BOLOGNA

Il nome, la storia, gli orari, le novità della gestione dei cimiteri di alcune città italiane

Il comune di Bologna è recentemente balzato alle cronache per aver deciso di eliminare il diritto di privativa, ovvero l'obbligo al trasporto delle salme in territorio comunale solo a bordo dei mezzi dell'amministrazione. Cade così un diritto, che era stato introdotto da un regio decreto e che, a Bologna, la pubblica amministrazione esercitava dal 1952.

Abbiamo intervistato l'Assessore alla Sanità ed Ambiente del Comune di Bologna, Gian Paolo Salvioli, che a fine gennaio scorso ha illustrato la delibera di rinuncia al diritto di privativa che entrerà in vigore dal primo maggio, quando verrà imposto il pagamento di sole 150.000 lire (contro le 600.000 di prima) per chiunque eserciti il trasporto in città, agenzia comunale compresa, e di 250.000 lire per i viaggi provenienti o diretti fuori dal comune.

Cosa significa fare politica cimiteriale nella città di Bologna?
"A grandi linee la politica cimiteriale può essere suddivisa in due filoni, tra loro comunque connessi.
Il filone 'strutturale' si occupa di quanti cimiteri realizzare, dove collocarli e quali tipologie di sepolture offrire alla cittadinanza. Infatti al di là di alcune prescrizioni normative generali, ciascun Comune deve aver scelto e progettare per il futuro, possibilmente sulla base di valutazioni sulle dinamiche delle richieste dei cittadini, quante superfici cimiteriali e quanti investimenti dedicare alle tombe di famiglia, ai loculi in strutture comuni, alle sepolture a terra, agli ossari e ai cinerari.
Nelle situazioni come quella bolognese, caratterizzate dalla presenza di un cimitero antico come la Certosa, con ampia area monumentale e con la totalità della superficie da anni destinata e integralmente impegnata, le scelte strategiche si limitano ad ottimizzare, con interventi di manutenzione straordinaria, il riutilizzo ciclico delle sepolture esistenti.
Nell'altro cimitero, Borgo Panigale, si sta completando attualmente l'impiego delle aree comprese nel recinto cimiteriale definito di scelta tra le tre pratiche di sepoltura possibili (tumulazione, inumazione, cremazione). Il filone 'gestionale' comporta appunto l'organizzazione della domanda di sepoltura, delle esigenze di disseppellimento (per garantire comunque la ciclicità sopra citata), di custodia e manutenzione corrente delle aree e delle strutture cimiteriali. Nella nostra realtà alle forniture di servizi si affianca da un lato la gestione e la conduzione della struttura obitoriale, dall'altro la fornitura di servizi di Onoranze e Trasporto e gli altri servizi 'commerciali', come l'illuminazione votiva e il montaggio delle lapidi".

Quali sono i criteri su cui si basa la politica gestionale dei cimiteri del Comune?
"L'economicità, l'ottimizzazione della risposta ai bisogni dei cittadini, la trasparenza nelle procedure. Da alcuni anni tali principi vengono attuati attraverso un'organizzazione del lavoro degli addetti basata sulla polifunzionalità, ovviamente sorretta dalla formazio-ne permanente, sulla sicurezza del lavoro e della fruizione da parte dei cittadini, sull'informazione.
L'obiettivo dell'attuale gestione in economia diretta è comunque quello del miglioramento costante della qualità delle prestazioni e dei servizi resi e della risposta il più possibile tempestiva e corretta alle richieste dei cittadini ovviamente nel primario rispetto del decoro del trattamento (trasporto, sepoltura, …) da riservare alle salme dei cittadini deceduti".

