A DÜsseldorf dal 29 al 31 maggio

Befa 2014 2/2

Per quanto riguarda la fiera propriamente detta, essa ci è parsa in calo rispetto all’edizione 2010 che era stata, fuor d’ogni dubbio, la migliore degli ultimi vent’anni. La qualità dei prodotti esposti dalle aziende, che ci sono sembrate meno numerose che in passato, non ci ha impressionato. Di vere novità non se ne sono viste, anche se è vero che in generale in questo settore esse sono molto meno numerose che in altri campi. Forse qualcosa nella ricerca di urne per differenziarsi dagli altri. I visitatori sono giunti in numero soddisfacente soprattutto il primo giorno (il giovedì dell’Ascensione, festivo in Germania), anche se la giornata finale ha visto una partecipazione superiore a quella che di solito si riscontra nelle manifestazioni similari. Diciamo che ci sono stati squilibri flagranti tra i due padiglioni. Coloro che si trovavano nel secondo, e soprattutto quelli vicini alla bella e curiosa esposizione di cofani del Ghana, hanno avuto meno visite degli altri. Ciò detto, occorre relativizzare e ridimensionare l’importanza dei numeri. Quello che conta - l’esperienza della bella fiera “Devota” di Ried-im-Innkreis in Austria (per la quale abbiamo, inutile nasconderlo, un debole) insegna - è la qualità dei contatti. Meglio un visitatore che “passa l’ordine” che dieci che “passano” soltanto e che dopo aver diligentemente proceduto allo scambio dei biglietti da visita scompaiono quasi sempre definitivamente dai radar aziendali.
Diciamolo pure! Chi ha portato lustro, in termini di qualità e di ricerca, alla manifestazione sono le aziende italiane, anche se molte di esse sono state confinate presso i cofani ghaneani “nell’ultima Thule” di virgiliana memoria. Accanto al Consorzio Tanexport, onnipresente testimonial del made in Italy alle più importanti fiere estere, anche se in forma prettamente istituzionale, Befa ha visto la presenza di molte nostre importanti realtà. Oltre alla già citata Ceabis del Gruppo Vezzani, che ha ricevuto un numero importante di visitatori attratti dalla qualità e dalla vastità della sua gamma di prodotti e di dotazioni tecniche per tutte le esigenze del mondo funerario, ricorderemo GFM Imbottiture, con i suoi originali prodotti frutto di una ricerca costante, Pilato, sempre al top per i suoi eleganti modelli di auto funebri, Art Funeral Italy di Paolo Imeri, presente assieme a Marco Frank, per i suoi oggetti di arte funeraria per veri esteti. Presenti anche le innovative attrezzature di Spencer Italia, i pregevoli accessori di Spaf e di Zorsol, con Sergio Scanziani e Pierluigi Poledri sempre attivissimi nella promozione estera. Il settore dei cofani è stato rappresentato ai massimi livelli dalle realizzazioni di Stragliotto, che ha messo in mostra il meglio della linea appositamente studiata per la clientela tedesca non venendo mai meno all’alta qualità che contraddistingue l’azienda, e di Europag, con Rino ed Alberto Pagotto, padre e figlio, che nel suo bunker nero ha riposto, in una presentazione suggestiva ed accuratissima, preziosi cofani di grandissimo pregio artistico e qualitativo. Personalmente la presentazione (quasi leibniziana: ricordiamo le “monadi senza porte e senza finestre”) in uno spazio chiuso, che ci aveva fortementee favorevolmente impressionato la prima volta, molti anni fa, proprio per la sua novità, ci sembra ormai un tantino desueta nella sua ripetitività. La mia impressione è quella di entrare come un corpo estraneo, quasi sgradito, in uno spazio sacro riservato ai soli iniziati. La cosa stupisce vista l’estrema originalità dei prodotti esposti, frutto della genialità inventiva dell’architetto.
