FAC Fratelli Resmini

La qualità assoluta

In tutte le categorie esistono figure che assumono una valenza carismatica e che, grazie a indiscutibili qualità professionali e alle proprie doti caratteriali, superano le naturali e giuste competitività e vengono unanimemente riconosciute come punti di riferimento per l'intero comparto. È il caso di Tino Resmini, produttore bergamasco di cofani funebri: un vero e proprio Maestro dell'intaglio la cui esperienza e le cui capacità sono state spesso messe al servizio di molti altri colleghi.
Arrivando nel piccolo insediamento produttivo di Lurano si percepisce immediatamente la sensazione di una grande efficienza e di una grande professionalità: il tutto, però, in una dimensione di assoluta semplicità e all'insegna di quella concretezza che fa davvero grande l'industria della provincia italiana. Tino Resmini è in compagnia della sorella Lidia, una presenza discreta ma fondamentale per l'organizzazione dell'azienda, e del nipote Giovanni, colui al quale è stato demandato il futuro di FAC Fratelli Resmini.
"Nel 1966, con mio fratello Giuseppe abbiamo dato una svolta imprenditoriale all'attività di mio padre, un piccolo falegname che, all'occorrenza, realizzava anche cofani funebri. Avevo frequentato la scuola per intagliatori, quindi mi dedicai a questo aspetto oltre che al disegno e alla organizzazione commerciale. Giuseppe ha seguito e continua a seguire la parte tecnica, occupandosi della produzione e della gestione dei macchinari, spesso elaborati e modificati personalmente grazie alle sue conoscenze e alle sue intuizioni. Ma oggi, in realtà, gran parte delle responsabilità gravano sulle spalle di mio nipote Giovanni, entrato giovanissimo in organico, al quale spetta il compito di consolidare e di sviluppare l'attività. La nostra è una azienda artigianale. Abbiamo una decina di dipendenti: quasi tutti lavorano con noi da molti anni, si sentono parte di una famiglia e insieme a noi, con il proprio impegno e con la propria fatica, hanno contribuito a costruire quello che oggi rappresentiamo sul mercato interno ed internazionale".

Vi si attribuisce la qualità assoluta.
"In un mercato per così dire a numero chiuso quale è quello dei cofani funebri, l'unica possibilità di emergere per una realtà come la nostra è quella di puntare tutte le proprie carte sulla originalità e sulla qualità realizzativa. Ogni nostro prodotto è caratterizzato, oltre che dal tipo di essenza utilizzata, da temi inediti e da forme nuove. Il valore aggiunto, poi, è rappresentato da una attenzione quasi maniacale per ogni dettaglio e dalla cura particolare dedicata agli intagli, tutti sgrossati con il pantografo manuale e poi rigorosamente rifiniti a mano. I nostri cofani funebri sono realizzati con assi intere, senza alcuna incollatura sulla sponda. Ogni prodotto nasce da legname proveniente da una stessa pianta, proprio per non correre il rischio di differenze di sfumatura impercettibili ai più, ma che non sfuggono certamente ad un occhio esperto. E analoga attenzione dedichiamo anche alle urne cinerarie".

Interviene Giovanni Resmini.
"Lavoriamo molto su essenze particolari, oggi difficilmente reperibili sul mercato. Voglio ricordare due legni africani, il bubinga, grosso albero a fusto cilindrico alto fino a trenta metri, e l'afrormosia, specie protetta di difficile reperibilità e caratterizzata da un peso specifico particolare e da un colore bruno dorato di rara bellezza. E poi il mogano sapelli, il leon e i più tradizionali frassino e rovere. Ogni pianta viene selezionata direttamente da noi presso l'importatore ed assistiamo personalmente al primo taglio".

Legni pregiati che certamente saranno stati utilizzati in occasione della scomparsa di personaggi celebri.
"In bubinga è il cofano funebre che abbiamo realizzato per accogliere le spoglie di Ayrton Senna, il campione di Formula Uno venuto a mancare nel 1994. E altri nomi illustri (il Conte Agusta, la soprano Renata Tebaldi, il cantante Luciano Tajoli, ...) riposano in un cofano Resmini. Fino al 1976 abbiamo gestito anche una piccola Impresa Funebre a Treviglio, cittadina nota per aver dato i natali a Giacinto Facchetti, indimenticabile capitano dell'Inter e della Nazionale. Abbiamo un catalogo che viene periodicamente rinnovato, ma non è raro che ci venga chiesto di rimettere in produzione modelli realizzati in un passato anche non recente: è il segno che, probabilmente, abbiamo scritto in Italia un pezzo di storia e di tradizione del cofano funebre!".

Il futuro.
"Questo è un momento particolare, di trasformazione e di evoluzione per l'intero comparto. Noi continueremo a fare bene ciò che sappiamo fare, in una logica naturale di crescita e di sviluppo. Il cofano è l'elemento centrale del Rito di Commiato: è un valore che va tutelato contro ogni tentazione di livellare verso il basso gli standard del servizio funebre. Occorrono precise regole costruttive, per difendere il patrimonio rappresentato da un prodotto italiano che ci rende grandi nel mondo e che deve continuare a trovare nuove opportunità e nuovi mercati. Anche su questo obiettivo è orientata l'attività di Assocofani, cui siamo orgogliosi di appartenere e all'interno della quale profonderemo il massimo impegno per dare un piccolo ma determinante contributo".
 
Carmelo Pezzino

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