La morte di Syd Barrett

Wish you where here

Roger "Syd" Barrett è stato il leader e il fondatore della formazione inglese dei Pink Floyd. Le cronache del tempo narrano che il gruppo cambiò nome diverse volte, divenendo The Screaming Abdads, T-Set, The Meggadeaths ed infine Pink Floyd Sound. Per la scelta del nome Barrett prese spunto dai suoi due bluesman preferiti: Pink Anderson e Floyd Council. Unendo i due nomi Syd diede vita ad una delle band più famose nel panorama musicale di tutti i tempi. Syd Barrett, Roger Waters, Rick Wright e Nick Mason sovvertirono le regole del rock. La musica stava per vivere una vera e propria rivoluzione; generi e sottogeneri da lì a poco presero forma e con l'avvento degli anni settanta non fu più la stessa cosa.
Facendo un passo indietro si scopre che Syd Barrett prese subito le redini del gruppo, come leader indiscusso: le composizioni della band erano esclusivamente sue creazioni. Barrett aveva nello scrivere un talento ad oggi ancora ineguagliato: a tratti le sue opere potevano sembrare elementari, quasi infantili; in verità le suites che creava, spesso improvvisando, erano vere e proprie illuminazioni. Era un chitarrista impulsivo: l'uso particolare che faceva del feedback, dello slide e dell'eco hanno reso il sound dei Pink Floyd immediatamente riconoscibile. Barrett contribuì in maniera determinante al successo della band anche con il "Light Show", un modo di muoversi sulla musica in armonia con le luci. A Londra, sul finire del 1967, i Floyd erano diventati un gruppo di culto; nello stesso anno su "News of the world" comparve per la prima volta un articolo, sulla esperienza psichedelica indotta grazie all'uso di droghe allucinogene, che gettava uno sguardo critico sui light show dei Pink Floyd e sosteneva che lo spettacolo del gruppo fosse totalmente ispirato all'acido.
Barrett faceva un uso massiccio di droghe pesanti: a quei tempi l'lsd era ancora depenalizzato e non si conoscevano gli effetti letali che avrebbe potuto avere se assunto senza il minimo controllo. Syd era una persona introversa che nelle droghe aveva trovato rifugio: le dimensioni oniriche che tanto cercava nelle sue composizioni erano facilmente raggiungibili attraverso l'uso di queste sostanze. Barrett sentiva il peso del successo, il mondo dorato delle rockstar non gli apparteneva, la droga gli permetteva tra le altre cose di fuggire dalle proprie responsabilità. Più aumentava il successo dei Pink Floyd e più aumentavano le pressioni del music business. Alla trasmissione "Top Of The Pops" Syd si presentò vestito di stracci e si rifiutò di suonare. L'idiosincrasia per la popolarità era in quel periodo ulteriormente ingigantita grazie all'uso degli allucinogeni che ingeriva in dosi massicce e che stavano minando indelebilmente la sua salute mentale.
Dopo il successo di The piper at the gates of dawn, il primo album dei Floyd, le condizioni di salute di Syd cominciarono a peggiorare. Nella successiva tournee mondiale vi fu il crollo emotivo. In quel periodo restava muto sul palco, non cantava, oppure suonava la stessa nota per lunghi minuti, rimanendo immobile, generando imbarazzo e stupore agli occhi del pubblico e soprattutto a quelli dei suoi compagni. All'interno della band la situazione precipitò improvvisamente: Waters Wright e Mason contattarono David Gilmour che in un primo momento fu affiancato a Barrett per poi sostituirlo definitivamente a partire dal marzo del 1968.
Nel successivo lavoro "A Saucerful Of Secrets" (1968) Barrett è ormai l'ombra di ciò che era. Di lì a poco lascia definitivamente il gruppo. I Pink Floyd, dopo un periodo di smarrimento in cui si pensò allo scioglimento, decisero di andare avanti con Gilmour, senza Syd Barrett, e album dopo album lo stile musicale della band cambiò radicalmente: la nuova line-up con Gilmour alle chitarre optò per un sound maggiormente usufruibile, incentrato sulla melodia. I Pink Floyd continuarono sull'onda del successo e nel 1994 diedero alle stampe l'ultimo album in studio, "The Division bell".
Era l'inizio degli anni settanta quando Syd Barrett intraprese la carriera solista. Pubblicò due album: "The Medcap Laughs" e "Barrett". Furono ambedue un trionfo artistico, supervisionato nella produzione e nei suoni dal suo amico di sempre, David Gilmour.
Nel 1972 Syd venne ricoverato in un centro di igiene mentale. L'artista viveva una vita decisamente sregolata nella quale alternava momenti di presumibile lucidità ad altri vissuti nell'oblio delle proprie percezioni distorte. Il tentativo di riportarlo a calcare le scene o per lo meno ad una nuova uscita discografica si infranse dapprima con gli Stars, un gruppo fondato da lui stesso, e successivamente con una disastrosa prova di registrazione da solista nel settembre del 1974.
Gli anni successivi hanno visto Syd vivere tra Londra e la casa della madre a Cambridge, in uno stato psichico altalenante. Poche le notizie riguardanti la sua vita lontano dal mainstream. È stato ricoverato in una clinica psichiatrica nel 1982 ed è rimasto oggetto di grande interesse da parte del mondo della musica. Nel 1988 è stato pubblicato "Opel", album comprendente tutto il materiale non pubblicato delle sessions del periodo 1968-1970, assieme ad outtakes di pezzi già editi. Negli ultimi anni l'ex leader dei Pink Floyd, tornato ad essere semplicemente Roger, ha continuato a vivere a Cambridge. Rimasto solo in seguito alla morte della madre, coltivò la sua antica passione per la pittura, dipingendo secondo uno stile prevalentemente astratto; pareva aver abbandonato qualsiasi interesse per la musica.
Syd Barrett è morto il 7 luglio 2006 (all'età di 60 anni) nella sua casa di Cambridge a causa di complicanze dovute probabilmente al diabete. La notizia fu resa pubblica il 10 luglio. Il giorno dopo Roger Waters, durante il concerto tenutosi a Lucca, dedicò all'amico appena scomparso Wish you were here, facendo apparire immagini dei primi Pink Floyd sul maxi schermo posto dietro il palco.
 
Marco Pipitone

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