Approccio esattamente contrario a quello di Facultatieve Technologies. Da quando Catherine Cantin ha assunto la Direzione del Marketing e della Comunicazione, essa ha preso la decisione di non ripresentare mai lo stesso stand. Nemmeno una parte di esso. Dopo ogni esposizione la struttura viene distrutta e se ne prepara una per la fiera successiva. Succede frequentemente che ce ne siano in cantiere due o tre contemporaneamente. È vero che ci vogliono spalle solide per poter seguire questa politica. Facultatieve Technologies manifestamente le ha, essendo presente in tutte le fiere al mondo (anche quelle mediche come Arab Health a Dubai, Medica a Düsseldorf, …) con stand che sempre ambiscono ad essere “il più bello” dell’evento. E quasi sempre lo sono. Così è stato a Düsseldorf dove i visitatori sono stati accolti in ampi spazi. Ci è stato fatto osservare che la taglia dello stand non era comparabile con quella proposta a Tanexpo. Vero, come è peraltro vero che per il momento, a parte i forni crematori, l’arcaica ed obsoleta legge funeraria italiana non consente di vendere i prodotti ed i servizi di tanatoprassi come accade in altri Paesi. In attesa quindi di un cambio normativo che si attende ormai da decenni non si può ipotizzare una presenza più importante. Quando ciò sarà realtà e l’azienda avrà una propria struttura nel nostro Paese (in Germania essa possiede Funeralia, una delle imprese leader del settore, oltre che la filiale Hygeco Deutschland) magari dopo aver trovato un partner affidabile, serio ed efficace, allora vedremo anche da noi il dispiego di mezzi che si riscontra altrove. Tanto più che l’azienda condotta da Patrick De Meyer ha sempre riconosciuto il valore di Tanexpo ed è sempre presente a tutti i suoi appuntamenti.
Così è stato lo scorso anno a San Paolo, per Tanaxpo World Brasil, e così sarà fra qualche mese a Mosca per Tanexpo World Russia e per tutte le altre manifestazioni che continueranno ad essere organizzate in tutti i continenti. La prossima sarà in Russia e si terrà dal 28 al 30 ottobre prossimi nel consueto centro fieristico della capitale. Molte aziende non solo italiane si sono già iscritte, tant’è che l’evento, abbinato a Necropolis, avrà luogo in un padiglione diverso da quello che avevamo l’abitudine di frequentare da anni proprio per aumentare gli spazi espositivi a profitto delle aziende convogliate da Tanexpo. Tutti i dettagli finali sono stati perfezionati a Düsseldorf assieme agli amici Sergey Yakushin e Dimitry Yevsikov. È l’ultimo progetto voluto ed iniziato dall’indimenticabile ed indimenticato Nino Leanza prima della sua prematura scomparsa. Siamo stati estremamente toccati dalle numerose manifestazioni di affetto nei riguardi del figlio Alberto e dei collaboratori, che assieme a lui soffrono per l’assenza di una persona tanto cara, espresseci in Befa da persone dolorosamente colpite dalla notizia di tale perdita. A conferma di una stima conquistata con anni di duro lavoro e di una professionalità via via accresciutasi nel corso di decenni di assiduo impegno nell’organizzazione di eventi non solo funerari, anche se Tanexpo era la creatura prediletta di Nino. Tanexpo continua, quindi, e tutti sono al lavoro per il 2016, dall’1 al 3 aprile.
Oggi, come i calciatori o le attricette, tutti fanno di tutto (non fraintendiamoci: soprattutto per ciò che è il “far di tutto” di attricette, veline o aspiranti tali vedo già i risolini sotto i baffi dei più maliziosi) con i risultati che possiamo immaginare. È come se Conference Service decidesse da un giorno all’altro di mettersi a fare (o far fare magari in Cina, in India, in Romania o in Moldavia) e a vendere sistemi di sicurezza per l’atterraggio degli elicotteri o, per restare in tema, bare, accessori, urne ed imbottiture. E magari anche un po’ di tanatoprassi, quando la legge sarà partorita (se gli aborti a ripetizione finiranno un giorno). Che ciascuno faccia il proprio mestiere per evitare di fare la fine della rana di Fedro, ispirata ad Esopo e ripresa nelle sue “Favole” da Jean de la Fontaine, che per apparire grande come un bue prese a gonfiarsi d’aria e, come un “pallone gonfiato”, alla fine esplose.
Buone vacanze a tutti!
 
Pietro Innocenti
(Il Viaggiatore)

Coccato e Mezzetti

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