la Seconda Giornata Europea dei Musei a Cielo Aperto

UN INCONSUETO VIAGGIO NELL'ARTE E NELLA MEMORIA

Il Monumentale di Milano per il terzo anno ha aperto per una intera giornata offrendo ai cittadini visite guidate gratuite, iniziative culturali e musicali e, per chiudere, il concerto di Morgan nel piazzale davanti al Famedio.

Domenica 5 giugno è stata, per i visitatori del Monumentale, una giornata ricca di opportunità per vivere intensamente uno dei luoghi che meglio rappresentano il patrimonio culturale, storico ed artistico del capoluogo lombardo. Visite guidate gratuite, mostre di fotografia e di scultura, un concerto gospel, le premiazioni dei Concorsi promossi dall'Assessorato e, in serata, il grande concerto di Morgan preceduto dalla esibizione del gruppo Jesus From Ibiza. Questi gli appuntamenti della Seconda Giornata Europea dei Musei a Cielo Aperto che - organizzata dal Comune di Milano con il patrocinio della Commissione Europea e del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali e con il contributo dell'Asce - ha visto iniziative analoghe realizzate in altre 23 città europee fra le quali Bologna, Genova, Roma, Berlino, Barcellona.

"Il Monumentale è stato di nuovo protagonista di una intera giornata dedicata alla cultura e all'arte per tutti i cittadini, milanesi e non, che in circa 10.000 hanno voluto scoprire ed ammirare il suo enorme patrimonio storico-artistico. Le molteplici iniziative cultuali e musicali hanno avuto l'obiettivo di affermare ancora una volta l'importanza del Monumentale come luogo d'arte e simbolo della città, dove ospitare anche eventi di livello, mai realizzati prima, come un grande concerto serale di musica leggera e acustica, sempre e comunque rispettando il luogo e ciò che rappresenta". Giulio Gallera, Assessore ai Servizi Funebri e Cimiteriali, ha anche fortemente voluto i due Concorsi, di scultura e di fotografia, che nel corso della giornata hanno vissuto le rispettive cerimonie di premiazione. "La decisione di organizzare e promuovere il concorso 'La Forma Oltre l'Infinito', per la realizzazione di una scultura destinata ad abbellire uno dei cimiteri di Milano, è nata dalla volontà di riprendere la tradizione dell'arte funeraria affermatasi in Italia e a Milano nel corso della seconda metà dell'Ottocento. Dopo l'emanazione nel 1804 dell'editto napoleonico di Saint-Claud, che imponeva la costruzione di cimiteri al di fuori delle mura cittadine, anche a Milano dove era stata progettata la realizzazione del Monumentale, terminato nel 1866, si era diffusa tra le famiglie più agiate l'usanza di affidare a scultori e architetti di varia fama la realizzazione di cappelle e opere d'arte destinate ad ornare le tombe che avrebbero accolto i loro defunti. Questa usanza rese il Monumentale una autentica accademia a cielo aperto dove nell'arco di sessant'anni furono realizzate centinaia tra sculture ed edicole, a tutt'oggi una delle più importanti testimonianze di arte e storia della nostra città. A partire dagli anni '50, però, la pratica dell'arte funeraria iniziò gradualmente a perdere importanza, con la costruzione di nuovi cimiteri e con l'affermarsi di tipologie di sepoltura più comuni ed essenziali, segnando sia il declino della stessa arte e quindi della possibilità per molti scultori di vedersi commissionare opere di rilievo, ma soprattutto l'abbandono della concezione dei cimiteri come luoghi dell'arte e della bellezza. Ho ritenuto quindi importante che il Comune di Milano riaffermasse questa idea lanciando un concorso dedicato all'arte funeraria, per rendere esteticamente più gradevole l'ingresso di uno dei suoi cimiteri, coinvolgendo giovani scultori e commissionando al vincitore la realizzazione dell'opera".

