realizzati entrambi dalla GEM

A Brescia e a Verbania entrano in funzione due nuovi impianti per la cremazione

L'azienda friulana, leader nel campo delle tecnologie ecologiche ed energetiche, aggiunge ulteriori opportunità al servizio di una sempre più diffusa esigenza della comunità sociale.

"Poter decidere quale destino riservare alle proprie spoglie mortali, se preferire la tradizionale inumazione o la cremazione, è forse l'ultimo dovere che una società civile deve riservare ai propri cittadini". Lo ha sostenuto il sindaco di Brescia Paolo Corsini, inaugurando al Cimitero di Sant'Eufemia il primo Tempio della Cremazione della città lombarda, una ampia struttura architettonica in cui sono condensati molti elementi simbolici. "Il diritto di disporre delle proprie spoglie mortali rientra infatti nei diritti inalienabili della persona, che sono riconosciuti ad ogni individuo, per cui ciascuno può scegliere liberamente la forma di sepoltura. Il Tempio opera per il rispetto della dignità dell'uomo e del dolore dei parenti. Un rito, quello della cremazione, che ha superato esigenze imposte nel nome di fuorvianti ideologie o di nuovi culti che intendono riprodurre romantiche e vuote concezioni ottocentesche". Brescia fu la quarta città italiana a dotarsi di un impianto di cremazione. Il 28 maggio 1883 venne infatti inaugurato, al cimitero Vantiniano, il Tempio Crematorio, che funzionò fino al 1945 quando venne demolito dopo i danni subiti durante le incursioni aeree. "La cremazione non è più un tabù neanche per la Chiesa Cattolica. - ha ricordato Corsini - Se lo Stato è intervenuto sul problema solo nel 1987, la Chiesa già nel 1963 aveva riconosciuto la legittimità della pratica, purché non scelta per motivi contrari alla dottrina cristiana".

Le scelte progettuali, firmate dall'architetto Rinaldo Ciravolo, sono state tracciate nel rispetto della dignità della persona e del dolore dei parenti e garantiscono l'osservanza della volontà di essere cremati, unitamente al rispetto delle disposizioni in merito alla destinazione delle ceneri. E non a caso le vicende simboliche si rincorrono nell'architettura del Tempio.

Il giardino della memoria, composto da nove cipressi all'ingresso del viale di accesso, porta lo sguardo verso il cielo, quindi nella sala commemorativa nove vele in legno e bachelite si aprono verso il parco dove i melograni simboleggiano il ciclo della vita. Un patio in vetro separa invece il feretro dall'impianto di cremazione, dove una vasca d'acqua rispecchia il cielo. "Il tutto per rendere la cremazione non certo come un adempimento routinario - ha concluso il sindaco - che prescinde dai valori umani connessi al triste momento del decesso. Il parco si pone poi come un epilogo del rito: due setti murati separano da un lato un labirinto d'acqua dove disperdere le ceneri e la stele cineraria comune dall'altra, quindi melograni e allori a fare da cornice".

L'intera struttura è costata 1 milione e 300 mila euro e due anni di lavoro. Resterà in gestione per 28 anni alla impresa concessionaria (cmr di Filo d'Argenta) dopodiché verrà gestita direttamente dal Comune. Forte la soddisfazione di Sergio Dall'Asta, vicepresidente della sezione locale della Socrem che conta nella sola Brescia 996 iscritti, diversi dei quali meridionali, perché da Roma in giù non ci sono impianti per la cremazione. "È dal 1976 che lottiamo per avere un impianto di cremazione. Nel 1999 i risultati di una indagine svolta dalla Socrem su tutti i 206 comuni bresciani diede risultati significativi: ben 176 amministrazioni si erano espresse a favore dell'impianto. Anche perché costi e spazi dei cimiteri stanno diventando un serio problema".

Il Crematorio di Sant'Eufemia è una nuova importante realizzazione della GEM, l'azienda di Udine che sempre più si sta affermando in Italia e all'estero come leader nel campo delle tecnologie ecologiche ed energetiche. "In Italia la pratica della cremazione è ancora poco diffusa", ha detto l'Amministratore Delegato della GEM Fabrizio Giust. "Riguarda solo il 4% della popolazione, mentre in Francia e in Germania raggiunge percentuali del 40%; e in Olanda e Belgio addirittura del 75%. È stato dimostrato già in altre città che non appena c'è disponibilità di un impianto le richieste si decuplicano nel giro di pochi anni". L'impianto di Brescia è completo di sistema automatico di caricamento feretri, forno crematore GEM CRM/5, sistema di depurazione fumi con filtro a maniche, sistema di trattamento ceneri. "Chi ci conosce sa con quanta determinazione puntiamo al massimo sviluppo delle potenzialità offerteci dalla tecnologia", ha concluso Giust. "Ma non perdiamo mai di vista che il nostro lavoro è finalizzato al rispetto dei riti di commemorazione del defunto e a un dignitoso commiato nel ritiro delle ceneri. La costruzione di un Tempio Crematorio deve soddisfare, quindi, una scelta di civiltà, un bisogno emergente a cui dare risposta nella libera disposizione della propria vicenda umana".

Una filosofia che certamente ha ispirato l'azione anche dell'Amministrazione Comunale di Verbania dove nel maggio scorso, nell'ambito dell'ampliamento e della ristrutturazione dell'ara crematoria del Cimitero di Pallanza, la GEM ha attivato un modernissimo impianto completo di sistema automatico di caricamento feretri, forno crematore gem CRM/5, sistema di depurazione fumi con iniezione reagente e filtro a maniche, sistema di trattamento ceneri, sei celle frigo di deposito temporaneo, sistema di supervisione e controllo remoto via modem.
 
Roberta Balboni

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