Della Chiesa di San Gerolamo alla Certosa

Online il modello 3D




Da qualche mese è disponibile on-line il modello 3D della Chiesa di San Girolamo alla Certosa, realizzato dall’Istituzione Musei Civici grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna nell’ambito del protocollo d’intesa triennale siglato con il Comune per la conservazione e per la valorizzazione del cimitero cittadino.
Per navigare all’interno è sufficiente collegarsi all’indirizzo www.certosadibologna.it/museo_virtuale/museo_virtuale.html e scaricare gratuitamente - solo all’atto del primo collegamento - un player, ossia un apposito sistema di visualizzazione.
Non si tratta semplicemente della ricostruzione virtuale tridimensionale della chiesa, poiché è possibile muoversi liberamente in un ambiente fedelmente ricostruito, soffermandosi dove si crede e volgendo lo sguardo nella direzione che si preferisce, senza subire passivamente, come in un filmato, le scelte del regista. In questo tipo di modello 3D, navigabile in tempo reale, è l’utente a decidere cosa inquadrare e cosa approfondire: la cappella diventa dunque una sorta di “spazio multimediale” interattivo in tre dimensioni.
È anche possibile interagire dinamicamente con i contenuti: cliccando in alcuni punti sensibili si accede a schede di approfondimento, a immagini e a contributi multimediali relativi ai quadri, alle sculture e alle altre opere d’arte della chiesa che, fondata nel 1334 come fulcro fisico e ideologico del convento certosino di cui faceva parte, costituisce oggi il “tempio artistico” del Cinquecento e Seicento bolognese.
Tra gli esempi più significativi di questo periodo si ricorda la decorazione pittorica e a stucco del presbiterio, dovuta a Bartolomeo Cesi (1566-1629) - e databile alla fine dell’ultimo decennio del Cinquecento - nonché gli arredi, tra cui lo splendido coro intarsiato, risalente al 1539 e firmato da Biagio De Marchi. Da segnalare inoltre il grande ciclo di dipinti dedicati ad episodi della vita di Cristo e collocati lungo tutte le pareti. Le grandi tele, delle dimensioni di circa 450x350 cm, furono commissionate alla metà del XVII secolo ai più importanti pittori bolognesi, fra cui i due Sirani, Giovan Andrea e la figlia Elisabetta, Giovan Francesco Gessi, Giovanni Maria Galli Bibiena, Lorenzo Pasinelli, Domenico Maria Canuti e il napoletano Nunzio Rossi.
Di tutte queste opere, così come di quelle conservate nelle cappelle laterali dedicate all’Annunziata, alle Reliquie e a San Giuseppe, che furono aggiunte all’unita navata della chiesa a partire dal 1349, sono disponibili schede di approfondimento, raggiungibili mediante un semplice doppio clic sulle corrispondenti immagini. Esse sono arricchite da un’ampia selezione di opere dei medesimi autori, ma custodite nei diversi musei bolognesi, insieme alle loro dettagliate biografie.
A breve verranno aggiunte anche le schede biografiche di Ludovico Carracci, del Guercino, di Giuseppe Maria Crespi, formando così, insieme al materiale già presente, il più importante database on-line sull’arte e sulla storia bolognese.
 
Martina Mandrioli


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