La morte di Nico

This is the end

È stata la musa ispiratrice di Andy Warhol. Ha recitato una piccola parte ne "La Dolce Vita" di Fellini, ma soprattutto viene ricordata per la collaborazione con i Velvet Underground nel loro indimenticabile disco di esordio. Vita e morte, tra leggende e misteri, di Christa Paffgen, in arte "Nico", autentica icona del rock crepuscolare.

"Sono venuta per morire con voi"
Nico

Erano gli inizi degli anni ‘70 quando Christa Paffgen diede una svolta alla propria carriera. La collaborazione con i Velvet Underground le aveva regalato una immensa notorietà e, al contempo, le aveva costruito intorno una gabbia in cui i luoghi comuni erano divenuti più forti del suo talento. Con Desertshore, pubblicato nel 1970, Nico dimostrò di non essere solo l'elegante chanteuse dei Velvet Underground. La collaborazione con John Cale, produttore esecutivo del disco, si era rivelata alquanto fruttuosa. Le traiettorie musicali dell'artista di Garnant si adagiavano perfettamente sul cantato di Nico. Con la voce la cantante era in grado di creare melodie pungenti e, allo stesso tempo, inquietanti. Di fatto quel disco anticipò la grande stagione dark che avrebbe imperversato a cavallo tra la fine degli anni ‘70 e l'inizio degli anni ‘80.
Dopo la pubblicazione di Desertshore Nico riprese in mano la carriera di modella, il suo primo lavoro. Nel mainstream musicale fece ritorno solo per qualche rara apparizione, come quella del 1973 al festival del Bataclan con John Cale e Lou Reed, ma anche quella dell'anno successivo, al celebre concerto del 1 giugno con Kevin Ayers, Cale e Brian Eno al Rainbow: fece ancora una volta scalpore, rafforzando oltremodo l'alone di mistero e di inquietudine che da sempre circondava il suo personaggio. Sempre nel 1974 esce The End, un disco ancora più oscuro del precedente, che la vede interpretare una lugubre cover dell'omonimo classico dei Doors e una versione gotica di "Das Lied der Deutschen", l'inno nazionale tedesco.
Le sonorità dark che da sempre avevano contraddistinto le sue produzioni vennero messe da parte nel successivo Drama Of Exile. Il disco risente delle mille sfaccettature dei suoni del tempo: era il 1981, imperversava il post-punk, il movimento che stava cercando di portare a termine la rivoluzione musicale iniziata dal punk nel 1977. Nel 1985 l'artista dette alle stampe Camera Obscura, ancora con John Cale come produttore. L'obiettivo dei due era quello di riprendere le sonorità di Desertshore attualizzandole secondo le sonorità di quel tempo: il risultato fu contraddittorio, e comunque molto lontano dal pathos dell'originale.
Nico possedeva grandi doti drammaturgiche. Le sue performance erano in grado di stregare chiunque; nel tempo aveva affinato le sue qualità vocali e la sua bellezza diafana aveva conferito al personaggio un'aura da sacerdotessa dark. Amava presentarsi sul palco con un look spettrale, calamitando l'attenzione del pubblico con frasi ad effetto ("Un vero artista deve autodistruggersi, mi pare che io ci stia riuscendo"). L'attività dei concerti fu spesso interrotta, a causa dei problemi di tossicodipendenza. Le sue performance si alternavano a dichiarazioni inquietanti: "Non so bene come faccia a vivere. È una continua lotta tra me e me. È un dramma sentirmi come aliena a me stessa. Non ho alcun riferimento per capire chi io sia. Vivo come in un perenne esilio". In questo periodo Nico registrò due album live, Behind the Iron Curtain e Live in Tokyo, considerati "di culto" e a tutt'oggi introvabili.
Nel luglio del 1988 Nico morì in circostanze misteriose a Ibiza. La diagnosi fu quella di emorragia cerebrale, conseguenza di una banale caduta dalla bicicletta. Le sue ceneri vennero sepolte a Berlino, in un piccolo cimitero della foresta di Grunewald, vicino alla tomba della madre.
 
Marco Pipitone

Discografia:

Chelsea Girl (soundtrack, Polygram, 1967), 8
Marble Index (Elektra, 1968), 7
Desertshore (Reprise, 1970), 9
The End (Island, 1974), 7
Drama Of Exile (Cleopatra, 1981), 6
Camera Obscura (Beggar's Banquet, 1985), 5
The Blue Angel (anthology, Aura), 7
Live Heroes (Performance, 1986), 8
Live in Tokyo (Dojo, 1987), 8
The Classic Years (anthology, 1998)

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