tanatoprassi e di tanatoprattori



Ho letto con molto interesse la rubrica opinioni nel numero di luglio 2003 di Oltre Magazine in merito al concetto di "Tanatoprassi e Tanatoprattori".
Condividendo l'impostazione, ritengo possa essere utile un mio contributo nella materia di che trattasi, che qui di seguito riporto.
LA CAPACITÀ PROFESSIONALE IN MATERIA DI TANATOPRASSI: ABILITAZIONE ED ATTESTATO.

OLTRE MAGAZINE ha molto correttamente evidenziato che l'attività di tanatoprassi, la cui definizione è riportata nel recente disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 19 giugno 2003 (articolo 1, comma 1 e 2) "per tanatoprassi si intende un processo conservativo del cadavere (c. 1) … omissis …; i trattamenti di tanatoprassi possono essere eseguiti da tanatoprattore abilitato (c. 2) … omissis …" deve essere esercitata solo da personale abilitato.
Anche se è ovvio, è bene ricordare che l'abilitazione è di competenza dell'Università, del Ministero della Salute, del Ministero della Pubblica Istruzione, degli Enti Locali (ad esempio le Regioni). L'istituzione che esercita informazione/preparazione professionale rilascia "attestato-certificazione". In presenza di abilitazione, la capacità professionale acquisita con la frequenza degli studi legali e/o dei corsi di approfondimento si ritiene che possa permettere una maggiore competizione per il buon inserimento nel mercato del lavoro. Fare formazione dovrebbe essere di competenza di strutture dotate di organizzazione e di docenti abilitati nelle materie di studio attinenti la finalità del corso, che si conclude con l'acquisizione di uno specifico attestato.
L'Istituto Lombardo di Tanatoprassi di Milano ha assunto tale profilo.
Infatti il suo programma di insegnamento è basato su tecniche di toilette mortuaria, tanatoestetica e tanatoprassi, la quale oggi può essere insegnata ma non attuata, e ciò in attesa che il citato disegno di legge divenga legge. Il fare un uso distorto dell'attestazione acquisita in occasione della frequenza di un qualsiasi corso, la responsabilità è solo di chi agisce.
Questo Istituto, che ha già partecipato all'ultima Fiera di Modena e che forse aderirà alla analoga iniziativa del marzo 2004, reputa che i principi sopra esposti possano essere evidenziati in una delle relazioni che saranno oggetto di studio in tale futura occasione.
Con cordiali saluti.
DR. ANTONIO GIORDANO
AMMINISTRATORE UNICO
ISTITUTO LOMBARDO DI TANATOPRASSI




Mi difendo. In Italia ancora non esiste, o meglio non è praticabile, la professione del tanatoprattore. Bene, ironicamente parlando, d'ora in poi saremo preparatori di salme.
Vorrei specificare che, ai giorni nostri, esistono infermieri addetti alle sale mortuarie presso grandi ospedali che, sostituendo la figura del medico necroscopo, firmano documenti ed autorizzazioni. Fino a qui tutto bene.
Altro esempio, autoambulanze (di proprietà delle imprese funebri) che entrano in strutture ospedaliere conducendo il presunto "malato" al proprio domicilio, ma, verificando il certificato istat, l'orario del decesso corrisponde all'ora di uscita della lettiga. Fino a qui tutto bene.
Altro esempio, un imprenditore che lavorando senza protezioni ha infettato la propria moglie di epatite c facendola ricoverare con tutte le patologie del caso. Fino a qui tutto bene.
Altro esempio, imprenditori non vaccinati a rischio di epatite b. Fino a qui tutto bene.
Quello che effettivamente cerco di spiegare per chiarire la mia posizione è che dal mio punto di vista la formazione e l'informazione, se ben fatte, risultano sempre utili ed encomiabili; quindi, oggi esiste la soluzione a determinate tipologie di problemi quali macchie ipostatiche, rigidità cadaverica, gonfiore addominale, perdite di liquidi ed altro ancora. Nella formazione, studi sulla biologia e sul corpo umano non vengono assolutamente intrapresi con leggerezza. Se quindi la figura del tanatoprattore si è trasformata in preparatore di salme, anche la tanatoestetica diventa camuflage.
In conclusione vorrei specificare che nella mia valigia da preparatore di salme oltre ai prodotti specifici vi sono contenuti professionalità, serietà e segreto professionale, sempre da me applicati.
Non dimentichiamo che la cosa più importante, oltre alla dedizione ed al rispetto per la salma, è dar fiducia e supporto alla famiglia stessa.
FRANCESCA LUSSANA




Senza entrare nel merito delle varie e comprensibili affermazioni esplicitate qui sopra, vogliamo ribadire un concetto che, se la memoria non ci inganna, era ed è sottolineato dagli interventi di un noto "consigliere" del Ministro sulla materia: in attesa delle nuove disposizioni di legge la tanatoprassi non è ammessa, e quindi esercitabile, da chicchessia: attestato e certificazione di frequenza sono una cosa, abilitazione è cosa ben diversa. E, con profondo rispetto ed grande apprezzamento per la signora Francesca e per i positivi servizi che può fornire alle famiglie, riteniamo giusto garantire una buona e corretta informazione.
Va da sé il valore positivo di ogni serio intervento di formazione, come abbiamo sempre ribadito. Certo, nel settore, su molti aspetti sono frequenti disattenzione ed approssimazione che nessuno vuole sottacere o giustificare e che, ci auguriamo, le future normative contribuiranno a superare definendo velocemente tutti gli elementi utili per l'istituzione di questa professione, e per la sua formazione, senza gravarla di inutili orpelli e di oneri artificiosi.

Coccato e Mezzetti

Rotastyle - L'arte del prezioso ricordo

STUDIO 3A - Risarcimento Assicurato SRL

GIESSE

Infortunistica Tossani

Alfero Merletti - Studio Legale

Scrigno del Cuore

Tanexpo