Il nome, la storia, gli orari, le novità della gestione dei cimiteri di alcune città italiane

IL CASO TORINO

Risponde l'Assessore Torresin:
Cosa è oggi un cimitero?
"Deve tornare ad essere quello per cui è stato pensato un secolo fa: il luogo in cui la città custodisce il proprio passato e che, nel farlo, preserva la sua fisionomia con una identità definita, sia pure trasformata e riscritta di generazione in generazione".

Torino non arriva ad un milione di abitanti, ma sviluppa, con i suoi cinque cimiteri, circa due milioni di metri quadri di superficie. Il Monumentale, inaugurato nel 1829 dall'allora Sindaco della città, il marchese Tancredi Falletti di Barolo, per riunire gli esistenti San Pietro in Vincoli e San Lazzaro, costruiti nel 1777 ma divenuti insufficienti e desueti, è il cimitero storico di Torino. In esso trovano posto tutte le personalità che hanno fatto la storia culturale, politica, economica della città.

Basilica di Superga

Negli anni '70, l'incremento demografico dovuto all'immigrazione degli italiani dal sud Italia, rese necessaria la costruzione di un nuovo spazio cimiteriale che venne individuato in regione Gerbido, la zona sud della città.

Qual è l'attuale situazione dei cimiteri torinesi?
Lo domandiamo all'Assessore ai Servizi Cimiteriali del Comune di Torino, Bruno Torresin.

"Oggi la situazione è buona per quanto riguarda gli spazi e la disponibilità di sepolture realizzate dal comune, ma questo dato non dice ancora tutto. Le strutture cimiteriali, pur nei cambiamenti della sensibilità, sono considerati spazi simbolici. E se è pur vero che le persone non lo frequentano più come un tempo, che le visite ai defunti si sono rarefatte, è altrettanto vero che sempre più spesso si scelgono modalità di sepoltura durature, segno della ricerca di una continuità, di un supporto fisico alla memoria. Allo stesso modo è cambiato il rapporto con il grande cimitero, che oggi è giudicato negativamente, perché ci si "perde", le informazioni e la segnaletica sono scarse, a stento si riesce a raggiungere il dovuto raccoglimento quando quasi sempre ci sono dei lavori in corso. Non a caso negli ultimi anni si è assistito ad un progressivo spostamento dei defunti torinesi verso i più accoglienti camposanti di paese, oppure verso gli spazi privati offerti dalla cremazione. E' sicuramente un fenomeno non solo torinese, ma che tuttavia testimonia la difficoltà dell'Amministrazione a rispondere ad un progressivo mutamento negli orientamenti della popolazione."

Come vogliono il cimitero, i torinesi?
"Da una parte ci sono coloro che lo immaginano come un luogo edificato, antico, e vi associano valori quali la bellezza, il ricordo, l'ordine, la civiltà; dall'altra quanti si identificano con una immagine di spazio naturale, sono attratti dal senso di pace, semplicità, unione con la natura e quindi i luoghi edificati evocano in loro una sensazione di chiusura, oppressione e mancanza di libertà".

Cosa è oggi un cimitero?
"Deve tornare ad essere quello per cui è stato pensato un secolo fa: il luogo in cui la città custodisce il proprio passato e che, nel farlo, preserva la sua fisionomia con una identità definita, sia pure trasformata e riscritta di generazione in generazione".

Come comunicate ai cittadini i vostri servizi e prodotti?
"Al dolore del singolo la Città può offrire la sua veste di garante delle libere scelte e, al tempo stesso, delle memorie collettive; in tal senso comunicare significa sapere con esattezza cosa il pubblico percepisce dei messaggi a lui indirizzati e cosa si perde per il cattivo uso dei codici espressivi (architettonici, linguistici, burocratici, commerciali). Chi si rivolge a noi non compra solo una tomba, né affitta uno spazio al cimitero; chi si rivolge a noi cerca un modo per separarsi da una persona cara, defunta, e di mantenerne il ricordo con gesti e dentro luoghi che abbiano non solo un significato personale ed intimo, ma che siano capiti ed accolti in uno spazio simbolico condiviso dall'intera comunità".

Cosa significa fare politica cimiteriale?
La nostra indagine sulla situazione cimiteriale di alcune città italiane parte dal Nord-Ovest, ed in particolare dalla città di Torino. Nel corso di una chiacchierata con l'Assessore ai Servizi Demografici del capoluogo piemontese, Bruno Torresin, abbiamo individuato una serie di punti utili a comprendere cosa significhi fare politica cimiteriale. Ecco cosa i nostri politici dovrebbero verificare e garantire quando si occupano di cimiteri.

  • L'accoglienza. Parenti e amici che accompagnano il defunto devono potersi accomiatare da lui in luoghi e tempi adeguati, devono avere la possibilità di raggiungere il sepolcro con facilità, il percorso deve essere indicato e praticabile. Di conseguenza, il personale del cimitero deve poter lavorare senza la frenesia o l'assillo di un altro servizio da realizzare, dopo aver pianificato gli orari di arrivo dei cortei funebri ed aver coordinato la disponibilità di personale e macchine.

