei Paesi Bassi a possedere un crematorio la cui struttura rimane ad oggi altamente innovativa nonché caratterizzata da una forte valenza simbolica.
La decisione di realizzare il crematorio deriva dall’interesse crescente per la cremazione da un lato e dalla volontà di realizzare per il dolente uno spazio idoneo al rito con la stessa valenza mistica dei luoghi adibiti a coloro che scelgono la sepoltura.
L’idea del progetto era quella di realizzare un edificio all’interno del cimitero, ma staccato dall’auditorium in cui viene generalmente svolta la funzione.
È raggiungibile attraverso un percorso verde significativo per lo svolgimento del rito del commiato rispettando la tradizione antica di accompagnare la bara con il corteo funebre.

Architettonicamente ha una struttura decisamente insolita rispetto ai classici crematori.
Generalmente l’idea del crematorio europeo è associata ad un edificio più o meno articolato che ospita al suo interno diverse funzioni, a partire dalla possibilità di svolgere la cerimonia funebre prima della cremazione. Proprio per questo il crematorio ospita spesso una sala adibita a tale scopo e degli spazi relativi alla preparazione/conservazione del feretro.
Il crematorio Zorgvlied è qualcosa di diverso.
Per scelta progettuale non possiede una sala per il commiato affinché il dolente possa sentirsi libero di scegliere la propria modalità di commemorazione del defunto nel luogo che ritiene più opportuno in relazione alle proprie credenze.
Il cimitero comunque ospita un auditorium in cui generalmente viene esposto il feretro per l’ultimo saluto.
Dopo la cerimonia i dolenti accompagnano il feretro attraverso i giardini del cimitero fino al crematorio scegliendo se lasciare la bara all’esterno della struttura oppure accompagnarla fino al forno. Questa è una possibilità interessante perché generalmente sono gli addetti ai lavori che si occupano di inserire il feretro nel forno ed il forno stesso è collocato lontano dagli spazi rivolti agli utenti. In questo caso invece cambia proprio il sistema di relazioni tra gli addetti ai lavori, i dolenti e il defunto. Questa "libertà" di gestione della cremazione è proprio associata alla libertà di scegliere una procedura del rito propria, intima e coinvolgente.

La struttura del crematorio è alta 16 metri e svetta come una torre incastonata nel verde.
Di colore bianco, dalle linee pulite, in cui il senso cupo del lutto svanisce completamente. È realizzato con materiali contrastanti che ne caratterizzano la forte valenza simbolica. Non a caso la struttura si erge verso il cielo regalando un senso di leggerezza visiva.
La base è in pietra e si sviluppa costeggiando una struttura semi- ipogea che si eleva ad un metro dal terreno per sottolinearne ancor più la verticalità. La pietra visivamente è pesante e simboleggia proprio la pesantezza della terra e la materialità della vita. La sovrastruttura che si appoggia al basamento è al contrario leggera e rastremandosi verso l’alto culmina con una bucatura quadrata coperta da vetro trasparente.
La pesantezza del basamento contrasta con la leggerezza della sovrastruttura che simboleggia l’inconsistenza dell’anima del defunto che ascende al cielo.
L’apertura superiore è ruotata affinché sia orientata verso il sole; tramite questo meccanismo la luce solare si riflette sulla parete di mosaico in vetro del fronte regalando una speciale sensazione agli utenti che in quel particolare luogo e in quel particolare istante stanno salutando per l’ultima volta qualcuno che ha fatto parte della loro vita e che, almeno fisicamente, da quel momento in poi non esisterà più.
La corte esterna al crematorio offre la possibilità di un addio intimo ma anche di ospitare un gran numero di persone che possono muoversi davanti la bara per un ultimo saluto.
Dopo la cremazione le ceneri del defunto vengono ospitate in una piccola nicchia esterna al crematorio per un periodo di tempo che arriva fino ad un mese. In questo modo parenti, amici e conoscenti del defunto possono recarsi al cimitero per un ultimo commiato.

L’ultimo viaggio nel crematorio di Zorgvlied è prima di tutto un’esperienza mistica attraverso il cimitero storico e le sue tante bellezze. Il crematorio è un luogo visivamente riconoscibile all’interno del cimitero, un punto di riferimento che spicca tra la vegetazione e gradevole alla vista. La verticalità rafforza l’idea del cammino celeste rendendo ancor più significativo l’ultimo viaggio del defunto verso il cielo al di là delle stelle.
 
Miranda Nera

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