IL BEATO GIOVANNI XXIII

Ricordo del Papa Buono

Quaranta anni fa, esattamente alle 19,49 del 3 giugno 1963, moriva Giovanni XXIII, il Papa buono, come disse subito la folla che per giorni lo aveva silenziosamente vegliato in piazza San Pietro, con lo sguardo rivolto a quella finestra. Il 30 maggio aveva ricevuto il viatico e dopo qualche minuto di raccoglimento aveva detto, guardando il crocifisso: "Quelle braccia allargate di Gesù sono state il programma del mio pontificato. Un pontificato umile e modesto. Ma sono contento di quello che ho fatto. Ho cercato di amare tutti, ho voluto il bene di tutti…".

Lo ricordiamo oggi come il papa del Concilio Ecumenico Vaticano II: egli lo annunciò il 25 gennaio 1959 nella basilica di San Paolo, "per venire incontro alle presenti necessità del popolo cristiano… e per la ricerca dell'unità con le comunità separate". L'11 ottobre 1962 si aprì la prima sessione, con la presenza di 2500 Vescovi provenienti da tutto il mondo. Non ebbe il tempo di portarlo a termine perché un tumore lo aggredì violentemente e lo condusse alla morte in breve tempo.

Contemporaneo di John F. Kennedy, che morì assassinato nel novembre dello stesso anno, consegnò al mondo la grande enciclica Pacem in terris il Giovedì Santo del 1963, suscitando commenti entusiasti. Ma la spontaneità del suo cuore ce lo fa ricordare soprattutto per le sue visite ai bambini ammalati, ai carcerati, per il suo rapporto cordiale con tutti. Anche con le folle, a cui sapeva rivolgersi con semplicità e con immediatezza. Come quella sera che mandò una carezza a tutti i bambini rimasti a casa, in una notte di luna, a Roma.
 
Andrea Fontana

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