nella capitale spagnola

IL CIMITERO DI NOSTRA SIGNORA DELLA ALMUDENA

La prima parte del cimitero, costruita tra il 1880 e il 1884, è denominata "Cimitero delle Epidemie". Ha una superficie di 250.000 metri quadrati, con tombe, panteon, cripte e mausolei. Venne inaugurata il 13 settembre 1884.
La seconda parte, particolarmente importante per i suoi edifici, la simmetria nella costruzione dei loculi e gli insiemi di sepolture e panteon, si inauguró il 18 luglio 1925. Si estende per una superficie di 475.000 metri quadrati.
La terza parte venne costruita tra gli anni 1950 e 1955, ha una superficie di 357.000 metri quadrati e fu inaugurata il 25 febbraio 1955.

RESTAURO DEL PORTICO DELL'INGRESSO PRINCIPALE DEL CIMITERO
L'obiettivo da realizzare subito, in linea con l'impegno per lo sviluppo di una grande città come Madrid, è quello di rispondere alle esigenze del cittadino offrendogli un servizio rapido, costante e efficiente. Questo obiettivo si coniuga alla volontà di conservare il patrimonio artistico nella decisione dell'Assessorato alla Sanità del Comune di Madrid, per mezzo della Impresa Mista dei Servizi Funerari di Madrid (emsfm), di intraprendere le opere di ristrutturazione del Complesso Monumentale di Ingresso al Cimitero di Nostra Signora della Almudena.
Date e nomi cruciali nella storia del monumento sono il 1880 con gli architetti F. Arbós e J. Urioste, padri del progetto iniziale; il 1925 con F. García Nava (come protagonista) e gli architetti M.ª Josefa Cassinello Plaza e Adela M.ª Cassinello Plaza che hanno realizzato il progetto e i lavori di restauro. Nomi e date che rimarranno impresse nel ricordo assieme alle pietre, alle arcate e alle cancellate di questo fantastico complesso monumentale, e che hanno come corollario finale il 9 giugno 1992, quando il Comune di Madrid ha concesso all'emsfm il Premio di Urbanistica, Architettura e Opere Pubbliche, VI edizione, come riconoscimento a questo importante lavoro.
Riassumendo, i lavori realizzati nel decennio scorso sono consistiti sia nell'adattamento degli spazi abitabili alle nuove necessità del nostro secolo, ottenendone uffici di relazione con il pubblico adatti a qualificare un lavoro tanto delicato; sia nella completa ristrutturazione del complesso architettonico conosciuto come "Los Propileos".
Questo complesso monumentale, che costituisce la porta d'ingresso al Cimitero di Nostra Signora della Almudena, ha un portico di arcate in pietra e due edifici addossati ai suoi estremi. Il recupero di questa significativo bene culturale è dunque merito del Consiglio di Amministrazione della emsfm e ai Sindaci J. Barranco, A. Rodríguez Sahún y J. M. Álvarez del Manzano, in carica nel periodo in cui si realizzarono le opere.
ORDINE E PROGRESSO
L'idea "ordine e progresso" è stata probabilmente l'idea dominante dei secoli XVIII e XIX. In questa epoca prende corpo l'illusione secondo la quale le tecniche che allora si stavano affinando assieme allo sviluppo scientifico avessero poteri quasi illimitati. Si immaginava che queste nuove tecniche potessero offrire una soluzione graduale, ordinata e progressiva ai problemi dell'umanità. Fu questa ideologia ad accompagnare la rivoluzione industriale. L' idea di un ordine armonico, di un progresso graduale e senza sbalzi, del trionfo della ragione sugli impulsi irrazionali trovò espressione nelle grandi realizzazioni dell'epoca. L' Urbanistica come disciplina della pianificazione urbana, così come la musica che oggi chiamiamo classica, cercava di riflettere questa ambizione di un ordine governato dalla volontà pianificatrice dell'uomo. Queste idee e questa epoca sono il contesto nel quale prende vita la pianificazione e la costruzione della Necropoli dell'Est e, al suo interno, del complesso architettonico denominato "Los Propileos".

