La morte di Rino Gaetano

Ma il cielo è sempre più blu

Cantava filastrocche al veleno, condite con originalità ed irriverenza. Storia e memoria di un artista di culto.

"Vedo già la mia salma portata a spalle
da gente che bestemmia, che ce l'ha con me".
Rino Gaetano
Era il 1974 quando Rino Gaetano si presentò negli studi discografici della RCA per registrare il primo disco. Era con un amico e ai discografici attoniti disse: "Canterà lui le mie canzoni, io non ne sono capace". Vincenzo Micocci, uno dei massimi talent scout di quegli anni, con grande pazienza riuscì nel tempo a forgiare il talento e il carattere di un artista con la "A" maiuscola.
Rino Gaetano, prima ancora di diventare famoso, era già conosciuto per le sue stravaganze. I vicini di casa raccontano che lo vedevano spesso vestito in maniera eccentrica. Amava mescolare gli stili più disparati, metà dandy e metà clown. La vita per lui doveva necessariamente essere attraversata dal gioco; la sua creatività poteva così liberarsi al fine di esprimere tutto il proprio talento. Le sue canzoni erano caratterizzate dai testi; spesso le sue storielle celavano incredibili verità: dietro un motivetto orecchiabile era possibile ritrovare la storia di Aldo Moro, oppure la sottile ironia su personaggi del tempo quali Amintore Fanfani o Indro Montanelli.
Rino Gaetano è morto in un grave incidente stradale, in via Nomentana a Roma. Un malore, o forse il sonno. La polizia in seguito escluse che la macchina viaggiasse a velocità sostenuta; la volvo 343 del cantante, sbandando, si ritrovò nella corsia opposta andando a scontrarsi contro un camion. Erano le quattro del mattino tra l'uno e il due giugno 1981. Lo stesso autista del camion gli prestò i primi soccorsi; successivamente un'ambulanza lo trasportò al policlinico che, non avendo un reparto di neurotraumatologia, cercò di trasferirlo in un ospedale adeguato. Ma dei cinque nosocomi di Roma (Gemelli, San Filippo Neri, San Giovanni, Cto alla Garbatella e San Camillo), nessuno in quel momento poteva ospitarlo per mancanza di letti disponibili. Circa un'ora dopo la tragica sentenza: Rino Gaetano morì senza aver ripreso conoscenza. Lo sfondamento del torace dovuto al colpo contro il volante e le gravissime lesioni al cranio causate dall'urto della testa contro il parabrezza avevano inesorabilmente condannato il cantante.
L'artista di Crotone era stato tragicamente profetico. In "La ballata di Renzo", aveva cantato di un amico vittima di un incidente stradale che muore perché non trova posto in cinque ospedali (tre dei quali addirittura presenti nelle parole della canzone!).
Il funerale di Rino fu celebrato nella chiesa del Sacro Cuore del Suffragio, sulla Nomentana, vicino al luogo della tragedia e soprattutto vicino al suo mondo: la casa dei genitori e il bar che amava frequentare. La folla partecipò alle esequie con grande dolore. Al prete, Renato Simeone, Rino Gaetano poco prima di morire aveva chiesto di sposarlo quanto prima con Amelia, la storica fidanzata. Il sacerdote, ricordando quel momento, cominciò a piangere: furono momenti di grande commozione; la sorella e subito dopo la fidanzata svennero.
Nonostante siano passati 27 anni, il culto per il cantautore calabrese non accenna a diminuire. Lo stile irriverente che lo ha caratterizzato attira e conquista anche i giovanissimi che nelle sue canzoni riscoprono il gusto dell'ironia e dell'intelligenza. Canzoni sempre attuali per un pubblico di tutte le età. Passeggiando al cimitero romano del Verano, è possibile imbattersi (vicino alla sua tomba) in un quaderno in cui sono registrati i messaggi dei fan che si recano in pellegrinaggio anche e solo per lasciare un saluto: "Rino, il mondo sta impazzendo, sta scoppiando una guerra e tu non sei qui". E ancora: "Rino, tu sei il nostro Jim Morrison". Un accostamento importante, quello con il leader dei Doors: entrambi hanno rappresentato un modo alternativo e iconoclasta di raccontare la realtà attraverso la musica.
 
Marco Pipitone

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