Nel Woodland Cemetery di Stoccolma

Inaugurato il nuovo Crematorio

Nel 2008 il Comune di Stoccolma ha iniziato a studiare il trend della cremazione. Ben presto ha scoperto che il tasso (rapporto tra numero di persone cremate e numero di defunti in un anno) stava salendo a oltre il 70% e che, a causa dello sviluppo di nuovi regolamenti ambientali in Svezia ed Europa, i crematori esistenti sul territorio si sarebbero presto rivelati obsoleti. Si è deciso quindi che un nuovo impianto era necessario per assicurare le 8.000 e più cremazioni all’anno e la conformità con i nuovi regolamenti ambientali. Così il Comune ha pubblicato un bando di gara per la progettazione, la produzione, l’installazione e la messa in servizio di quattro forni ad alta efficienza presso il Woodland Cemetery, o Skogskyrkogården, icona di fama mondiale e fulgido esempio per altri cimiteri, elencato come sito patrimonio mondiale dell’Unesco nel 1994 non solo per il suo valore architettonico, ma anche per il suo paesaggio naturale che comprende una grande varietà di specie arboree locali. La sua costruzione, originariamente iniziata nel 1917, fu completata nel 1920 sotto la direzione degli architetti Gunnar Asplund, noto per il progetto della biblioteca pubblica di Stoccolma, e Sigurd Lewerentz.
Entrambe le gare, la prima per la costruzione dell’edificio del crematorio e la seconda per la fornitura e per l’installazione del nuovo crematorio, sono state bandite nel 2009. Il nuovo edificio del crematorio è stato assegnato a un gruppo locale di architetti, guidati da Johan Celsing, che ha vinto con il progetto dal titolo “A Stone in the Forest”. Helmut Dombrowe è stato nominato responsabile della gestione dell’opera e della costruzione del nuovo crematorio. La gara aveva per oggetto la fornitura e l’installazione di quattro linee completamente indipendenti, ciascuna con un forno crematorio connesso al proprio sistema di depurazione fumi conforme alle norme locali e alle più recenti normative europee. Questo innovativo progetto è incentrato sul basso impatto ambientale: forni crematori che garantiscono di minimizzare le emissioni (polveri, monossido di carbonio CO, diossine, …) rilasciate in atmosfera, un livello minimo di rumore nell’area operativa (meno di 55 dBA) e un moderno sistema di recupero dell’energia. Tutto ciò permette il rito della cremazione con assoluto rispetto per l’ambiente circostante.
L’intero progetto del crematorio è stato sviluppato, costruito e installato da GEM Matthews di Matthews International – Divisione Cremazione. L’azienda, con oltre cento anni di attività, ha una vasta esperienza nella progettazione, nella produzione, nella installazione e nella gestione di impianti di cremazione e di incenerimento. Propone soluzioni tecniche coperte da brevetto internazionale e di cui alla norma UNI EN ISO 9001 Certificazione di Qualità e UNI EN ISO 14001 Certificazione Ambientale ed è riconosciuta come leader del settore con oltre 4.500 installazioni in più di 50 Paesi. Uno staff completo per le vendite e per l’assistenza post-vendita è disponibile in Svezia e in tutta l’area scandinava.
Il Comune ha fornito i concetti di base tutti considerati prioritari, come punto di partenza. Dal punto di vista architettonico l’edificio si doveva integrare completamente all’ambiente: la progettazione e i materiali sono stati selezionati per essere compatibili. Il crematorio doveva essere in conformità con le norme tecniche più rigorose, in particolare per quanto riguarda le emissioni e il recupero di energia termica. Le procedure di gestione del crematorio dovevano essere chiare e semplici, con soluzioni ergonomiche complete e nessuna operazione manuale. Matthews è stata in grado di superare le aspettative su tutti i requisiti indicati con quattro forni crematori CRM/6R ad alte prestazioni, dotati di sistemi completi di depurazione dei gas di scarico, che sono in grado di eseguire più di 8.000 cremazioni all’anno (in media 28-30 al giorno, 10 ore di lavoro) e di rimanere in conformità con le norme ambientali europee più restrittive. Il nuovo crematorio ha i più alti standard funzionali e in termini di sicurezza e di salute sul lavoro. La tecnologia avanzata permette agli operatori di gestire il lavoro in modo sicuro ed efficiente. Matthews ha anche fornito un sofisticato sistema di recupero del calore che, insieme ai forni, si inserisce armoniosamente nel disegno architettonico dell’edificio. Il processo di recupero dell’energia fornito ha un sistema di “teleriscaldamento” con accumulatori di grandi volumi che, in inverno, utilizzano il calore prodotto (140°C/284°F) dal crematorio per pompare l’acqua calda attraverso tubazioni sotterranee lungo i sentieri del cimitero eliminando automaticamente qualsiasi accumulo di neve e di ghiaccio. L’acqua calda viene anche utilizzata con un sistema termoconvettore che a sua volta raffredda le stanze per la conservazione dei feretri e che, durante l’estate, potenzia il condizionamento d’aria nell’edificio. Matthews nella progettazione del crematorio ha incluso anche altre caratteristiche uniche quali la grande attenzione per l’ergonomia e per la qualità del lavoro degli operatori i cui interventi sono minimizzati essendo tutte le fasi del processo condotte in automatico.
Un processo semplice ed efficiente è stato progettato per gestire i feretri nell’arrivo, nello stoccaggio, nella movimentazione e nell’inserimento nel forno crematorio. Tre linee sono state progettate per una dimensione massima dei feretri di 860 millimetri di larghezza, 2.200 millimetri di lunghezza e 600 millimetri di altezza, mentre l’altra è in grado di gestire feretri con una larghezza massima di 1060 millimetri. Uno speciale carrello elevatore è stato sviluppato per permettere all’operatore di guidarlo in modo sicuro con velocità di movimento e con ampia maneggevolezza.Tutti e quattro i forni crematori sono “double ended” con un processo di combustione in due fasi. La seconda fase si svolge nella camera secondaria. La dimensione esterna totale (camere primaria e secondaria) di ogni forno è 2.400 millimetri di larghezza, 3.900 millimetri di lunghezza e 3200/2300mm di altezza. Secondo le norme locali ed europee le due camere di combustione sono progettate per sopportare temperature estremamente elevate e per mantenere i gas di combustione sopra 850°C (1562°F) durante i due secondi di tempo di permanenza nella camera secondaria.
Altra caratteristica unica del progetto è stata la posizione della canna fumaria: per minimizzare l’impatto ambientale del nuovo edificio che sorge nel bosco è stato deciso di riutilizzare la vecchia torre del camino e così si è reso necessario portare i fumi di scarico dei forni a oltre 250 metri di distanza da dove sorgono. Due booster sono stati installati a valle dei quattro ventilatori delle linee di cremazione, che portano i gas di scarico provenienti dalle linee al camino esistente: un booster speciale è stato sviluppato in collaborazione con l’Università di Udine. Questo sistema di booster è l’unico del suo genere al mondo collegato a un crematorio.
 
Fabrizio Giust
Amministratore Delegato Gem Matthews International srl

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