Sappiamo che ci sono alcune novità di gestione. Vuole spiegarci di cosa si tratta?
"Negli ultimi tempi l'attenzione dei legislatori alla materia cimiteriale e funeraria ha prodotto stimoli di riflessione, e, di recente, norme che porteranno a importanti modifiche nell'offerta dei servizi cimiteriali e nelle modalità di gestione di talune attività (inumazioni e cremazioni non più gratuite, dispersione delle ceneri, ….).
Al momento attuale comunque le più rilevanti novità già attuabili riguardano il tema dei trasporti funebri in città, che dal primo maggio prossimo non saranno più effettuati in regime di privativa dalle strutture comunali, come è stato negli ultimi decenni, ma saranno effettuati direttamente e integralmente dagli operatori pubblici e privati che prestano il servizio di Onoranze Funebri. Poiché tale servizio viene da anni prestato dalla struttura comunale, denominata appunto Agenzia Comunale Trasporti e Onoranze, quest'ultima organizzerà, al pari delle altre, le onoranze e i trasporti commissionatile dalle famiglie in lutto. I Servizi Funerari garantiranno comunque i servizi di trasporto istituzionale e le funzioni di polizia mortuaria prevista dalla normativa".

Quali soluzioni, in materia di sepolture, offrite ai cittadini?
"Pur costretti dalla non espandibilità dei cimiteri, e particolarmente della Certosa, a controllare costantemente l'offerta dei loculi in tale cimitero, da alcuni anni l'offerta di alternative diverse alla sepoltura è piena e viene accuratamente esposta ai cittadini, proprio nell'ottica di comprendere e rispondere al meglio ai bisogni dei cittadini. In particolare da dieci anni, anche grazie alla collaborazione con SO.CREM Bologna, è stato dato un forte impulso alla scelta della cremazione: la sepoltura per cremazione, richiesta da circa il 4% dei cittadini nel 1990 viene oggi richiesta per quasi il 20% dei deceduti a Bologna. Ovviamente questi risultati sono stati ottenuti anche con interventi di informazione e campagne di promozione della cremazione effettuate da SO.CREM".

E i prezzi, aumenteranno?
"Recentemente è stato avviato uno studio per una revisione organica dei prezzi dei diversi tipi di sepoltura, che, anche a seguito della recente entrata in vigore di una norma specifica, porterà presto ad una ridefinizione dei prezzi dei medesimi cui dovranno corrispondere un adeguato supporto motivazionale e, in prospettiva, azioni tese a rilevare i mutamenti della domanda ed a pianificare l'introduzione degli opportuni correttivi".

È possibile personalizzare il sepolcro? In che modo?
"Pur nel rispetto dei vincoli di sicurezza, igienici e di decoro complessivo dei cimiteri, la strategia del Comune di Bologna è sempre stata quella di non ostacolare le scelte di personalizzazione dei sepolcri, comprese le fosse per inumazione decentrate, sulle quali i cittadini possono liberamente far apporre cippi e lapidi dopo otto mesi dal seppellimento, fermo restando che al momento delle esumazioni tali strutture vengono asportate e non più riutilizzate.
Per quanto riguarda le tumulazioni nelle strutture dei loculi realizzate negli ultimi decenni, sono di solito definite le dimensioni delle lapidi e in alcuni casi consigliate le tipologie di materiali da utilizzare, e vengono verificate le caratteristiche strutturali delle lapidi medesime e la decenza delle epigrafi, lasciando per altro ai cittadini la scelta dei manufatti da acquisire e far sistemare. Il solo montaggio delle lapidi viene assicurato, per motivi di sicurezza, da strutture dei servizi cimiteriali.
Per quanto riguarda le tombe di famiglia, negli anni si sono succedute modalità diverse, anche sulla base dei programmi di urbanizzazione di differenti parti dei cimiteri, che vanno dalla concessione di strutture al grezzo da completare alla concessione di aree su cui i concessionari possono realizzare manufatti di diverse tipologie. I relativi progetti vengono comunque sottoposti a verifica per il controllo edilizio.
Per quanto riguarda la parte monumentale della Certosa, sottoposta a vincolo storico, i progetti di ristrutturazione e modifica delle tombe esistenti vengono sottoposti anche al vaglio della competente Sovrintendenza".

