una tradizione del sud italia, ma non solo

Le bande musicali nei cortei funebri

In Italia, specialmente nelle regioni meridionali, e soprattutto in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, è ancora oggi particolarmente diffusa e sentita la tradizione delle processioni legate alle diverse ricorrenze del calendario religioso.

Ognuna di esse viene celebrata rispettando, e ripetendo fedelmente, rituali e gesti che si sono tramandati di generazione in generazione, divenendo così espressione inconfondibile dell'identità culturale locale. Durante la Settimana Santa e specialmente il venerdì, giorno in cui si ricorda la morte di Cristo, si svolgono le celebrazioni più importanti e una delle conseguenze della capillare diffusione delle processioni è stata anche la nascita di numerose bande musicali il cui repertorio si è arricchito negli anni, soprattutto nella sezione riguardante le marce funebri.

Tra i compositori più apprezzati e conosciuti del '900, inconfondibile tra i musicisti anche per lo stile elegante delle partiture che lui stesso ha sempre avuto cura di scrivere a mano e che nell'ambiente sono considerate vere opere d'arte, è senza dubbio il Maestro Nino Ippolito, nato nel 1925 a Squinzano, città della provincia leccese dove è presente una importante tradizione musicale. Tra le sue opere ricordiamo Triste ricordo, composta nel 1970, A Mio Fratello, Sonno eterno.

La marcia funebre è solitamente caratterizzata da una prima parte molto lenta e triste, dove il tempo è scandito dalla grancassa che, insieme al basso tuba, suona in battere, seguito, sul movimento in levare, dal corno, che suona la terza nota dell'accordo cambiando così, di volta in volta, la tonalità della melodia. Seguono poi le dolci armonie dei clarinetti che trovano risposta nel controcanto affidato al sassofono tenore e al flicorno baritono, in alcune parti d'Italia comunemente chiamato bombardino. Quando ad un certo punto la marcia sembra finire, culmina invece con il trio, sempre lento, ma di tonalità maggiore, che pare alludere alla speranza della rinascita nella vita ultraterrena.

Durante il corteo funebre i musicisti che compongono la banda indossano la divisa nera. Il loro compito è quello di suonare accompagnando il feretro. La disposizione del corteo prevede in apertura le corone di fiori, dietro le quali si dispone la banda; subito dopo viene il parroco, poi il carro funebre seguito dai familiari, dietro i quali sfilano via via tutti i partecipanti alla funzione. Questo corteo procede prima dalla casa del defunto fino alla chiesa, poi, dopo lo svolgimento della cerimonia funebre vera e propria, dalla chiesa fino all'ingresso del cimitero.

Negli ultimi anni si è assistito ad un progressivo affievolirsi della tradizionale presenza di bande musicali nei paesi, poiché i giovani sono sempre di meno e a volte si cimentano in altri generi musicali. Ma esistono i Conservatori Musicali, dove si studia principalmente musica classica e dove gli strumenti a fiato, quali gli ottoni e i legni, trovano ampio spazio. Le bande danno modo agli allievi dei Conservatori di suonare in gruppo, di mettere in pratica le conoscenze acquisite e, al tempo stesso, di trasmettere la propria esperienza ai più giovani. Questo fa sì che se da una parte le bande diminuiscono numericamente, dall'altra aumentano qualità e professionalità dei componenti.

È proprio grazie a questi musicisti classici prestati alla 'musica popolare tradizionale di strada' che sta rinascendo un certo interesse verso le bande; ad aprire la strada in questo senso è stato un ensemble di venti giovani musicisti siciliani diretti da Roy Paci che, credendo nella musica come espressione di profonda spiritualità, hanno creato la Banda Ionica e hanno pubblicato un album dal titolo Passione che contiene alcune fra le marce funebri più belle ed intense, ancora oggi suonate dalla maggior parte delle bande italiane. Un titolo su tutti? Pianto eterno di Pasquale Quatrano.

 
Daniela Argiropulos

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