Presentato in Senato un disegno di Legge

Disciplina delle Attività Funerarie 1/3

Come anticipato nell’editoriale del direttore Carmelo Pezzino, il 10 settembre 2014, su iniziativa del Senatore Stefano Vaccari, è stato presentato in Senato un Disegno di Legge (AS1611), “Disciplina delle attività funerarie”, che una volta approvato darà vita a un riordino sulla materia tale da garantire finalmente al nostro Paese un impianto normativo innovativo e moderno, capace di fornire risposte adeguate alla collettività e a tutte le categorie professionali direttamente interessate.Di seguito la relazione introduttiva al DdL.

Onorevoli Senatori. Le attività funerarie costituiscono un ambito di esercizio di intraprese private e di funzioni di regolazione e gestione in capo ad enti locali volto ad assicurare un diritto individuale e universale quale è quello di poter svolgere atti di pietà e di memoria nei confronti dei propri defunti, che va considerato al pari degli altri diritti primari di ‘cittadinanza’. L’ordinamento funerario italiano, frutto di pochi articoli del Testo Unico delle Leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e di diversi regolamenti statali di polizia mortuaria, di cui l’ultimo attualmente vigente è il D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, prevede ancora oggi un impianto che poco si discosta da quello consolidatosi sul finire dell’Ottocento. Né le innovazioni che sono state introdotte dalle legislazioni regionali che sono intervenute nell’ultimo decennio hanno contribuito a modernizzarlo efficacemente.
In più parti d’Italia, purtroppo, l’attività funebre e cimiteriale si è deteriorata divenendo oggetto di indagini di organi di polizia o della magistratura e le cronache, quasi ogni settimana, documentano di reati o di raggiri messi in atto da operatori sanitari o da imprese funebri ai danni delle famiglie, di allarmi sociali più o meno estesi derivati da cattive gestioni cimiteriali, di confische a clan camorristici anche di imprese funebri o di loro influenza nella gestione dei cimiteri. Tuttavia la repressione dei reati, una volta che essi siano posti all’attenzione dell’autorità giudiziaria, non può che cercare di sopprimere singoli effetti di cause più generali che, oggettivamente, derivano dalla mancata regolazione del settore e da una sostanziale impossibilità di controllo da parte dei Comuni che, oltre a non avere organici adeguati al presidio di attività così capillarmente diffuse, si trovano ad avere le mani normativamente legate da effetti perversi dal combinato disposto della liberalizzazione delle attività commerciali e da crescenti vincoli al sistema pubblico.
Eppure l’ambito delle attività funerarie impiega, in forme più o meno regolari, migliaia di addetti e nel contesto economico nazionale assume un rilievo non di poco conto: la spesa totale delle famiglie e il volume degli interventi pubblici nel settore funebre e cimiteriale è quantificabile annualmente in oltre tre miliardi di euro. In uno scenario che appare oggi ingovernabile sono anche endemici fenomeni estesi di evasione fiscale a detrimento di soggetti virtuosi - che vorrebbero giustamente lavorare in un contesto di parità di condizioni concorrenziali - e di poco previdente gestione delle risorse pubbliche, foriere di affidamenti di servizi e di lavori all’insegna dell’urgenza a provvedere che purtroppo, come sistematicamente si nota anche in altri ambiti, è stata la scusa migliore per rendere opaco il comportamento degli amministratori. Su tali fenomeni di così rilevanza e portata è tempo che lo Stato assuma di nuovo in sé il ruolo di regolazione e di armonizzazione e quindi con il presente disegno di legge si intende prendere compiutamente atto della significatività sociale, innanzitutto, ed economica del settore funerario italiano:
  •  andando a definire i soggetti che vi possono operare identificandone altresì i requisiti soggettivi di moralità, di competenza e di professionalità e quelli oggettivi di dotazione di strutture e mezzi;
  • moralizzando l’ambito funebre e cimiteriale in un efficace contrasto ai fenomeni di procacciamento abusivo dei servizi e delle operazioni;
  • combattendo l’evasione fiscale, malcostume diffuso e che inquina il contesto di reale competizione delle imprese verso il miglioramento delle proprie gestioni;
  • riordinando il sistema cimiteriale oggi al limite del collasso economico e gestionale;
  • regolando le installazioni di crematori, pianificandone la dotazione sul territorio nazionale;
  • individuando linee di azione che possano determinare in pochi anni un profondo cambiamento delle condizioni di offerta dei servizi e del numero e delle caratteristiche strutturali dei soggetti operanti nel settore.
Il provvedimento fa perno su dieci scelte che sono ritenute decisive per costituire nuove regole di sistema al fine di modernizzare il settore funerario e qualificarlo in maniera almeno pari a quanto da decenni si è già fatto in altri contesti europei.
  1. Riorganizzare la tipologia di operatori privati cui è consentito svolgere attività funebre: impresa funebre strutturata, agenzia di impresa funebre, centro di servizi. Si regola la loro attività su precisi requisiti di affidabilità, di formazione e di professionalità, di dotazioni strutturali. Tale ristrutturazione dovrebbe consentire in un arco di tempo limitato di ridurre il numero degli attuali operatori a circa la metà, dimensionalmente ed economicamente equilibrati. Il riequilibrio si stima che non solo mantenga il numero di addetti regolari esistenti, ma permetta la emersione di almeno un terzo dell’attuale personale non regolarmente inquadrato.
  2. Prefigurare spazi adeguati e dignitosi per l’accoglienza dei defunti e per l’esercizio di pratiche cerimoniali, come la veglia ed il commiato, riconoscendo che l’insufficienza dell’attuale complesso delle strutture sanitarie pubbliche e private conduce all’impossibilità del loro compimento, reso altrimenti arduo dagli attuali contesti abitativi delle famiglie.
  3. Adottare regole che difendano l’effettiva libertà di scelta delle famiglie colpite da un lutto, assicurando loro una corretta informazione nel momento del bisogno o la possibilità di contrarre preventivamente polizze assicurative per poter con fiducia scegliere in un contesto di maggiore serenità.
  4. Riconfigurare il complesso delle attribuzioni pubbliche di settore facendo leva su un minor numero di soggetti con la competenza su dimensioni territoriali più vaste, condizioni queste per   assicurare efficacia nelle scelte ed efficienza ed economicità di sistema: le Asl per quanto riguarda l’ambito funebre per le sue evidenti implicazioni di ordine sanitario e giudiziario; le nuove Autorità di ambito cimiteriale ottimale (Città metropolitane o consorzi obbligatori di funzioni comunali nei comuni di minori dimensioni) per quanto riguarda le gestioni cimiteriali comunali, sempre più avvertite dalle singole amministrazioni come un problema ai limiti della governabilità e sempre a rischio di ‘esplosione’ per irrisolte o irrisolvibili patologie lasciate dalle generazioni precedenti.
 [continua]


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