La morte di Mark Sandman, leader dei Morphine

Il signore dei sogni

"Dov'è il rito? Dov'è il sacrificio?
Dammi la mia pozione"
Mark Sandman
Il nome di Mark Sandman non appartiene all'olimpo delle rock star. Al popolo della Mtv generation questo nome dice poco o niente, eppure Mark era un musicista molto apprezzato. "Low rock" era il termine con il quale amava definire le cose che suonava: una sintesi della sua passionalità, tesa nella ricerca di quelle corde che scuotono l'anima.
Dopo aver chiuso la parentesi musicale con i Treat Her Right, Sandman era alla ricerca di nuove sonorità. Ispirato dagli strumenti tradizionali africani elaborò un suono primordiale in cui i toni minimali del suo basso a due corde potevano dialogare con la ricchezza policroma degli strumenti a fiato. I Morphine nacquero in questo periodo, dall'incontro con Dana Colley (sassofonista) e con Jerome Deupree (successivamente rimpiazzato da Billy Conway alla batteria).
Mark Sandman aveva dato vita ad un sound coevo, in cui il soul e il jazz incontrano il rock generando un suono che nei primi anni '90 si scontrava con il trend di quei tempi; erano gli anni del "grunge"; Seattle aveva tracciato la strada. Gli anni '80 erano lontani, i suoni oscuri di quel tempo erano definitivamente morti. La musica era tornata sui propri passi, sembrava aver nuovamente abbracciato le sonorità spigolose delle chitarre: le sperimentazioni dei Morphine erano in quel momento fuori tempo.
Good esce nel 1992: Sandman trae ispirazione dai grandi maestri del blues moderno, Nick Cave, Gun Club, Tom Waits. Il disco è il connubio perfetto tra gli stili più disparati. Gli echi primordiali ottenuti dal continuo intreccio di strumenti apparentemente incompatibili avevano generato un sound crepuscolare, fatto di atmosfere dimesse, in cui il dialogo irregolare tra il sax e il basso sembra plasmare la struttura compositiva delle canzoni. Claire e On the other side sono la risposta di come sia possibile costruire un blues moderno, al tempo stesso colmo di tensione derivativa dalle vecchie composizioni anni '30.
Good è un disco in divenire, una prima parte di un viaggio nei meandri del blues che si compie nella sua totalità con l'uscita del secondo album dei Morphine, A Cure for Pain. Un progetto inevitabilmente più curato, i suoni pieni e accomodanti ne fanno un disco meno sperimentale rispetto al primo, che evolve verso una forma canzone più tradizionale. Il sassofono è ancora una volta il principale protagonista, mentre il canto, fluido e pastoso, di Sandman si mimetizza quasi dentro gli accordi, colorando pallidamente le atmosfere del disco. La matrice bluesy di A Cure for Pain si disarticola tramite i suoni evocativi di cantilene rituali che fungono da pretesto per i riff energici e rigogliosi come quelli dell'incedere sincopato di Buena fino a culminare in quelli dell'incalzante figura boogie di Thursday. La versatilità del sound trasforma continuamente l'identità dei Morphine. Mark Sandman confeziona per il suo gruppo uno dei dischi cardine degli anni '90.
Nel 1995 esce Yes, il terzo disco. Sandman, pur mantenendo nel suono una certa coerenza, è sempre più lontano dalle sperimentazioni degli esordi. Le canzoni sono più compatte, melodicamente più compiute, gli intrecci tra il basso e il sassofono stanno ancora una volta a dimostrare quello che è sempre più un acrobatico scambio di ruoli. La spinta percussiva degli strumenti è totale, a metà strada fra le orchestre di rhythm and blues e il rock and roll di fine anni '50. Al contempo il rimbombo ossessivo del basso di Mark trasforma le composizioni in qualcosa di evocativo che sembra non appartenere ad alcun genere. Whisper può sembrare un rosario gospel ed affonda gli artigli nelle radici del blues, Super Sex non è una canzone, è un brano recitato su un sottofondo musicale ipnotico e straniante. Yes sorprende per la complessità delle armonie, sempre più originali e al contempo sempre più sofisticate.
Nel 1997 esce Like Swimming, una raccolta che non brilla per originalità. Le sonorità adottate per questo disco risultano prive di qualsiasi forma e struttura, i brani sembrano costruiti in fretta e senza idee. La vena creativa di Sandman accusa una battuta di arresto. L'impressione è quella che il gruppo abbia subito in fase di produzione delle pressioni da parte della casa discografica per rendere il suono dei Morphine maggiormente commerciale ad uso e consumo della massa.
In attesa di decidere il futuro del gruppo, tra il 1998 e il 1999 Mark imposta un tour che lo porta in giro per il mondo: è infatti sul palco, come per ogni gruppo che si rispetti, che la filosofia dei Morphine diviene manifesta. Sandman è un animale da palcoscenico in grado di donarsi completamente al pubblico. È proprio durante il tour italiano nell'estate del 1999 a Palestrina, alle porte di Roma, che la morte bussa alla sua porta. Sandman introducendo il pezzo dice: "Grazie Palestrina di questa bella serata, è bello stare qui, vorrei dedicarvi una canzone super-sexi..."; il tempo di finire la frase e il frontman dei Morphine cade al suolo, tradito dal proprio cuore, lasciando sgomenti i compagni della band e il pubblico.
La fine dei Morphine si compie all'apice del loro successo commerciale, nel peggiore e più triste dei modi. Il fatto avviene pochi mesi prima dell'uscita di quello che per la band doveva essere il disco della consacrazione, The Night, che uscì postumo nel 2000. Un progetto praticamente pronto che Sandman riteneva potesse essere l'album del nuovo corso dei Morphine. The Night suona quasi come fosse un epitaffio: i consueti toni dilatati e notturni incrociano per la prima volta altri strumenti, altre voci, quasi fossero presagi su cui meditare.
Impossibile capire dove volesse arrivare Sandman, con i suoi Morphine. Di certo rimane il testamento di un artista geniale che nella sua follia compositiva ha gettato le basi e ha tracciato la strada per rielaborare ancora una volta, con gusto e con originalità, la musica rock.
 
Marco Pipitone

Discografia:

Good - 1992
A Cure for Pain - 1993
Yes - 1995
Like Swimming - 1997
B-Sides and Otherwise -1997
The Night - 2000
Bootleg Detroit (live) - 2000
The Best of Morphine: 1992-1995 - 2003

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