Carmelo Pezzino
Una seguitissima fiction televisiva, attualmente in onda sulla prima rete della rai, propone, fra i suoi protagonisti, un impresario di onoranze funebri che grande successo sta riscuotendo fra i telespettatori. È interessante notare come, prima che il nostro rivelasse alla amata ed a tutti gli altri personaggi la sua vera attività, sia stato lanciato un sondaggio in cui il pubblico si è dovuto pronunciare su quale fosse il comportamento migliore da tenere, se, cioè, parlare liberamente del proprio lavoro o, viceversa, mantenersi sul vago. Ebbene, la grande maggioranza dei telespettatori (ed è un campione certamente significativo della opinione degli italiani visto che i dati auditel danno alla trasmissione uno score fra gli otto e i nove milioni di spettatori) ha deciso che l'impresario non dovesse assolutamente evitare di proporsi con la sua vera identità professionale. È un risultato importante, certamente gradito ai molti che, nel nostro settore, hanno almeno una volta vissuto direttamente l'imbarazzo del protagonista. È la testimonianza concreta di una reale evoluzione della nostra società che, rimuovendo antichi ed assurdi tabù, riconosce con sempre maggiore attenzione la valenza sociale degli operatori funerari. Gli stessi operatori funerari che spesso, in passato, hanno esasperato la propria vergogna (intesa come paura di proporsi agli altri perché convinti di non essere presentabili), esaltando le proprie emozioni negative, sentendosi vulnerabili o, addirittura, angosciati. La crescita della categoria si misura con la maggiore consapevolezza delle proprie funzioni sociali (il rispetto per il defunto, l'aiuto psicologico alla famiglia e, in senso lato, all'intera collettività, …) basata su una profonda aderenza ai valori etici e su una sempre migliore qualificazione professionale.

A proposito di formazione professionale, procede a ritmo serrato l'attività del PROGETTO CARONTE che vede in pieno svolgimento i corsi specialistici per cerimonieri e tanatoprattori e che sta per avviare un corso per operatori generici durante il quale verranno trattati argomenti che spaziano dal ruolo dell'operatore funerario nella società italiana contemporanea alle reazioni individuali e collettive di fronte alla morte ed al lutto, dalla concezione della buona morte alle nuove figure professionali nel settore funerario. Il successo del Progetto e le davvero numerosissime domande di iscrizione ai successivi corsi che avranno origine dalla esperienza pilota del CARONTE confermano la maturità del settore che, con sempre maggiore determinazione, richiede programmi, strumenti didattici e docenti capaci di soddisfarne le esigenze formative. Ma di questo parleremo diffusamente in futuro.

Buona lettura a tutti!
 
Carmelo Pezzino

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