Le esposizioni d’autunno in Francia e Olanda

Da Lione a Gorinchem

L’autunno apre, come sempre, la stagione delle fiere. L’attesa è abitualmente grande ma raramente delle vere novità riescono a scuotere il torpore soddisfatto che troppo spesso contraddistingue negativamente il nostro settore. Era evidente che dopo il trionfo, riconosciuto da tutti ad eccezione di qualche raro bastian contrario che non manca mai, dell’ultima edizione di Tanexpo non sarebbe stato facile trovare stimoli nelle manifestazioni successive all’appuntamento bolognese. Ebbene, il seguito ci ha riservato, come vedremo, delle sorprese di grande rilievo.

Tutto è iniziato a Lione dove dal 22 al 24 settembre Funexpo, la fiera organizzata da una delle due federazioni d’Oltralpe, ha riscosso un discreto successo, soprattutto se si considera la sua vocazione piuttosto regionale. Il che non ha impedito a molti imprenditori delle altre regioni francesi, comprese quelle d’Oltremare (Guadalupa, Martinica, Réunion, Tahiti) di fare il viaggio in “metropole”, come viene chiamata la Francia europea dai francesi dei vari territori sparsi per il mondo, ultimo retaggio di una presenza molto più importante sino agli anni ‘50 del secolo scorso quando l’impero coloniale ha cominciato a sfaldarsi a cominciare dall’Indocina francese per finire con l’impero sovietico e le sue brutalità imperialistiche (Ungheria, Cecoslovacchia, Polonia....) ampiamente giustificate e lodate, illo tempore, da personaggi eminenti della “Repubblica del Bel Paese”. Costoro avrebbero, successivamente, fatto (poco) onorevole ammenda tentando così di salvare maldestramente la faccia. Tali comportamenti dimostrano ampiamente che, come vuole la saggezza popolare, il lupo perde il pelo ma non il vizio. Un po’ com’era successo qualche tempo prima quando soggetti che durante il famoso “ventennio” avevano aderito ad esso con entusiasmo  si ritrovarono tra i più accaniti “anti” nel vano tentativo di ritrovare una verginità ormai perduta (e non apparentemente recuperabile col viaggetto in una clinica di Casablanca) riproponendo sotto mentite spoglie - un po’ ingentilite è vero - la stessa boriosa arroganza dei predecessori alimentata da una inestinguibile sete di  facile arricchimento. Così va il mondo... Il bilioso Napoleone non aveva tutti i torti affermando che solo gli imbecilli non cambiano d’avviso. Anzi, nella penisola delle banderuole tutti i venti tirano nella buona direzione!
Ritorniamo, tuttavia, alla “capitale des Gaules”, come viene definita la bella Lione, dove i “duumviri” - i Presidenti Roger Schvartsman e Alain Hoffart che reggono la FFPF (Fédération Française des Pompes Funèbres) - ci hanno riservato un’accoglienza estremamente calorosa. Tra i prodotti proposti qualche bella urna (interessanti quelle per motociclisti: caschi, pistoni, stivali ...) e gli arredi funebri di Biagio Orefice uno dei tre  espositori italiani con Pilato e Professional Fashion Service. Anche tra i visitatori pochissimi gli italiani.