Quanto sono visibili le scelte gestionali della vostra Amministrazione?
"Come detto sopra la disponibilità di spazio per progettare e realizzare nuovi loculi e nuovi campi di inumazione è del tutto inesistente alla Certosa, e in via di esaurimento a Borgo Panigale. Le realizzazioni negli anni hanno tenuto conto delle dinamiche delle richieste, e per il futuro si prospettano due alternative:

1. il riutilizzo ciclico e costante delle disponibilità esistenti, insieme allo sviluppo del ricorso alla cremazione e alla dispersione delle ceneri;
2. la progettazione e la realizzazione di un altro cimitero eventualmente anche metropolitano (dato che sul territorio Comunale non è facilmente identificabile un'area appropriata).

Sono alternative da tempo presenti all'attenzione dell'Amministrazione su cui sarà indispensabile assumere decisioni, evidentemente in modo condiviso dai cittadini. Per quanto riguarda le manutenzioni dell'esistente, la grande quantità di spazi cimiteriali occupata da manufatti concessi in perpetuità, e la oggettiva difficoltà di intervento su strutture antiche o antichissime (parte monumentale, ma non solo) determinano un cronico disallineamento tra le necessità e le potenzialità di intervento.
Si tenga conto che per la maggioranza delle sepolture concesse fino dal 1801 all'ultimo dopo guerra, appare difficile individuare gli aventi causa dei concessionari, che sono tenuti a mantenere le proprie tombe. A questo proposito nell'ultimo biennio sono state avviate azioni di rilevazione delle situazioni a rischio di deterioramento, con la prospettiva di ricercare le famiglie interessate e comunque di procedere a realizzare comunque interventi di consolidamento più urgenti.
Naturalmente la manutenzione ordinaria delle parti comuni viene comunque assicurata, anche se non sempre le risorse disponibili risultano adeguate alle necessità, e sono comunque periodicamente attivi cantieri di manutenzione straordinaria di parti comuni e di complessi monumentali significativi per la città.
Recentemente sono state approvate dalla Giunta le linee guida per il museo della Certosa di Bologna, la cui attuazione, necessariamente graduale, porterà ulteriore attenzione e, è auspicabile, ampi interventi su un patrimonio culturale della città, che è, contemporaneamente, il luogo della memoria e del cordoglio per tanti cittadini bolognesi".
I cimiteri storici sono una moda di altri tempi. Il legame fra arte e morte ha cessato di rinnovarsi per dare più spazio alla funzionalità dei cimiteri che appaiono sempre più come luoghi di modesta qualità architettonica. Per questo motivo, nella nostra indagine sui cimiteri delle città italiane, accanto all'intervista all'As- sessore vi presentiamo una scheda tecnica che sintetizza il valore artistico e architettonico del cimitero monumentale di cui stiamo parlando. Bologna ha due cimiteri, la CERTOSA, che in questo 2001 compie duecento anni, e BORGO PANIGALE.
Le informazioni sulla Certosa, forniteci dal Comune di Bologna, sono tali e tante che non basta una scheda tecnica, ma meritano un capitolo a parte di questo nostro articolo.
Nel giugno 2000 il Comune di Bologna (Nuove Istituzioni Museali per la Storia di Bologna) ha presentato le linee guida per il "Museo della Certosa", un progetto a cura di Mauro Felicori.
L'idea è quella di fare della Certosa un luogo dove i bolognesi sappiano riconoscere la propria storia e salvaguardare la memoria dei propri cari. Un luogo frequentato oltre che dai cittadini, anche dalle scuole e dai turisti.
 
Marina Piantoni

BOLOGNA: CIMITERO DELLA CERTOSA

Anno di inaugurazione: 1801, ma già nel XIV secolo le opere custodite nella chiesa del convento dedicata a San Girolamo sono di straordinario valore artistico, così come le opere dei Carracci e del Guercino che dalla Certosa passarono alla Pinacoteca Nazionale quando Napoleone soppresse il convento dei Certosini (1797). Dalla sua istituzione come cimitero, la Certosa venne progettata come Pantheon di Virtù cittadine e come Museo delle Arti e da allora propone una storia completa di Bologna fra '800 e '900.

