il cimitero delle "366 fosse", il cimitero di Santa Maria del Pianto ed il Cimitero Monumentale

i Cimiteri storici di Poggioreale a Napoli

Sviluppatosi progressivamente dalla seconda metà del settecento, il complesso cimiteriale di Poggioreale occupa, ad oggi, una superficie di circa cinquanta ettari, disposti in maniera discontinua sul versante meridionale della omonima collina. Il complesso è stato costruito secondo una logica di impianto e di senso tutta interna, imperniata sulla progressiva definizione formale e funzionale delle parti - i diversi cimiteri - e sul rapporto che queste stabiliscono tra di loro, con il suolo e con la natura. La collina con la sua ricca vegetazione ha costituito il "piano di posa" delle parti, adagiate paesaggisticamente come in un parco.
L'elemento di fondazione, che segna l'inizio della infrastrutturazione cimiteriale di Poggioreale, è il Cimitero di Santa Maria del popolo, detto "delle 366 fosse", dovuto a Ferdinando Fuga, ed edificato nel 1762. Il cimitero rappresenta un monumento di straordinaria importanza rappresentando l'unico esempio conosciuto di "macchina illuminista" cimiteriale. Si tratta di una attrezzatura civica che anticipa, di almeno cinquant'anni, gli editti napoleonici riguardanti l'igiene delle sepolture e il conseguente obbligo di edificare i cimiteri lontano dall'abitato: si pensi che, all'epoca, a Napoli l'inumazione degli indigenti avveniva in una cavità dell'ospedale degli Incurabili, in piena città. L'impianto è basato su di una corte quadrata, di 80 metri di lato, recintata da un muro che si duplica, all'ingresso, a formare un basso edificio con il pronao d'ingresso, una semplice cappella e l'alloggio del custode.
La corte ospita le buche, quadrate, 80 cm di lato, con semplici coperchi numerati, organizzate su 19 file per lato; sei buche sono disposte, al coperto, in corrispondenza dell'edificio d'ingresso, mentre all'intersezione degli assi di simmetria del quadrato si dispone un lampione a petrolio, sempre acceso. Le buche si aprono su di un sistema di 19 gallerie sotterranee, con copertura a botte continua e tompagno di divisione ogni quattro metri. Questo sistema di gallerie ha la duplice funzione di ossario e di elemento di sostegno del calpestio della spoglia corte soprastante. Il sistema delle buche sotterranee è rappresentato in superficie dall'apparato decorativo coincidente con le doppie lesene che ritmano il muro di recinto. Nel muro di cinta si dispongono, seguendo il partito decorativo, diciannove nicchie per lato e, in asse con ogni lato, una nicchia coperta da un piccolo frontone sormontato da una croce.
Tutta la vegetazione presente all'interno del recinto è successiva e non prevista dal progetto settecentesco.
Altro elemento fondativo del complesso cimiteriale è il Cimitero di Santa Maria del Pianto con l'omonima chiesa a pianta centrale, di impianto seicentesco, intorno alla quale sin dalla peste del 1656 avveniva l'inumazione dei cadaveri. L'attuale cimitero consta di una superficie di 28.638 mq ed è dovuto ad una sistemazione ottocentesca e a espansioni successive. Si presenta su di un ripido versante, terrazzato sia nella parte della recente espansione che in quella ottocentesca, e con articolati percorsi a tornante e scale. Il cimitero oggi appare densamente edificato, in prevalenza con cappelle private ed edifici per congreghe di media dimensione. Della ricca vegetazione originale restano alcuni imponenti esemplari di cygas ed un cedro secolare posto all'ingresso, mentre nella espansione recente sono stati impiantati alcuni cipressi.
L'impianto di maggiore estensione (162.873 mq), impatto ed imponenza, è il Cimitero Monumentale.
Inaugurato nel 1838, dopo diverse interruzioni e ripensamenti, fu progettato nel 1825 da Francesco Maresca; dopo la sua morte subentrarono alla progettazione Luigi Malesci, ingegnere di Ponti e Strade, e Ciro Cuciniello, architetto della Real Casa. L'impianto è analogo a quello di una villa classica: gli elementi architettonici (l'edificio per cappelle e l'ingresso) sono originariamente inseriti in un grande parco all'inglese, con viali che organicamente risalgono la collina dall'ingresso principale su via Poggioreale. L'edificio maggiore è strutturato su di una corte quadrangolare il cui recinto è costituito da un edificio che ospita, come lo spazio a terra del chiostro, le sepolture. Il muro è interrotto, sul lato breve, dal passaggio dell'ingresso e dal volume emergente della chiesa, il cui ingresso maggiore, un neoclassico porticato con scalea, è rivolto a sud, verso la strada di Poggioreale ed il mare. Su questo lato, simmetricamente all'ingresso della chiesa, si dispongono due chiostri minori con bassi edifici per servizi e per il custode. L'altro elemento architettonico emergente è l'ingresso su via Nuova Poggioreale, la cui sistemazione è dovuta a Stefano Gasse. I percorsi risalgono le pendici collinari con due rampe laterali, per i carri, ed una scalinata centrale che inquadra il pronao d'ingresso al cimitero. Nel rigoglioso giardino all'inglese, in cui è anche ricavato lo spazio per il recinto degli "uomini illustri", sono localizzati manufatti isolati e monumenti scultorei di pregio. Progressivamente le nuove costruzioni (edifici per congreghe e cappelle) hanno parzialmente saturato lo spazio-natura, fino all'attuale situazione in cui solo
il 20% dei circa 16 ettari del cimitero monumentale risultano destinati a spazi non edificati. La vegetazione arborea è costituita da cipressi secolari e da alcuni monumentali esemplari di pino calabro, cedro atlantico e leccio.Enrico Formato (foto di Paolo De Stefano)

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