- n. 6 - Novembre/Dicembre 2025
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Art Funeral Italy. Qualità artigianale che fa la differenza
Dotarsi di prodotti a firma Paolo Imeri significa innalzare lo standard dell’impresa funebre.
Il mondo funerario è già in gran fermento per l’edizione 2026 di
TANEXPO, in programma a Bologna dal 7 al 9 maggio 2026, e le aziende produttrici stanno rivisitando o perfezionando nuovi articoli e collezioni da presentare in fiera.
Per avere qualche anticipazione di ciò che potremo toccare con mano al Salone, abbiamo recentemente incontrato uno dei protagonisti di spicco della
kermesse bolognese:
Paolo Imeri con
Art Funeral Italy, vera punta di diamante tra i produttori di cofani ed urne cinerarie, eccellenza nella creazione di manufatti di altissima qualità e di indiscusso pregio artistico, tanto da essere spesso stato scelto per accompagnare nell’ultimo viaggio molte celebrità.
A questo proposito ci è giunta la notizia che anche la famiglia Armani ha optato per uno dei vostri cofani per le esequie del grande stilista. Ci vuole dare qualche dettaglio?
Il cofano che ha accolto le spoglie di Giorgio Armani – ci spiega Paolo Imeri - si chiama Elata, un modello dalle forme sinuose ed eleganti che riprende alla perfezione lo stile della maison Armani (vedi foto copertina rivista). È stato prodotto con tavole numerate per continuità di vena, in legno massello di afrormosia, essenza esotica impiegata per complementi d’arredo lussuosi ma austeri, la cui principale caratteristica è il colore bruno-olivato tendente al giallo dorato. La figurazione presenta una tessitura fine e una fibratura quasi regolare che dopo la levigatura dona piacevoli rigature lucide e opache conferendo una trama unica che può ricordare un tessuto.
Per darle un’idea di quanto sia prezioso, le dirò che questo stesso cofano con all’interno l’opera d’arte intitolata Now dell’artista Maurizio Cattelan raffigurante John F. Kennedy (il cui corpo non fu mai mostrato al pubblico) è esposto presso il Guggenheim Museum a New York e al Musee d’Arte Moderne di Parigi».
Un pezzo di assoluto valore, non c’è che dire! Ma so che i vostri prodotti sono rivolti ad un’ampia platea, non solamente ai cosiddetti VIP. È così?
Sicuramente! È un errore ritenere, come qualcuno potrebbe pensare, che le nostre creazioni siano destinate ad una cerchia ristretta di clienti facoltosi. Certo, capita che vengano scelti da VIP, in quanto oggetti raffinati. Noi lavoriamo avendo ben chiaro l’obiettivo che ogni impresario funebre possa dotarsi di uno o più pezzi delle nostre collezioni da proporre alle famiglie. Ci tengo a tranquillizzare tutti coloro che temono, ancora prima di informarsi, che i nostri articoli siano esosi: non è così! La qualità che garantiamo si accompagna a costi più che accessibili».
Ma mi dica, Signor Imeri, perché secondo lei un impresario dovrebbe acquistare prodotti Art Funeral Italy?
La ringrazio per la domanda che mi dà modo di chiarire un po’ di cose. Potrei iniziare dicendo che sono belli e fatti bene. Ma sarebbe riduttivo. Stiamo assistendo ad una sfrenata corsa al ribasso, dove il comparto si rivolge con sempre maggior frequenza ad un prodotto standardizzato, per lo più di importazione, di livello spesso scadente che oltretutto non sempre risponde alle norme di legge. Siamo una delle ormai rare aziende del settore funerario a realizzare cofani con passione e carattere, totalmente costruiti in loco a mano, avvalendoci di maestranze di comprovata esperienza e capacità. Basti pensare che il design è affidato a Tino Resmini, le cui doti da vero fuoriclasse sono ben conosciute nell’ambiente. L’impresario funebre che acquista i nostri manufatti ha l’opportunità di proporre un’alternativa al prodotto di serie e soddisfare la domanda di coloro che sono alla ricerca di qualcosa di esclusivo e personalizzabile. È anche un modo per elevare la qualità del servizio della propria impresa e, ultimo ma non meno importante, di tutelare la tradizione artigianale italiana per cui siamo famosi nel mondo».
