In Lituania, a Vilnius

SCOPERTA UNA FOSSA COMUNE DEL PERIODO NAPOLEONICO (1812)

Una fossa comune fu scoperta verso la fine dell'autunno 2001 durante lavori di costruzione in un luogo già sede di caserme dell'Armata Rossa, presso la periferia nord di Vilnius (Verkiu Street, Siaures Miestelis Territory). In un primo momento furono prese in considerazione parecchie spiegazioni alternative, imputando questa fossa ai successivi insediamenti militari della regione (il periodo Zarista, Nazista o Stalinista), quindi rappresentanti dell'Ufficio della Procura Generale Lituana raggiunsero il sito e cominciarono a raccogliere resti. Alcune ossa umane furono ispezionate dall'Istituto di Medicina Legale. In ogni modo, alcune osservazioni iniziali su oggetti ritrovati sulle uniformi (in particolare bottoni con disegni dell'Aquila Imperiale e numeri di reggimenti) portarono alla conclusione che questa fossa era riconducibile alla Grande Armata comandata da Napoleone I. Ricerche storiche attribuirono rapidamente questa scoperta alla ritirata della Grande Armata che, partita da Mosca, giunse nel dicembre 1812 nella città di Vilnius, presidiata dalle truppe francesi.

L'Ambasciata Francese fu immediatamente informata di questa scoperta. Gli scavi cominciarono il 12 marzo 2002 e terminarono un mese dopo. Gli antropologi lituani compresero subito l'utilità di essere affiancati per questi scavi da antropologi francesi. Per questa ragione, il team dell'unità di ricerca di antropologia biologica (numero 6578, CNRS - Université de La Méditerranée), che precedentemente aveva sviluppato una certa esperienza negli scavi di fosse comuni, fu immediatamente informato della scoperta e degli inizi degli scavi. Il team francese arrivò sul sito il 22 marzo e partecipò agli scavi per tutta la loro durata.

L'obiettivo generale era di terminare gli scavi in breve tempo, al fine di consegnare al costruttore dell'edificio un'area "priva di scheletri". Le dimensioni della tomba - una trincea di circa 40 metri di lunghezza e 10 metri di larghezza, due metri sotto l'attuale livello del suolo, con una profondità di 1/1.5 metri, di sezione semicircolare (Aree 1 e 2, esaminate da lituani e francesi con diverse tecniche) - l'alta densità degli scheletri e le condizioni climatiche furono le principali difficoltà che dovettero essere affrontate.

A settembre fu esaminata una ulteriore area da una parte del team lituano. La lunghezza di questa trincea era di 30 metri, la larghezza di 6 metri; gli scheletri sono apparsi alla profondità di 2 metri dalla superficie attuale, per una profondità di circa 1 metro. Questo confermò le prime impressioni che la trincea fosse a forma di V e utilizzata dall'artiglieria francese: le testimonianze storiche confermano infatti che in quest'area, vicino alla strada, erano collocati due squadroni d'artiglieria francese, che formavano la seconda linea delle fortificazioni.

Il numero di individui accertato durante le ricerche condotte sull'Area 1 è stato di 717, con una densità di circa 7 corpi per metro quadrato. Siccome la densità sembrava identica per tutta la lunghezza della trincea, è stato possibile stimare fra i 2000 e i 3000 i cadaveri sotterrati in questa fossa. Ma un numero più preciso fu stabilito nel Dipartimento d'Anatomia, Istologia, e Antropologia della Facoltà di Medicina (Università di Vilnius), nel quale tutto il materiale raccolto fu pulito e asciugato, mentre i pezzi da cui si potevano trarre informazioni furono registrati e contati: 886 per l'Area 1, 979 per l'Area 2, 1000 per l'Area 3 e 404 per le zone non attribuite, per un numero minimo totale di individui di 3269.

I resti furono poi sottoposti a ulteriori analisi. In particolare, fu possibile accertare che 29 era il numero delle femmine sepolte nel sito, 18 le probabili femmine, 1883 i maschi, 22 i probabili maschi; mentre la determinazione del sesso dei restanti 1317 fu impossibile. Per quanto riguarda l'età, le osservazioni sul campo non hanno rivelato traccia di bambini in questa tomba comune, anche se alcuni scheletri possono essere attribuiti a individui piuttosto giovani, di meno di vent'anni. La gran parte dei sepolti aveva una età compresa fra i 20 e i 30 anni. Queste osservazioni sul campo permisero di confermare l'origine militare della tomba comune, e di invalidare l'ipotesi di una epidemia di tifo che uccise parecchi civili a Vilnius.

Le poche femmine fungevano da personale di servizio: dall'anno 1805 formalmente riconosciute come parte integrante dell'esercito, esse accompagnavano l'esercito francese, inclusa la campagna russa. Le loro funzioni erano regolamentate (vendita di tabacco, alcol e altre merci e ruoli di cuoche, lavandaie, assistenti medici) e condividevano le difficoltà della vita militare assieme ai soldati dell'esercito regolare. Molte fra di loro erano ben conosciute e rispettate nell'esercito. La presenza di parecchi minorenni conferma le informazioni storiche che attestano che anche nuove reclute erano arruolate nella Grande Armata.

