A PoznaŃ, dal 30 novembre al 2 dicembre

Memento 2012/01

Per la prima volta la manifestazione polacca “Memento” si è tenuta nella città di Poznań, dopo essersi svolta per cinque edizioni a Varsavia. Il trasferimento è stato in realtà il risultato della cessione del marchio all’Ente Fiera di Poznań. Per la cronaca in questo quartiere fieristico era già in essere la rassegna Necropolis, realizzata dalla per la prima volta nel 2010. La presenza di ben tre esposizioni del settore funerario nello stesso Paese (Memento e Necropolis dovevano infatti vedersela anche con la storica rassegna Necroexpo di Kielce) devono aver indotto gli organizzatori a rivedere programmi e strategie, anche in considerazione di risultati non propriamente eclatanti, e a pensare di unire forze e competenze concentrando il tutto in un unico evento. Scelta sicuramente encomiabile quella di porre un freno alla frammentazione del mercato, soprattutto in questi momenti di crisi in cui il potenziale espositore è molto più attento a valutare dove essere presente, optando per quelle situazioni che, anche per la loro storia e per la loro tradizione, danno una certa garanzia di risultato in termini di contatti e di immagine; non è più il tempo delle sperimentazioni e degli investimenti incerti, le aziende non si possono più permettere di disperdere risorse ed energie in operazioni dal dubbio riscontro. E questo vale non solo nel panorama delle manifestazioni del settore funerario: si tratta infatti di un problema che investe le fiere commerciali di tutti i comparti e ad ogni latitudine. 
L’Ente Fiera di Poznań si sta imponendo sulle altre realtà della Polonia acquisendo un ruolo di leader, testimoniato dalle oltre 80 esposizioni programmate annualmente, molte delle quali a livello internazionale, che vedono la presenza di centinaia di migliaia di visitatori, di cui una buona parte provenienti dall’estero. D’altronde lo spirito del commercio è nel DNA della città che è stata un importante centro di scambi fin dal Medioevo. Ed anche oggi, considerata seconda solo a Varsavia come fulcro economico anche in virtù di una efficiente rete stradale e ferroviaria, è tutta un fermento di attività e di cantieri, tanto che fonti statistiche attestano che a Poznan vi sia il livello di disoccupazione più basso di tutto il Paese. Un fervore che si riflette nello sguardo vivo della gente, nella vitalità e nell’allegria dei tanti giovani che affollano i numerosi locali del centro storico, consapevoli di essere i protagonisti di una nuova era in cui sentirsi europei non è più un sogno, ma una entusiasmante realtà, un senso di appartenenza aperto ogni tipo di possibilità che offre innumerevoli prospettive di un futuro diverso da quello delle generazioni passate, basato sulle proprie abilità e sulla capacità di cogliere opportunità e occasioni.
Dal punto di vista turistico la città è un vero gioiellino, una località che merita da sola il viaggio. Le origini di Poznań si perdono nella notte dei tempi, ma è attorno all’anno 1000 che inizia a diventare un centro di una certa rilevanza, tanto che per un periodo, finché non venne saccheggiata e distrutta da invasori residenti nei territori vicini, assunse anche il ruolo di capitale. Il suo sviluppo tuttavia non si arrestò e l’alto Medioevo vide il suo periodo di massimo splendore grazie all’apertura di una tratta commerciale che collegava l’Europa occidentale alla Lituania. La piazza Stary Rynek, ovvero del Vecchio Mercato, cuore pulsante della città, risale proprio a questo periodo. Le caratteristiche casette colorate, che sembrano uscite direttamente da un libro di favole, furono in origine edificate dagli antichi mercanti che qui avevano il loro banco per svolgere la propria attività e che per comodità o per il freddo dei mesi invernali ebbero l’esigenza di costruirsi anche un riparo. I banchi divennero così delle botteghe e quelle che dovevano essere poco più che capanne divennero a poco a poco delle case vere e proprie che i mercanti abitarono stabilmente con le proprie famiglie. Al centro della grande piazza vi è il Municipio, altro edificio che per la sua foggia, che ricorda un po’ un castello incantato, potrebbe trovare una degna collocazione a Disneyland. La principale attrazione turistica del palazzo del municipio, che affascina soprattutto i bambini, è l’orologio della torre che a mezzogiorno vede scandire i rintocchi da due caprette che per dodici volte si prendono a cornate. La leggenda narra che queste due capre, diventate il simbolo della città, siano miracolosamente sfuggite allo spiedo allestito per inaugurare l’orologio e proprio nella torre abbiano trovato il proprio nascondiglio. A pochi passi dall’affascinate piazza si trova il complesso barocco dell’ex collegio dei gesuiti con la chiesa di San Stanislao, un’opera di grande pregio artistico e di forte impatto estetico.
Una bella sorpresa per noi ospiti occidentali è rappresentata dal costo della vita. La Polonia, infatti, pur facendo parte della Comunità Europea, non ha ancora adottato l’euro e ci sono forti pressioni interne affinché lo złoty rimanga in vigore in modo da favorire sia le esportazioni che gli investimenti di capitali stranieri, attratti dal basso costo del lavoro. Una vera panacea per il visitatore straniero che può soggiornare in ottimi hotel e frequentare buoni ristoranti a prezzi molto contenuti. A proposito di ristoranti non possiamo non citare gli eccellenti piatti della cucina locale che hanno allietato le nostre giornate di lavoro: dai pierogi, una sorta di agnolotti ripieni in modi diversi, alle calde zuppe, ideali viste le temperature piuttosto rigide, alle pyry z gzikiem, patate al forno ricoperte di una particolare crema di formaggio, per finire con i vari dolci, dai rury poznanskie, simili a biscotti artigianali, ai rogal świętomarciński, ovvero i dolci di San Martino, tipici di questo periodo, un mix tra un cornetto e uno strudel con un ripieno di nocciole. E il tutto annaffiato da favolose birre di produzione locale! Simpatica curiosità: il ristorante Brovaria, che possiede anche una propria fabbrica di birra, per non confondere i clienti con l’imbarazzo della scelta, propone un simpatico trio di boccali-degustazione con tre diverse qualità della bionda bevanda. Un’idea decisamente apprezzabile e personalmente molto apprezzata!
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Coccato e Mezzetti

GIESSE

Infortunistica Tossani

Urna Concept

Scrigno del Cuore

TANEXPO