LA NUOVA IDEA
Nella progettazione del Cimitero della Nostra Signora della Almudena si combinano, fino a diventare inseparabili, la necessità di dare risposte pratiche a una città in pieno sviluppo e quella di dare espressione alle nuove idee che questa città, in procinto di trasformarsi in una grande metropoli, crea. Le esigenze funerarie di Madrid, derivanti dall'aumento della popolazione, non potevano essere risolte dai cimiteri delle parrocchie, governati dalle Società Sacramentali. La scarsità di terreno portò, per tutto il secolo XVIII, ad un permanente rincaro dei diritti che si devono pagare per le sepolture. Le periodiche epidemie evidenziarono questa impellente mancanza di terreno.
La Real Cédula di Carlo III, emessa nel 1787, si fece portatrice di questi problemi e, raccogliendo le nuove concezioni sull'igiene, stabilì la necessità di costruire
cimiteri fuori dalle mura. Dovrà però passare quasi un secolo prima dell'assegnazione dei terreni situati a est di Madrid, dove oggi si trova il Cimitero della Almudena.
Nel 1877 si indice un concorso architettonico per decidere il disegno della Necrópoli e la tipologia delle sue opere. Durante questo secolo si sviluppa una disputa, a volte sotterranea, sulla costruzione del cimitero di Madrid.
La transizione non fu facile perchè implicava un cambio di idee, una visione diversa del mondo. Era necessario passare dalla prossimità omnipresente della morte, intrecciata in ogni momento con la vita come una minaccia costante e ineludibile, alla morte considerata come un limite, dove la vita finisce.
Un altro cambiamento ideologico implicò il passaggio dalla considerazione della Chiesa come unico centro della vita comunitaria alla concezione della Chiesa come luogo della propria fede, con la conseguente esigenza di accettare implicitamente che i cittadini possano appartenere ad una religione che non sia quella Cattolica o non appartenere a nessuna religione. L'esistenza di liberi pensatori, agnostici e credenti di altre religioni, opzioni naturali in una comunità di cittadini, non sono contemplate nella idea di una comunità cattolica, aggregata attorno alla parrocchia.
Il progetto di Arbós e Urioste, vincitori del concorso bandito nel 1877, esprimeva il trionfo delle idee di ordine, progresso armonico e graduale, simmetria e ritmo controllato, proprie di questa epoca. Talvolta, il riconoscimento che un progetto ottiene nasce dalla sua capacità di risolvere il conflitto immaginario tra le idee in lotta, equilibrando l'importanza degli elementi laici e religiosi. Il disegno segue le linee di una croce, in accordo con la fede della maggiore comunità di Madrid. La cappella occupa in questo tracciato un posto centrale, all'estremità di una ampia zona verde di passaggio. Questo connubio tra la Città dei vivi e la Città dei morti è continuo. Comincia con un parco, esterno al perimetro del Cimitero e continua con una zona con giardini di leggero dislivello, che arriva fino alla cappella. Solo passando attraverso questa zona iniziano a notarsi le tombe, la cui visione è impossibile dalle zone verdi.
Passando per queste zone verdi troviamo "Los Propileos".
Il restauro recentemente realizzato ci permette di apprezzare le caratteristiche e le qualità di questa opera unica. Questo gran portico separa e, allo stesso tempo, unisce entrambi i mondi. La sua struttura non ostacola la visione, nè impedisce la circolazione dell'aria. Nemmeno chiude completamente il Cimitero.
Transizione graduale, simmetria, armonia e ritmo senza pause né sbalzi. Tutte le idee di un'epoca si esprimono attraverso questo monumento che ci permette di immaginare la morte come una costa serena, soave e irregolare. Tra l'aggiudicazione a Arbós e Urioste, vincitori del concorso, e la decisione di iniziare la sua realizzazione passarono 25 anni. In questo intervallo di tempo, Madrid cresce più del previsto e a questa crescita della popolazione corrisponde un aumento proporzionale dei deceduti. Francisco García Nava, che lavorava per il Municipio come architetto dei cimiteri, ricevette nel 1905 l'incarico di rivedere il progetto di Arbós e Urioste, adattandolo alle nuove necessità della città. Un cambio sostanziale del progetto, destinato ad ampliare la capacità del cimitero, lo troviamo nella decisione di utilizzare la tumulazione. Il progetto di Arbós e Urioste non contemplava questa possibiltà, che fu invece considerata la più conveniente da García Nava, per aumentare la capacità del cimitero da 7.000 a 17.000 sepolture, nella prima fase dell'ampliamento del cimitero, nell'anno 1925, data in cui si costruisce il portico della entrata principale, denominato "Los Propileos".


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