Lo stretto contatto fra gli scheletri attesta poi che i corpi furono tutti seppelliti nello stesso tempo. L'accumulo di cadaveri ai due lati della fossa rivela che la trincea è stata riempita partendo dai lati. Gli scheletri scoperti al centro della trincea corrispondono a corpi che sono scivolati o rotolati sugli altri. È molto probabile che i cadaveri furono lanciati dal bordo della trincea. La posizione anatomica di numerosi scheletri fa credere con una certa convinzione che i cadaveri furono poco maneggiati; inoltre alcune posizioni sono notevolmente diverse da quella tradizionale del rigor mortis, e ciò suggerisce che il freddo intenso avesse congelato le vittime nella loro posizione di morte, mantenuta dal rapido sotterramento dei cadaveri.

Inoltre altri dati evidenziarono il quadro di crisi in cui maturò la necessità della fossa:

o sepoltura simultanea di cavalli e uomini: nell'area riportata alla luce, furono scoperti tre scheletri di cavalli in fondo alla fossa, a contatto con gli scheletri umani, e un equide più piccolo identificato come mulo;

o il sotterramento di cadaveri con addosso vestiti fu chiaramente rivelato dalla posizione di diversi resti d'uniformi al posto giusto: bottoni nell'area toracica; buchi di cintura nella zona lombare; frammenti di stivaletti all'altezza della tibia; suole di cuoio a contatto con le ossa del piede; il casco di un soldato che porta una coccarda di pelle raffigurante il tricolore francese all'altezza del cranio;

o la mancanza di armi rivela un disarmo o una ritirata turbolenta. Le analisi svolte sui bottoni permisero di stabilire che soldati e ufficiali di circa 40 reggimenti furono seppelliti in questa trincea: in linea di massima erano rappresentanti di fanteria lineare e di cavalleria. Furono inoltre identificati altri reggimenti di cavalleria comune, dragoni, artiglieria a piedi e reggimenti italiani, polacchi, bavaresi nonché la presenza della Guardia Imperiale. Una analisi storica più minuziosa è in corso.

In conclusione, queste osservazioni hanno permesso di collegare con sicurezza questa tomba comune alla ritirata dalla Russia da parte della Grande Armata, nel dicembre 1812. Questa scoperta diede conferma ai documenti storici che descrivevano il seppellimento di circa 37.000 soldati francesi deceduti in otto posti diversi da parte delle truppe di Koutouzov nelle trincee difensive costruite dalla guarnigione francese a Vilnius: "Sono stati seppelliti nella fossa che essi stessi hanno scavato". Agli inizi del XIX secolo il sito era piena periferia (3 km dal centro città). Il luogo per l'inumazione fu scelto bene (i primi di luglio 1812, le truppe francesi con l'aiuto degli abitanti del posto predisposero la difesa su una piccola collina): un sistema di trincee e di fortificazioni per l'artiglieria e la fanteria. Stando ai resoconti dell'amministrazione russa, i cadaveri furono sotterrati, all'interno di questo sito, in due posti diversi e il numero totale di corpi seppelliti fu di 7190 soldati e 112 cavalli. La localizzazione del secondo posto è piuttosto problematica, poiché oggi l'area è completamente urbanizzata. Il luogo era ideale per un semplice motivo: l'amministrazione russa temeva le epidemie e pertanto si affrettava a pulire la città, le strade, le piazze e le case, che erano sommerse da cadaveri. La trincea già pronta per l'uso era relativamente lontana dal centro città e, essendo vicino alla strada, facilmente accessibile. Quindi sembra che i seppellimenti avvennero qui dalla metà del dicembre 1812.

Le osservazioni sul campo corrispondono con l'estremo freddo inverno (-28°C il 6 dicembre, sotto i -30°C nelle notti di dicembre) registrato a Vilnius in questo periodo: ciò suggerisce che, più che le epidemie di tifo, era il freddo, con lo sfinimento e la fame (i soldati, durante la ritirata da Mosca, dal 16 ottobre all'8 dicembre, quando la gran parte giunse a Vilnius, dovettero percorrere 1000 km senza riposo, senza vestiti adatti a ripararli dal freddo, a corto di viveri e per di più attaccati ripetutamente dai Cosacchi), la causa maggiore della morte di così tanta gente (messe al confronto le perdite dovute al combattimento nella campagna russa furono 112.000, quelle durante la battaglia di Waterloo 32.000). In ogni caso, siccome le epidemie di tifo erano storicamente conosciute come una importante causa di morte durante il ritiro dalla Russia, l'analisi biomolecolare è al lavoro per stabilire il DNA dell'agente causa, com'è stato in precedenza evidenziato per altre infezioni.

Questo eccezionale campione osteologico sarà studiato in dettaglio in laboratorio prima del riseppellimento ufficiale, poiché rappresenta una singolare fonte di informazioni proveniente dal XIX secolo che riguarda la popolazione europea.



La versione originale dell'articolo è stata tradotta ed adattata da Matteo Misuraca e Mauro Felicori.

Gli autori sono dutour o., signoli m., adalian p., ardagna y., devriendt w., lalys l., Unità di Antropologia, UMR 6578 CNRS, Facoltà di Medicina dell'Università del Mediterraneo, Marsiglia; kuncevicius a., poskiene j., Dipartimento di Archeologia, Facoltà di Storia, Università di Vilnius; jankauskas r., barkus a., Dipartimento di Anatomia, Istologia e Antropologia, Facoltà di Medicina, Università di Vilnius; garmus a., Istituto di Medicina Legale, Università Lituana di Giurisprudenza; pugaciauskas v., Istituto di Storia della Lituania.


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