Ampliamenti successivi: a fine '800, e durante gli scavi per l'ampliamento del cimitero venne riportata alla luce una intatta necropoli etrusca. Reparti speciali sottoposti a vincolo della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici: l'antico convento dei Certosini, il cimitero ebraico, acattolico, area crematoria, claustri ottocenteschi, claustri del primo novecento, sacrario dei caduti della Prima Guerra Mondiale, Sacrario dei Partigiani.

Ecco, in sintesi, cosa prevede il progetto "MUSEO DELLA CERTOSA":

  1. Restauro e rinascita della parte storico/monumentale. Conservando la funzione cimiteriale dell'area, famiglie, enti ed associazioni vanno coinvolti nella sua valorizzazione culturale, ad esempio favorendo il riuso continuo e massimo delle tombe di famiglia; individuando le tombe che non hanno eredi e mettendole a disposizione di chi è interessato ad una parziale visibilità in cambio di una sistemazione di alta qualità; richiedendo agli eredi di farsi carico della manutenzione ordinaria e straordinaria. Per realizzare questi punti è necessario conoscere gli attuali titolari di tutte le concessioni. Da qualche anno, grazie all'assegnazione dalla Regione Emilia Romagna di un numero di obiettori al progetto, è stato accelerato il lavoro dell'anagrafe informatizzata (catasto) di tutte le sepolture e si prevede possa terminare entro il 2003.
  2. Area monumentale ristrutturata come museo. Vanno previsti interventi a favore della sicurezza dei beni; un censimento fotografico e la trascrizione delle iscrizioni di tutte le tombe per la preparazione di cataloghi o libri; la predisposizione della segnaletica sia funzionale che artistica per indicare i percorsi di visita; la revisione dell'illuminazione per la valorizzazione delle opere; lo spazio per le esposizioni itineranti delle opere degli artisti presenti alla Certosa o documenti di personaggi famosi sepolti; mostre di fotografie o stampe d'epoca o ancora di oggetti, come la splendida carrozza funebre ottocentesca conservata nei magazzini della Certosa.
  3. Progettazione di interventi per rendere monumentale la parte non monumentale della Certosa. I nuovi campi del cimitero monumentale bolognese lasciano una sensazione di anonimato, di confusione, e il Comune ritiene sia giunto il momento di richiedere una maggiore qualità nelle opere pubbliche e nelle scelte delle famiglie. La proposta è quella di indire un concorso di progettazione di tutto l'interno della Certosa.
  4. Interventi paesaggistici sull'alone della Certosa. L'ideale è fare della Certosa una struttura ben riconoscibile nelle sue mura e nelle sue entrate, circondata dal verde, con possibilità di passeggiarvi intorno a piedi e in bicicletta, ben collegata con la città dai trasporti pubblici, fornita di parcheggi.
  5. Utilizzo del progetto per accelerare la soluzione di alcuni problemi funzionali. In primo luogo la questione dei riti, sia laici per i quali mancava uno spazio oltre che una tradizione (le agenzie di pompe funebri dovranno pensare a diverse modalità di cerimonie da proporre), sia ebraici: la comunità richiede la costruzione di un lavatoio, inoltre richiama la necessità di seppellire i morti non appena passate le 24 ore, anche alla domenica. Occorre pensare per tempo a nuovi spazi per le sepolture degli appartenenti ad altre religioni, non solo l'ebraica, ma anche la buddista o la mussulmana. In secondo luogo la scelta della cremazione. Richiesta da un sempre maggior numero di persone (20% dei bolognesi), per esaudire tutte le richieste sarà presto necessario costruire nuovi forni per Borgo Panigale e nuovi cinerari. Molto suggestiva è la proposta di destinare a cinerario uno spazio di rilievo storico artistico, anche centrale alla città, ad esempio le chiese sconsacrate di S. Nicolò, S. Felice, S. Barbaziano. Questa eventualità permetterebbe ad ogni quartiere di avere un suo cinerario o anche ossario, inserito in un contesto urbano.

Orari di apertura: inverno 8.00-17.00, estate 7.00-18.00

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