Condannati ad esprimere sempre la massima qualità

I cofani funebri della azienda marchigiana rappresentano un eccellente prodotto di nicchia e sono conosciuti ovunque, e spesso imitati, per il loro elevatissimo standard.
A TANEXPO 2004 con una produzione "di grande carattere".

Era il 1972 quando Roberto Micheli entrò a far parte della Cofema – nata nel 1966 e specializzata nella costruzione di fregi per mobili – e dette inizio alla produzione di cofani funebri. Nel 1986 Roberto Micheli diventa l'unico proprietario ed impone alla Azienda una nuova filosofia costruttiva totalmente orientata al prestigio ed alla qualità dei prodotti realizzati. Il 15 gennaio 1992 Roberto Micheli scompare prematuramente e la sua eredità viene raccolta dai figli, Michele, Marco e Luca.
"Vogliamo meritare quanto abbiamo ricevuto da nostro padre. – ci dice Michele – Ecco perché per noi sono ancora così forti la ricerca della massima qualità e l'impegno a dare all'impresario funebre un prodotto che, oltre a soddisfare il normale utilizzo, lo aiuti a esaltare nel cliente una percezione di grande accuratezza e di prestigio nello svolgimento del servizio funebre".

Quanti sono i dipendenti, quanto è grande l'azienda, come è strutturata?
"Fornendo sterili cifre difficilmente riusciremmo a dare una idea precisa sulla Cofema. È la filosofia costruttiva che detta legge. Se non utilizziamo un elevato numero di dipendenti è perché ogni nostro collaboratore è formato per esprimere singolarmente i massimi livelli di specializzazione. Per lui una tavola di legno non è semplicemente un pezzo che servirà a costruire un cofano. Per i nostri falegnami, per i nostri assemblatori, per i nostri verniciatori il legno deve ‘parlare', deve esprimere armonie che, assemblate per diventare un nostro prodotto, devono trasmettere emozioni e certezze di qualità. Proprio per manifestare il massimo rispetto nei confronti del dolente, che desidera per un suo caro scomparso un ‘oggetto' che, oltre a celebrare la persona che avvolge, possa trasmettere agli altri pregevolezza, qualità, carisma. Gli stessi nostri macchinari sono ‘cresciuti' con chi li governa, sono stati modificati per esaltare le elevate esigenze di qualità della produzione. Ogni fase del nostro processo produttivo si può definire critica e ad ogni passaggio viene eseguito un controllo di qualità che autorizza al passaggio successivo. L'intera operazione è seguita da Marco, il cui incarico può essere definito una dannazione eterna: estreme tribolazioni e continui pungoli a migliorare".

Le ragioni del vostro successo?
"Preferiremmo lasciare rispondere i nostri clienti. Posso solo affermare che ogni nostro processo è severamente testato: in fase di acquisizione della materia prima pretendiamo che il rovere sia il ‘miglior rovere', il Kevazingo deve avere ‘venature' e ‘fiammature' fuori dall'ordinario e così via, sia per le altre essenze, sia nella scelta delle vernici, sia nella modalità di assemblaggio. Cerchiamo di sfruttare e di esaltare ogni caratteristica del legname perché il prodotto finito abbia un carattere deciso. Credo che i nostri clienti apprezzino questo aspetto, che permette loro una maggiore qualificazione".
Il rapporto con i concorrenti?
"Occupiamo una piccola nicchia di mercato, ma non ci poniamo in concorrenza. Chi, come noi, ha una produzione di standard elevato non è considerato concorrente ma collega, con il quale confrontarsi per migliorare insieme. Non ci muoviamo per sottrarre ad altri quote di mercato. La nostra produzione, peraltro, non ci permette di ragionare su grandi numeri: oggi, con fatica, riusciamo a soddisfare la domanda italiana, già estremamente scremata ed esclusiva. L'estero potrebbe interessarci, più per un peccato narcisistico che per una esigenza di collocazione del nostro prodotto. Non va dimenticato che per noi non è sufficiente consegnare il cofano e basta: continuiamo a fornire, attraverso i nostri specialisti del mercato commerciale, assistenza, supporto ed attenzione. Per la Cofema un cofano è venduto quando il cliente lo ha collocato nell'urna o in terra, ed ha ricevuto soddisfazione nella esecuzione del servizio".

Avete mai fatto pubblicità su riviste non del settore? Come fate conoscere i vostri prodotti?
"Non ci proporremo mai al di fuori dei canali specifici del settore. Non crediamo sia positivo convincere l'utilizzatore finale della qualità di questo tipo di prodotti. Riteniamo che possa generare turbamenti. Per di più siamo convinti che l'impresario funebre possa essere ostacolato da richieste mirate di un prodotto da parte dei parenti; il cofano entra in un servizio come logico completamento di una strategia globale volta a soddisfare le richieste della famiglia. Non sarà una campagna pubblicitaria di cofani sui periodici normalmente in edicola che potrà contribuire a modificare l'atteggiamento nei confronti di questo settore e della morte in particolare. Facciamo invece pubblicità sulle riviste di settore perché siamo consapevoli che sia la professionalità dell'impresario a dover far leva nei confronti di chi lo interpella".
E' auspicabile per i produttori una apertura al pubblico delle fiere del settore funerario?
"Non solo lo riteniamo inutile, ma addirittura dannoso! Dobbiamo ammetterlo: in queste manifestazioni i produttori non si impegnano particolarmente per una cosciente cultura della morte. L'atteggiamento è per lo più orientato a logiche commerciali che, come è naturale, sono più costruttive nei confronti degli operatori specializzati che non verso un pubblico ancora privo di una formazione e di una coscienza adeguate".

Come sono i vostri rapporti con le imprese di onoranze funebri?
"Ragioniamo sempre in un'ottica orientata al cliente. Continuiamo a monitorare il mercato per riuscire a dare il massimo con i nostri prodotti. Da questo deriva un ottimo rapporto con le imprese nostre clienti che possono usufruire anche di una serie di servizi correlati e di consulenze specifiche. Possiamo vantarci di avere sviluppato nei confronti delle imprese un canale di interscambio che migliora noi e, nel contempo, favorisce i nostri partner".

Novità per il futuro?
"Sempre e comunque! Rinnovare continuamente la nostra offerta fa parte delle nostre strategie ed è una nostra esigenza. Non abbiamo paura ad intraprendere strade nuove e ad inventare continuamente linee mai sperimentate: lo dimostrano i cofani dipinti ed aerografati o il cofano M3 che ha dieci lati ed un coperchio che, per la sua architettura, ci ha impegnato severamente. Lo vedrete anche a TANEXPO 2004, a Modena, dove presenteremo prodotti inediti che vogliamo conferiscano ancor più carattere alla nostra produzione. Con una speranza: non essere copiati nelle linee e nelle scelte da quei produttori che, a differenza della Cofema, non sono capaci di investire nella ricerca e nella sperimentazione".
 
Roberta Balboni

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