La giuria, presieduta da Arnaldo Pomodoro, ha selezionato otto opere, la vincitrice e sette menzioni d'onore. Al concorso hanno partecipato 85 giovani, 60 uomini e 25 donne, provenienti da 15 regioni e da 29 province italiane. In gara anche sei coreani residenti in Italia e un giapponese, di Okuzawa, che ha inviato direttamente da lì la sua proposta. "La risposta al concorso è stata sorprendente per numero e per qualità di opere presentate dando un esito assolutamente positivo all'intera iniziativa che ha messo in evidenza gli sforzi e le capacità dei tanti giovani scultori impegnati quotidianamente nelle nostre botteghe e nelle nostre fonderie", ha commentato Arnaldo Pomodoro. "L'auspicio è che questa iniziativa sia la prima di tante altre dello stesso tipo e con le stesse finalità, anche in considerazione della mancanza e della poca visibilità delle opere scultoree nei luoghi pubblici".

Il concorso fotografico "Monumentale Museo a cielo aperto" ha premiato sei vincitori ex aequo e attribuito quattro segnalazioni. La giuria ha identificato le cento migliori fotografie che sono state inserite in un catalogo dedicato al concorso e sono state oggetto di una delle due mostre allestite al Monumentale. "Da tutte le fotografie pervenute, espressione di abilità e di tecniche diverse, è emersa con forza e con chiarezza una verità fondamentale: il Monumentale non è solo il luogo del ricordo e della commemorazione dei defunti, ma è allo stesso tempo uno spazio dell' arte e della bellezza senza uguali per numero e tipologia di opere, soprattutto scultoree, che dietro forme e immagini fortemente evocative, celano la mano e il nome di grandi artisti del passato e del presente. È questa l'immagine del Monumentale che desideriamo far conoscere a tutti coloro che scelgono questo importantissimo monumento inserendolo nel loro itinerario culturale e turistico", ha detto Gallera nel corso della premiazione. "Migliaia di immagini sono state riprese, angoli nascosti e monumenti d'imponente attrattiva sono divenuti i protagonisti di un lavoro corale dalle virtù omogenee, sia pure nell'originalità di ogni singolo autore".

"Gli autori hanno sdrammatizzato quel sentore di disperante dolore, mantenendo un rispetto assoluto, hanno isolato dettagli, appuntato l'attenzione su imprevedibili nuove visioni, hanno riscattato lo spirito del luogo, non la superficie apparente. Non si sono lasciati affascinare dall'importanza o dall'imponenza", ha scritto Giuliana Scimé, docente di Storia della Fotografia, nella prefazione al catalogo. "Ed è sorprendente come abbiano colto la sensualità dominante che contraddice l'eterno binomio di amore e morte. Donne bellissime, giovani corpi maschili, tutti seminudi e di prorompente vitalità, abbracci mistici non privi di erotismo, angeli di carnale parvenza sono un invito… a che cosa? A vivere la vita nella pienezza delle offerte, e attendersi nel regno del dopo la soluzione alle domande. E quel tripudio di ori, di blu cobalto, di cascate di fiori in primavera che molti hanno sottolineato in immagini gioiose è simbolo di un rapporto che non si spezza, e restituisce, sovvertendone le consuetudini moralistiche, un luogo di dolenza alla umana percezione. Un'immagine globale che sconfigge lo stereotipo di luogo dolente e triste. Di riflessione sì".

Dalle 9.30 alle 17.30 è stato possibile visitare il Monumentale accompagnati dalle guide del Centro Guide Turistiche di Milano, con partenza ogni 30 minuti. Alle 11.30, all'interno del Famedio, si è tenuto il concerto gospel del coro dell'Accademia Internazionale della Musica, diretta da Giorgio Ubaldi, che ha eseguito brani famosi: He never failed me yet, Try Jesus, Gospel Magnificat, Total praie, Oh! Happy day!, 42th street, Don't get around much anymore, Lullaby of Birdland, Lost in the stars e Birdland. Alle 19.30 nel piazzale antistante il Famedio ha avuto inizio la serata musicale con l'esibizione del gruppo Jesus From Ibiza, che hanno presentato alcuni brani tratti dal loro album "Invisible People" e una versione inedita dell'Ave Maria di Schubert. Alle 20.30, davanti a più di 5.000 persone, è stata la volta di Morgan, che ha dedicato al pubblico un concerto davvero emozionante, presentando "Non al denaro, non all'amore, né al cielo", basato sull'omonimo album di Fabrizio De André.

 
Roberta Balboni

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