La morte di Lux Interior, leader dei Cramps

The Garbage Man

"Ubriaco io? Non sono mai lucido... È diverso".
Lux Interior
Tra il 1975 e il 1978 a New York il sottobosco musicale stava prepotentemente acquistando forza. Gruppi quali i Ramones e i Talking Heads stavano tracciando la strada verso un nuovo modo di fare musica. La spinta creativa che animava la scena musicale di quel tempo generò gli stili più disparati, ma anche autentici modelli ai quali fare riferimento: Lux Interior, leader e fondatore dei Cramps, fu uno di questi.
Lux e la sua compagna, Poison Ivy Rorschach, sono stati i fondatori del gruppo il cui sound univa l’energia primordiale del rock alla ruvidità del punk di quel periodo. Vero e proprio trait d’union era però l’estetica del gruppo, che fondeva la trasgressione iconoclasta di Lux Interior con alcuni elementi tratti da film horror di serie B, autentica passione del cantante. “Quando ero un ragazzo”, amava ricordare, “prendevo l’autobus nei weekend, per andare al cinema. Vedevo di tutto. Almeno fino al giorno in cui dissi ai miei genitori che volevo vedere The Brain Eaters. I miei vecchi si opposero decisamente a questa mia scelta. Ricordo che mio padre disse a mia madre: The Brain Eaters? Che io sia dannato se lo lascerò andare a vedere questo film. Il ragazzo è già abbastanza rintronato”.
Di fatto i Cramps incarnavano l’antico spirito dell’oltraggio e, allo stesso tempo, palesavano un amore sfrenato per la cultura junk americana. La versione riveduta e corretta di Surfin’ Bird e la successiva Human Fly (ambedue classici minori degli anni ’50) avevano creato intorno al gruppo parecchie aspettative. I rumors delle radio locali e l’organizzazione sapiente di Alex Chilton fecero sì che il debutto della band al CBGB di New York fosse un trionfo. Il pubblico esterrefatto fu testimone dello spettacolo più macabro e sconvolgente mai visto sopra un palco: un vero e proprio rito pagano, con Lux che si contorceva e che saltava da un amplificatore all’altro come fosse “tarantolato”. L’artista, con la sua straordinaria carica magnetica, oltre ad ottenere uno straordinario successo personale catturò l’attenzione dei media, tanto da essere definito da un giornalista dalla stampa locale “the psychosexual werewolf/Elvis hybrid from hell”.
Quel concerto fu il preludio al primo album, Songs the Lord Taught Us, capolavoro assoluto e pietra miliare della New Wave. Ferocia e humor nero si coniugavano perfettamente con un innato senso dell’ironia.
Negli album successivi alcune cover li hanno resi famosi al grande pubblico: Strychnine, storica canzone dei Sonics, rivela il talento vocale di Interior, il quale la rimodella grazie ad una sezione ritmica (divenuta nel tempo un vero e proprio marchio di fabbrica) avvolgente ed altrettanto malata.
Le liriche di Lux evocano di continuo un mondo a luci rosse popolato da impiegati zombie, da giovani vampiri metropolitani, da padri assassini, da figure grottesche fortemente evocative che divengono protagoniste di un universo contrario, fatto di ribellione, dove la musica si trasforma in pretesto per gridare la propria esistenza.
La carriera dei Cramps non ha mai patito sbandate commerciali, nonostante i numerosi cambi di formazione: Lux Interior e Poison Ivy hanno perseguito il proprio modo di esprimersi con una certa coerenza, consapevoli di intendere la vita e la musica alla loro maniera. Nonostante il successo abbia voltato le spalle al gruppo da diverso tempo, i Cramps rimangono tra le band più influenti dell’intero panorama della musica rock. Il suono particolare della chitarra di Lux Interior è stato fonte innegabile di ispirazione per diversi artisti dell’era shoegaze (Jim Reid dei Jesus & Mary Chain e Sonic Boom degli Spacemen 3) e per la New Wave anni ’80 della quale sono stati indiscutibili protagonisti.
Erick Lee Purkhiser, in arte Lux Interior, è morto la mattina del 4 febbraio 2009 all’età di 62 anni. L’artista, che negli ultimi tempi aveva visto acuirsi alcuni problemi cardiaci, è spirato presso l’ospedale di Glendale, in California. Stando a quanto dichiarato dal comunicato stampa ufficiale della band, il decesso è avvenuto per cause naturali.
 
Marco Pipitone

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