Che rapporto ha con le onoranze funebri?
Gli impresari rappresentano l’ultimo ma fondamentale tassello per il completamento di ciò che facciamo. Sono infatti loro che, condividendo la nostra filosofia e i nostri progetti, si fanno portavoce presso i clienti del valore dei nostri prodotti e di tutto quello che ci sta dietro.
È un lavoro di squadra dove non siamo solo noi a trarne beneficio perché, scegliendo cofani italiani di qualità artigianale costruiti rispettando tutte le normative vigenti, anche la loro impresa si rappresenta al meglio acquisendo maggiore credibilità e prestigio».
Ci vuole ora parlare delle vostre ultime linee?
Stiamo mettendo grande impegno nella collezione Piccolo Principe, che si ispira al famoso romanzo di Antoine de Saint-Exupéry. Abbiamo ottenuto la licenza ufficiale dalla Fondazione istituita dagli eredi in memoria dell’autore che ci ha concesso i diritti di utilizzo dell’opera, permettendoci di lavorare e distribuire manufatti a tema in tutta Europa (Svizzera e Gran Bretagna comprese).
Mi ha stimolato l’idea di elaborare un testo letterario così affascinante. La storia del Piccolo Principe narra infatti dell’amicizia di uno strano bambino proveniente da un lontano pianeta e di un aviatore, entrambi dispersi nel deserto. È un racconto poetico e simbolico popolato da personaggi bizzarri, è il diario di un viaggio interiore denso di metafore e di significati: si parla del rapporto tra il mondo dell’infanzia e quello degli adulti, dell’importanza di saper guardare oltre a ciò che si vede, di amicizia, di amore, di dolore e, più in generale, del senso della vita. Alla fine della favola il bambino viene morso dal serpente a cui in un precedente incontro aveva chiesto di aiutarlo a tornare a casa. Il Piccolo Principe muore, ma forse no, il suo corpo non c’è più, si intuisce che è volato sul suo asteroide a prendersi cura degli affetti che là aveva lasciato. In questo racconto la morte è concepita come l’essere restituiti ad una dimensione altra, un passaggio inevitabile a cui il Piccolo Principe va incontro con fiducia.
Di questa serie stiamo producendo cofani e urne con dettagli grafici ripresi dalle illustrazioni originali del libro. Sono pezzi insoliti, colorati, gradevoli alla vista che, allo stesso tempo, intendono trasmettere un pensiero positivo nei confronti della morte».
Qualche altra novità?
Altro prodotto di punta che verrà esposto a TANEXPO è la collezione Zeta, una linea di urne cinerarie ricavate da un solo blocco di legno. Ciò ha reso possibile realizzare pezzi dalle sfaccettature irregolari con uno sviluppo ad elica, creando un effetto di movimento verso l’alto che allude all’elevazione dell’anima al cielo. Tra le varie declinazioni della linea Zeta abbiamo creato una serie speciale con intarsi di ritagli di pagine della Bibbia. Si tratta di un’opera di recupero di antichi volumi del sette-ottocento, messi da parte perché deteriorati. Da questi estraiamo le pagine meglio conservate sottoponendole ad un processo di lavorazione assai delicato e complesso. Una volta completato il trattamento vengono inserite nell’urna. Un progetto unico nel suo genere, non solo nel concetto, ma anche nella tecnica perché gli intarsi sono effettuati con un procedimento tale da creare un altorilievo, affinché mantengano le loro caratteristiche materiche che al tatto possano suscitare emozioni».
Paolo Imeri con
Art Funeral Italy ha orgogliosamente scelto di andare controcorrente rispetto alle tendenze di un mondo sempre più globalizzato. Ogni proposta è frutto di una approfondita ricerca che unisce arte, cultura e pietas dimostrando una sensibilità e un rispetto non comuni nei confronti di chi ci lascia e della sofferenza dei suoi cari. Oggetti che contribuiscono ad
onorare i propri defunti e ad recare un piccolo conforto sapendo di aver dato loro il meglio. Fino all’ultimo.
Raffaella Segantin