il cimitero monumentale

Museo a cielo aperto della storia di Milano

Nei suoi viali le opere dei più grandi autori, da Medardo Rosso a Giacomo Manzù, da Lucio Fontana a Giò Pomodoro, e di architetti quali Marcello Piacentini e Giò Ponti. Si sfoglia il libro d'oro del capitalismo italiano, dai Pirelli ai Campari, dai Falck ai Rizzoli.
L'idea di istituire nella città di Milano un unico e grande cimitero per sostituire i numerosi ed insalubri cimiteri periferici nasce già nel 1837. Si concretizza però soltanto nel 1862, dopo l'indipendenza dalla dominazione austriaca, con l'approvazione del progetto presentato da Carlo Maciachini, architetto lombardo già di notevole prestigio.

I lavori di costruzione iniziano nel 1863 su un'area iniziale di 180.000 mq. Nel 1870 viene completato il recinto in muratura, nel 1874 l'ossario e nel 1877 il Famedio, prospiciente l'ampio piazzale d'ingresso e costituente il fulcro di tutta la struttura.

Nel corso degli anni il Monumentale è stato ampliato più volte fino a raggiungere le dimensioni attuali di circa 250.000 mq. comprendenti gli edifici di ingresso, 20 reparti colombari, ossari e cinerari, sezioni “rialzate” rispetto al livello del terreno, fasce laterali e due aree, cimiteri dentro il Cimitero, destinate agli acattolici ed agli appartenenti alla religione israelita.

Il cimitero è percorso in tutta la sua lunghezza da un viale centrale che lo divide in due parti simmetriche e che, inframmezzato dall'ossario e dalla necropoli, si conclude di fronte al tempio crematorio, dovuto alla munificenza di Alberto Keller, che stanziò una somma cospicua affinché a Milano fosse introdotta la pratica della cremazione. Il tempio, inaugurato nel 1876, a due anni dalla morte del suo ispiratore, costituisce il primo impianto crematorio d' Europa.

Oggi una visita al “grandioso cimitero”, come lo chiamò la giunta municipale milanese decidendone la costruzione, offre le emozioni di un viaggio fra infiniti capolavori. Questa sensazione si coglie già esaminando l'archivio del Monumentale, dove è possibile rinvenire fotografie originali d'epoca, bozzetti e disegni di artisti famosi che, per la loro ricchezza e completezza, sono uniche nel loro genere. Nei viali del Monumentale si affollano opere di autori celebri, da Medardo Rosso a Giacomo Manzù, da Lucio Fontana a Giò Pomodoro. Le cappelle portano firme di architetti quali Marcello Piacentini e Giò Ponti. Percorrere i viali ordinati, dove si può sfogliare il libro d'oro del capitalismo italiano, dai Pirelli ai Campari ai Falck, dagli editori Rizzoli ai banchieri Manusardi, svela un aspetto dell'anima meneghina. Il meglio della scultura dell' 800 e del 900 è lì, e anche una buona fetta di architettura contemporanea.
Il Cimitero Monumentale, con più di 75.000 sepolture, rappresenta una delle ricchezze di Milano per i suoi contenuti storici, artistici, architettonici, che lo rendono, con i suoi 80.000 visitatori all' anno, una delle principali destinazioni turistiche della città.

Si tratta, di fatto, di un museo all' aperto, la cui gestione e conservazione è resa complessa dalla convivenza fra la destinazione a luogo di sepoltura, tuttora attiva, con l'esigenza di tutelare la struttura dal degrado indotto dal passare del tempo unito all'alto tasso d'inquinamento cittadino.

L'azione intrapresa già da qualche anno dall'Amministrazione Comunale è stata perciò indirizzata su più fronti, al fine di promuovere la conoscenza del patrimonio storico-artistico, puntando sulla valorizzazione culturale del cimitero. Da qui l'avvio, a partire dal 1998, delle visite guidate, percorsi “a tema” organizzati dal Comune, iniziativa che ha riscosso un notevole successo di pubblico tanto che, a partire dal 2001, al ciclo primaverile se ne è aggiunto uno autunnale. Nel corso dell'anno 2003 il Monumentale è stato inserito nell' ambito della “Giornata FAI di Primavera”, ottenendo anche in questo caso un favore quasi inaspettato che fa ben sperare per il ripetersi dell'iniziativa in futuro. Da qui, ancora, gli interventi di restauro conservativo su sepolture di notevole pregio artistico che versano in condizioni critiche operati dall' Amministrazione ogni anno. Si è reso così possibile il recupero di opere di artisti quali Medardo Rosso, Enrico Butti, Ernesto Bazzaro, Eugenio Pellini, Angelo Biancini, Achille Alberti, Leonardo Bistolfi e Carlo Da Nova. Da qui, infine, il progetto, estremamente ambizioso data l'ampiezza del patrimonio artistico esistente, di procedere ad una prima schedatura dei monumenti particolarmente importanti per poter poco per volta arrivare a conoscerne lo stato di fatto.

Solo con il sostegno e la partecipazione dei privati, in particolare dei concessionari delle sepolture che si trovano in stato precario, potrà tuttavia essere raggiunto l'obiettivo del recupero del cimitero. Ecco perché già dal 1999 si sta procedendo all'individuazione delle sepolture abbandonate per rintracciarne i concessionari originali o, nella quasi totalità dei casi, gli eredi, ingiungendo loro l' effettuazione dei lavori necessari a riportare ogni giardino, sarcofago od edicola al fasto originale. Opera non semplice per il lavoro “certosino” operato dagli uffici comunali, lavoro fatto di ricerche anagrafiche, invio di lettere, presa di contatti telefonici, … . Qualche primo, importante, risultato è stato tuttavia raggiunto, anche se è ancora lunga ed irta di difficoltà la strada da percorrere per riportare il Cimitero Monumentale a “simbolo della milanesità”.(a cura dei Servizi Funebri del Comune di Milano)

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