L'Esposizione di Gorichem

Cambio valigie e via a Gorinchem, per Uitvaart Vakbeurs, la fiera olandese tenutasi dal 28 al 30 settembre rivelatasi una splendida sorpresa. Stessa musica, tuttavia, per quanto riguarda i connazionali. Praticamente inesistente la presenza internazionale in genere, e anche qui quasi totalmente assenti  gli Italiani. Anche riguardo agli espositori, deserto pressoché totale se si eccettua la Ceabis (Gruppo Vezzani) con Daniele Bertoncello ai comandi ed, indirettamente, Biemme Special Cars con il distributore locale  e la Art Funeral Italy tramite la struttura svizzera. Situazione invero desolante che ci fa rimpiangere i tempi in cui i nostri connazionali erano onnipresenti. Mala tempora currunt (corrono brutti tempi) per dirla col grande arpinate Cicerone. Probabilmente si tratta dello specchio di una situazione generale caratterizzata da incertezze, paure, bastonate fiscali e frustrazioni che manifestamente esistono, eccome, nonostante i proclami trionfali dei capi di turno. Tanto più scioccante tale attitudine se paragonata al dinamismo quasi insolente delle aziende batave che traggono profitto da una legislazione pragmatica lontana mille anni dalle farraginosità, generalizzate ed  insopportabili, della normativa italiana.
È  anche ben noto che gli olandesi, da sempre vicini alla natura, hanno sviluppato una grande sensibilità ecologica. Il risultato è che i funerali “verdi” aumentano continuamente talvolta anche in forme suggestive come nel caso in cui la cassa, semplicissima ed ornata di un semplice mazzo di fiori di campo, viene portata alla sepoltura su di carretto da lavoro agricolo tirato da un mite bue. Non mancano, ovviamente, i carri tirati da cavalli o le piattaforme  basse, su cui porre il cofano, collegato alla sbarra di una bicicletta per un trasporto “pedalato”. E ci sono pure le vetture di lusso, compresa una Rolls Royce. In tali casi, come con i cavalli, è previsto un protocollo molto stretto con tanto di personale in abito da cerimonia. Originali anche i cuscini copricassa che propongono soluzioni alternative ai fiori come, ad esempio, una elegante composizione formata da tanti bigliettini con pensieri d’addio.
I cofani sono realizzati con i materiali più svariati: legno, vimini etc. Del resto la cassa  non è tassativa per un funerale, è possibile, in Olanda, avvolgere il corpo in un tessuto (un espositore esponeva una bella coperta di lana di pecora) ed inumarlo senza altri contenitori. Resta da vedere che cosa succeda in seguito a livello, ad esempio, delle falde acquifere, visto che la tanatoprassi, in cui si impiegano ancor oggi molti fluidi a base di formalina, sta rapidamente prendendo piede anche nei Paesi Bassi.
Tra i cofani ne segnaleremo alcuni predisposti per accogliere i corpi in posizione fetale, ossia posti sul fianco e con il tronco ed i polpacci piegati rispetto alla coscia formando una specie di “zeta”. Abbiamo visto addirittura un modello tagliato ad hoc per seguire tale configurazione. Molti altri i cofani particolari in mostra, alcuni in legno grezzo, molti policromi, moltissimi in vimini intrecciati. E poi grandi “ceste” a forma di nido d’uccello in cui adagiare il defunto.
Ce lo diceva già Dirk Van Vuure (l’ex Presidente della FIAT –IFTA di nazionalità olandese)  molti anni fa: “nei Paesi Bassi è assolutamente possibile avvolgere il corpo in carta di giornale e portarlo in bici al cimitero”. Non si creda, peraltro, che tali pratiche influenzino il costo di un funerale, che si aggira mediamente attorno agli 8.000/8.500 euro senza le spese cimiteriali, variabili in funzione delle diverse opzioni.  
La scelta di tombe ed urne è vastissima. Gli olandesi fanno sfoggio di una creatività inesauribile nella scelta e nel design dei  diversi materiali (pietra, vetro, metalli, plastiche... lavorati nelle forme più svariate). Tra le urne interessantissima una concepita per la dispersione delle ceneri. Alta circa un metro e mezzo, di forma cilindrica con un diametro di una decina di centimetri (una specie di grande bastone da passeggio) consente di liberare le ceneri mentre si passeggia, ogniqualvolta viene esercitata, grazie ad un dispositivo integrato al pezzo, una pressione dall’alto verso il basso. Le ceneri del caro estinto possono quindi essere rilasciate lungo il percorso della sua camminata preferita o nel bosco in cui egli amava girovagare o portare a spasso il cane.
Non è mancata a Gorinchem la presenza di Tanexpo per far conoscere e promuovere Miami Funer, l’evento che organizza in Florida dal 14 al 17 marzo 2017, che è stato al centro dell’attenzione di numerose aziende interessate a far parte dei i protagonisti del salone d’oltreoceano.
Uitvaart Vakbeurs è stata attentamente valutata ed apprezzata da 6.500 visitatori che hanno affollato per tre giorni (undici ore i primi due e otto il terzo!) i corridoi del bel centro di esposizioni di Gorinchem.
S’è trattato di una delle più belle fiere viste negli ultimi anni e, piena la testa di proposte nuove ed originali, lasciamo, diretti a Mosca, la terra dei tulipani nonché dei “polder” e dei formaggi.

 
Il Viaggiatore


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