il cimitero marittimo dell'isola di capri

UN SEPOLCRO COME CASA E IL GIARDINO LETTERARIO

I cimiteri cristiano e acattolico di Capri sorgono ai piedi della parete rocciosa del Monte Solaro, sul versante settentrionale della costa che guarda il golfo partenopeo. L'intero complesso si estende sulle terrazze della contrada di Aiano di sotto, che affaccia sull'area portuale di Marina Grande a circa centotrenta metri sul mare. Nascosti all'ombra di cipressi e alberi d'alto fusto, in posizione protetta dai venti, i due cimiteri custodiscono i sepolcri di più di duemila anime.

Gli impianti, pressoché coevi, sono stati realizzati dopo il 1870, uno a ridosso dell'altro. La visita comincia dall'ingresso al cimitero acattolico che si trova ai piedi della scalinata; ciò che lo distingue dal camposanto cristiano è il differente valore antropologico e architettonico delle tombe, che esprimono un modo diverso di concepire il sepolcro, e il sito del sepolcro. Lo spirito anglosassone si immedesima nell'immagine di un giardino inteso come luogo di riposo e di raccoglimento, dove la rigogliosa vegetazione e le essenziali sepolture si integrano tra loro e guardano al paesaggio. Nel campo, dove sono interrati stranieri di ventuno nazionalità, la celebrazione funebre si traduce in numerosi esempi di monumenti in marmo: cippi, piccoli obelischi, sarcofagi con croci coricate, stele e mostre aperte sul mare. Così come gli avelli più significativi anche le lapidi delle tombe a terra e delle fosse più semplici portano incise espressioni letterarie che descrivono, in vita, l'animo dei defunti.

Nel cimitero cattolico, così come in molti dei sepolcreti mediterranei, è invece l'elemento costruito che predomina; il culto cristiano dell'ultima dimora che ospita le spoglie del defunto vede la presenza di una architettura funebre dalle diverse peculiarità, talvolta vicine alle tipologie edilizie e costruttive delle abitazioni dei vivi. L'orientamento e la distribuzione in lotti delle cappelle gentilizie sembrano imitare l'andamento insediativo tipico del territorio caprese, riproducendone i caratteri architettonici del luogo.

La qualità ambientale, la univocità del sito e la promiscuità dei valori storico-monumentali identificano l'insieme come un unico cimitero marittimo.

IL CIMITERO CATTOLICO

La storia delle due dimore ha origine nella seconda metà dell'ottocento, quando, com'è noto, prima con gli editti napoleonici di inizio secolo, poi con il Regio Decreto di approvazione della legge sulla sanità pubblica (1865), fu prescritta l'istituzione dei cimiteri comunali, sottraendoli alle normative del diritto canonico che fino ad allora aveva stabilito la sepoltura in luoghi consacrati quali chiese e spazi annessi.

Il progetto del vecchio cimitero cristiano fu redatto a Napoli nel 1874 dagli ingeneri M. Bottari e A. Giordano. La zona d'ingresso dell'area cimiteriale più antica è attraversata da un viale alberato centrale, che conduce alla Cappella Madre. Ai lati del sentiero si distribuiscono per lo più tombe a terra, la cui semplicità è esaltata da numerose figure votive a tutto tondo finemente decorate. Proseguendo alle spalle della cappella mortuaria e costeggiando il muro divisorio che delimita il suolo destinato alla congrega di San Filippo Neri (1888-1900), con relativa cappella, si arriva nella area più rappresentativa del cimitero cattolico. Ammirevoli esempi di cappelle gentilizie circondate da aiuole, da sontuose lapidi poste su basamenti gradonati e da tempietti in stile neoclassico. Molti di questi monumenti sono stati costruiti nei primi decenni del novecento secondo i magisteri della tradizione locale, e ognuno risente, in maniera diversa, di quelli che erano gli stili del passato e i gusti dell'epoca corrente. La tradizione costruttiva e l'abilità delle maestranze locali continuarono a ripetersi in età post-bellica, quando il cimitero di Capri fu oggetto di successivi interventi di ampliamento che interessarono le terrazze inferiori alla stessa quota, e quindi comunicanti, del cimitero acattolico.

NON ROMAN CATHOLIC CEMETERY

La presenza a Capri, nel tardo ottocento, di una cospicua colonia straniera, che qui approdava e vi soggiornava alla scoperta del mito romantico dell'isola, aveva fatto sì che fosse prevista una degna sepoltura anche agli ospiti d'oltralpe che ivi terminavano la loro vita terrena. Come era indicato nel progetto originario del cimitero comunale, una piccolo terreno sulla terrazza inferiore fu destinato alla costruzione del cimitero acattolico, fondato nel 1878 per volere dell'inglese George Hayward, segretario del comitato direttivo per oltre un trentennio. Nel decennio successivo a fianco della camera mortuaria fu costruita, su un' area di 16 mq, la Cappella della famiglia Cerio, ad opera di un uno dei più noti discendenti di questa, Ignazio, medico e illustre personaggio di Capri, che all'epoca curava frequenti rapporti con la comunità straniera presente sull'isola fino a ricoprire, nel 1898, la carica di presidente dell'istituzione. Nello stesso anno fu realizzato un successivo ampliamento di circa 360 mq su un appezzamento di fondo rustico al di sotto del vecchio cimitero e collegato a questo da una piccola scala. La gestione amministrativa e finanziaria del comitato incontrò momenti difficili dopo la prima guerra mondiale e, nonostante diversi tentativi di rinascita attraverso la compravendita (1936) di ulteriori aree di terreno limitrofe (600 mq) e la realizzazione di piccoli ampliamenti (1957), iniziò la lenta e progressiva incorporazione del complesso nel cimitero comunale, cessione che avvenne definitamene solo nell'ultimo decennio del secolo scorso.

Il giardino custodisce le spoglie mortali di illustri ospiti di religione anglicana, luterana, calvinista, greco-ortodossa ed ebrea, sepolti uno accanto all'altro. Numerosi sono gli esempi di monumenti funerari dove convivono e si affiancano lo stile classicheggiante e il linguaggio scultoreo nordeuropeo. L'unicità spirituale e linguistica del sito si riconosce nella composizione delle sculture che posano direttamente sulla nuda terra e nei dettagli degli ornati e delle decorazioni artistiche che valorizzano gli esemplari litici. Molte pietre tombali diventano pietre di lettura che riportano epitaffi e aforismi morali e identificano questa terra di defunti come cimitero letterario.

 
Gianvito Conte

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