Nelle giornate del Patrimonio

Visita al crematorio di Lione

In un Paese, la Francia, nel quale la cremazione è sempre più largamente diffusa, ed in particolare a Lione, la sua seconda più grande città, una tra le tante attività proposte ai cittadini in occasione delle Giornate del Patrimonio 2011 è stata quella di visitare lo storico crematorio della capitale gastronomica francese.
Ovviamente non abbiamo perso l’occasione, restando anche un po’ stupiti di fronte al folto numero di persone che ci hanno preceduto, succeduto e fatto compagnia durante la visita guidata della struttura: questo ci ha fatto riflettere su come l’argomento non sia, come spesso si pensa, così ostico, ma risvegli un interesse e una volontà di comprensione seria e approfondita che nasce probabilmente dall’esigenza di compiere una scelta consapevole su come si desidera affrontare l’ultima decisione della propria vita. Oltre ad essere un interessante momento per apprendere da vicino il funzionamento pratico di un impianto, gli ambienti che lo compongono e come si succedono le diverse fasi, l’occasione si è rivelata anche una opportunità per scoprire un luogo storico della città e per fare il punto sulla pratica della cremazione oltralpe.
Una volta arrivati al cimitero della Guillotière, nel cuore del 7° arrondissement, si rimane impressionati dalla magnificenza dello stesso e dall’affascinante atmosfera di un luogo in cui si mescolano storiche lapidi dal sapore antico e curate tombe moderne, attraversato da grandi viali alberati, il principale dei quali conduce all’ingresso dell’edificio in stile accademico dei primi del ‘900 che ospita il crematorio. Progettato dall’architetto Etienne Curny, è il quinto costruito in Francia (il primo fu quello parigino di Père Lachaise che risale al 1889). Nonostante già nel 1890 Monsieur Augagneur, medico e sindaco della città, avesse emesso un bando per la costruzione di un crematorio a Lione, i lavori iniziarono solo nel 1908, sotto il governo dello storico sindaco Edouard Herriot, e terminarono nel 1913. L’urgenza era tale, come dimostra anche una petizione già lanciata nel 1894, che venne messo in funzione senza nemmeno una inaugurazione ufficiale!
Realizzato con due tipi di pietre differenti, una tenera “du Midi” nella parte superiore e una calcarea dura di “Chouin de Villebois”, proveniente dal vicino dipartimento di Ain nella regione Rhône-Alpes, in quella inferiore, la struttura rappresenta un vero e proprio patrimonio architettonico con la sua cupola in stile italiano, con il peristilio a cui si accede tramite una scala monumentale e con la sua pianta a forma di croce. Un edificio che si è evoluto con il passare degli anni e con il modificarsi delle esigenze: tra il 1984 e il 1989 viene acquisito un secondo forno, il vecchio camino viene sostituito con due più moderni in acciaio inox e viene creata una seconda sala per cerimonie in risposta alle crescenti richieste. Nel 2000 sono iniziate nuove opere di rinnovamento partite con la modernizzazione degli impianti e proseguite nel 2004 con lavori di recupero del peristilio, dove è stato creato un colombario per accogliere le urne, e con la realizzazione di un sagrato e di spazi verdi antistanti l’entrata principale che hanno conferito l’aspetto attuale. I lavori non sono terminati: la città ha deciso di continuare a investire, prevedendo opere per un budget complessivo di 3,5 milioni euro che serviranno a finanziare, da qui al 2013, l’ingrandimento della struttura, l’attivazione di un terzo forno e una nuova linea di filtrazione dei fumi.
La nostra visita è cominciata proprio dall’ingresso principale dal quale si accede direttamente alla prima grande sala per cerimonie multiculto che può ospitare fino a 200 persone e su cui campeggia la citazione del grande poeta francese Jean Cocteau “Le vrai tombeau des morts, c’est le coeur des vivants” (La vera tomba dei morti è il cuore dei vivi). Al centro della sala, sovrastato dalla volta della cupola, un sontuoso supporto in marmo accoglie il cofano per l’ultimo saluto di amici e parenti prima della cremazione. Scese le scale si trova invece la seconda sala per cerimonie, di dimensioni un po’ più piccole, ma molto accogliente con la sua volta in mattoni a vista, denominata “Omniculte”, a sottolineare ancora una volta lo spirito laico che caratterizza da sempre la civiltà francese. Visto anche questo secondo spazio, che può accogliere fino a una cinquantina di persone, ci siamo spostati nelle zone più “tecniche” in cui si trovano i due forni attualmente in funzione e dove ci è stato spiegato il principio della cremazione e le sue fasi. I due impianti attuali sono a gas e raggiungono una temperatura di 800-1000°C che assicura la disidratazione completa delle sostanze e la loro autocombustione. Il processo richiede circa un’ora e mezza. Le ceneri vengono poi trasferite in un polverizzatore che le sminuzza e che permette di raccoglierle direttamente nelle urne.
La guida ha dimostrato grande disponibilità nel rispondere a tutte le domande su durata, temperature e altri dettagli: ci è stato spiegato, ad esempio, che è necessario togliere le maniglie e ci sono state mostrate le attrezzature e le divise degli operatori, dall’aspetto un po’ “spaziale” per via delle caratteristiche ignifughe che devono necessariamente possedere. Attualmente non è possibile assistere direttamente o indirettamente alla cremazione, ma si stanno attrezzando per il 2013 sulla scia di altre strutture più all’avanguardia.
Si è poi passati al racconto di quale sia il destino delle ceneri che, una volta uscite dal forno, vengono innanzitutto poste in un’urna dotata di una targa su cui è riportato il nome del defunto e del crematorio e che possono essere conservate nel crematorio stesso o in un luogo di culto per una durata massima di un anno in attesa di una decisione definitiva sulla loro collocazione. Le possibilità tra cui scegliere sono diverse: l’affidamento alla famiglia, la deposizione in un colombario, in caveau per urne o in una tomba a terra, o infine la dispersione in un giardino della memoria o in un altro luogo scelto dal defunto che non sia una pubblica via. Ovviamente la decisione va dichiarata al Comune, così come ogni eventuale cambiamento di collocazione.
La visita si è conclusa con il ritorno nella sala principale dove sono state proiettate diapositive riassuntive che hanno dato a tutti il modo e il tempo di riflettere ed eventualmente di richiedere ulteriori chiarimenti. Siamo usciti soddisfatti da questa nuova esperienza che ci ha visti forse inizialmente un po’ titubanti, ma che si è rivelata invece molto istruttiva sia da un punto di vista storico artistico che sotto un profilo più strettamente tecnico. Ci auguriamo che simili esperienze possano essere replicate con successo anche nei numerosi crematori delle città italiane!
 

Evoluzione delle cremazione in Francia dal 1981

Qualche dato sulla cremazione in Francia

  • Nel 1980 meno di 1 famiglia su 100 sceglieva la cremazione.
  • Nel 2010 la cremazione riguarda più di 150.000 decessi all’anno, il 28% del totale.
  • Nel 1979 in Francia si contavano 9 crematori, oggi sono più di 134 (più 41 in fase di progettazione).

e in particolare a Lione

  • Si è passati da 33 cremazioni all’anno nel 1962 alle 1.600 attuali.
  • Le cremazioni riguardano il 49 % dei decessi.
 
Nara Stefanelli


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