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N. 3 - Marzo 2003 -> Parliamo di...

LA CEABIS FRA I PROTAGONISTI DI UNA STRUTTURA
CHE HA FESTEGGIATO IL PRIMO ANNO DI VITA

TECNOLOGIA ITALIANAPER IL CENTRO FUNERARIO LOCARNESE



Lo scorso mese di gennaio ha spento la sua prima candelina il Centro Funerario e Crematorio del Locarnese, realizzato in zona Riazzino, in prossimità della grande rotonda dell'aeroporto cantonese. Già nel 1988 Daniele Nicora ebbe l'idea di costruire una struttura così concepita, ma il progetto, prima di prendere corpo nella sua forma attuale, ha dovuto superare una serie di traversie, alcune anche provvidenziali perché hanno determinato lo spostamento da un luogo immediatamente vicino al cimitero alla attuale ubicazione, certamente più funzionale ed in un sito di maggior prestigio, non a ridosso del centro abitato.

La paternità del Centro e della sua realizzazione è, come abbiamo già detto, di Daniele Nicora, titolare di una impresa di onoranze funebri, la Nicora & Vigizzi, fondata nel 1952 dal padre di Daniele, Enrico, e da Aldo Vigizzi, e nella quale Daniele iniziò a lavorare nel 1971.

"Cinquanta anni di attività si prestano ad un inevitabile accostamento fra quelli che, a Locarno, erano i funerali di una volta e le cerimonie odierne. La differenza non si limita certo alla sostituzione del carro funebre trainato dai cavalli con l'attuale veicolo a motore. È in gran parte cambiato il rito stesso: meno sfarzoso, meno esibito, con tendenza crescente ad una riservatezza che spesso esclude volutamente chi non è direttamente toccato dal lutto e che si manifesta concretamente nell'annuncio del decesso a funerali avvenuti", racconta Nicora. "Di queste realtà ho tenuto conto nell'ideare il nuovo Centro Funerario e nel cercare una ubicazione che favorisse, abbinandole, le esigenze pianificatorie e la crescente voglia di riservatezza".

"Per quanto riguarda invece il Crematorio - continua Nicora - si può ben dire che la sua realizzazione ha colmato una lacuna evidente, tenuto conto del numero di richieste in rapido e costante aumento. Far capo al Crematorio di Bellinzona comportava, ormai da tempo, crescenti problemi di orario e di disponibilità per chi affrontava l'ultimo viaggio partendo dal Locarnese. E, sia detto senza offesa, la fredda struttura sita nel Cimitero di Bellinzona aggiungeva ulteriore tristezza alla cerimonia del commiato".

Nella concezione del nuovo Centro, realizzato dagli architetti Nicola Cotti e Stefano Bernasconi, si è tenuto conto anche di questo. La esperienza maturata in oltre trenta anni di attività ha convinto Daniele Nicora a privilegiare una struttura completa in cui, dalla preparazione della salma fino alla cremazione, l'intero servizio fosse ubicato nello stesso luogo.

"Volevamo un moderno centro funerario polifunzionale che offrisse in un unico spazio una totalità di servizi", spiega Daniele Nicora. "La tematica progettuale si è ispirata a due aspetti fondamentali, quello pragmatico-funzionale e quello simbolico-spirituale. Il rapporto alla spiritualità si esprime nella ricerca di relazioni con elementi della natura divenuti per l'umanità simbolo archetipo quali, ad esempio, l'acqua, la terra e l'aria. Il complesso vuole integrarsi nel territorio con una architettura lineare e discreta, esaltando la orizzontalità del piano ed articolandosi, praticamente, su di un solo livello. L'unico elemento che esprime verticalità è la componente di maggior richiamo simbolico, la Sala Cerimonie, aperta a persone di ogni confessione, e nella quale gli apporti di luce sono stati concepiti per poter offrire ai partecipanti una atmosfera intima: dietro all'ara, una parete in vetrocemento si affaccia su di un tappeto di acqua, bagnando la Sala di luce filtrata e vibrante".

Il Centro comprende una Sala Cerimonie con ottanta posti a sedere, quattro camere ardenti, un forno crematorio, locali amministrativi, locali tecnici, magazzino, autorimessa, posteggi esterni e giardino. È a disposizione, ventiquattro ore su ventiquattro, di tutte le Imprese di Onoranze Funebri del Ticinese che vi possono accedere per usufruire delle attrezzature tecniche e delle camere mortuarie.

Il concetto della riservatezza è stato concretizzato nel migliore dei modi. Non c'è nulla di maestoso, di tetro, di angosciante: al contrario, prevale la luminosità, le semplici e chiare linee architettoniche trasmettono sensazioni di pace, di tranquillità. La caffetteria, arredata in modo elegante e sobrio, ideata perché i familiari in lutto possano brevemente intrattenersi dopo la cerimonia, completa il quadro di un luogo che in nulla ricorda la casa della morte.

"Un ringraziamento particolare - conclude Nicora - lo devo ai miei partner tecnologici, la Facultatieve Technologies per il forno crematorio, capace di garantire sei cremazioni in una normale giornata lavorativa, e la Ceabis per le celle frigorifero, le vetrine refrigerate, i carrelli e gli allestimenti per la preparazione delle salme, tutti prodotti di assoluta eccellenza. Ho visto a Tanexpo 2002, a Modena, il prototipo di un modello ideale italiano di Casa Funeraria: ebbene, lo dico con grande compiacimento, a Locarno abbiamo realizzato un qualcosa che molto si avvicina a quel bellissimo concept".







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