  • La fruibilità. Il cimitero deve essere raggiungibile con più mezzi: a piedi, in bicicletta, in macchina, con i mezzi pubblici. Al suo interno ogni zona deve essere ordinata e pulita; per non dare un senso di trascuratezza non possono mancare piantine, cartelli che aiutino a individuare il percorso, panchine, rubinetti per l'acqua, cestini di rifiuti. Le sepolture, specie quelle ad inumazione, devono essere completate nel minor tempo possibile: non è piacevole vedere terra smossa in più punti, lapidi provvisorie, foto appiccicate col nastro adesivo.

  • Le soluzioni offerte. Per evitare che il cimitero sia solo deposito di cadaveri è importante che esso possa offrire soluzioni diverse di sepolture a prezzi differenti, supportate da una campagna di promozione d'immagine e associate a motivazioni che le valorizzino.

  • La personalizzazione del sepolcro. La strategia istituzionale dovrebbe essere quella di non ostacolare i fenomeni di personalizzazione del sepolcro da parte delle famiglie.

  • La garanzia della continuità della memoria. Come dicevano i regolamenti ottocenteschi, l'istituzione cimiteriale deve tornare ad essere garante, nei confronti della collettività e delle famiglie, della continuità della memoria.

  • La visibilità delle scelte gestionali. La conduzione di un cimitero è fatta da azioni continue: progettazione di nuovi complessi loculi, manutenzioni straordinarie ed ordinarie. Oggi tutta questa complessità organizzativa è poco visibile ai cittadini; è necessario, invece, potenziare l'informazione e dare spazio alle critiche ed ai suggerimenti.

  • La centralità dell'Amministrazione. Per un buon funzionamento del cimitero è auspicabile una autorevole presenza del Comune che si il manifesti, ad esempio, con l'erezione di Mausolei che prevedano la concessione di tombe ad esponenti di spicco della società civile e politica.




    SCHEDA DI TORINO
    Presentazione dei cimiteri della città di Torino che insieme si estendono per due milioni di metri quadri

    CIMITERO MONUMENTALE
    Anno di inaugurazione: 1829
    Costruito per volere dell'allora Sindaco di Torino, marchese Tancredi Falletti di Barolo Ampliamenti successivi: 8
    Alcuni personaggi sepolti: Fred Buscaglione, Pietro Paolo Caffarel, Carlo Casalegno, Massimo D'Azeglio, Edmondo De Amicis, Galileo Ferraris, Vincenzo Gioberti, Primo Levi, Cesare Lombroso, Erminio Macario, Cesare Pavese, Silvio Pellico, Vittorio Valletta…
    Reparti speciali: campo Israelitico, campo acattolico, conservati nel rispetto di una tradizione secolare, tempio crematorio costruito nel 1882 e gestito dal 1886 dalla Socrem che ha recentemente realizzato, con il contributo del comune, il "roseto della rimembranza", destinato a ricevere le ceneri estratte dai colombari alla scadenza del periodo di concessione.

    CIMITERO PARCO
    Anno di inaugurazione: 1972
    Realizzato in seguito all'incremento demografico avvenuto dopo la seconda guerra mondiale per la massiccia immigrazione dal sud Italia.
    Caratteristica: costruito come parco, tipico cimitero dei Paesi del Nord Europa. Le sepolture si distinguono per cippi e semplici lapidi, collocate sul tappeto erboso che si estende continuo su tutte le sepolture.

    ALTRI CIMITERI SUBURBANI
    Prima dell'Istituzione del Cimitero Monumentale, gli abitanti dei sobborghi non erano ammessi nei cimiteri cittadini. Vennero così realizzati quattordici cimiteri suburbani che in seguito furono soppressi. Tra essi ricordiamo: Crocetta, Madonna di Campagna, Lucento, Pozzo Strada, Superga, Regalie.
    Oggi, al loro posto, sorgono abitazioni, stabilimenti, campi sportivi. Tra i cimiteri suburbani sono però sopravvissuti: ABBADIA DI STURA recentemente ampliato, MIRAFIORI (sono consentite le sepolture solo nelle tombe di famiglia esistenti), SASSI.

    CIMITERO DI CAVORETTO
    Alcuni reperti cartacei ci danno notizie di persone in esso sepolte sin dal 1588, è da considerare il più antico fra quelli oggi esistenti e funzionanti in città. Non va incluso negli antichi cimiteri suburbani perché era nato come cimitero del Comune di Cavoretto, che rimase amministrazione autonoma fino al 1889, data in cui per Regio Decreto, fu aggregato a Torino.
    Orari di apertura: inverno 8.30-16,00, estate 8,30-17,30.
    Novità: per sistemare più decorosamente le nuove sepolture, si prevede una copertura provvisoria con foto, scritta e portafiori, in attesa di scegliere quella definitiva.
    Inoltre la durata delle cellette è stata portata da quaranta anni a quasi 100.
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    Marina Piantoni

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